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Archiviato il caso Montecarlo?

13 Ottobre 2010

Leggo sul Messaggero di ieri:

“Si tratta della perizia che i magistrati romani han ­no chiesto agli esperti francesi sul reale valore dell’appartamento di boulevard princesse Charlotte, e al costo che avrebbe dovuto avere nel momento in cui è stata venduta. Una consulenza analoga era stata fatta dai denuncianti, con la conclu ­sione che la casa valeva un milione e 600mila euro. Ora, anche l’accertamento immobiliare sollecitato dalla procura sarebbe arrivato a cifre diverse e maggiori da quei 300mila euro pagati dalla società, offshore. I pm, comunque, sembra non intendano chiedere ulteriori perizie all’ufficio di Montecarlo che fa i censimenti sulle vendite di tutti gli immobili, anche perché si starebbero avviando a una richie ­sta di archiviazione dell’inchiesta.”

Dunque la valutazione dei periti si riferisce al 1999, come si legge qui. Che c’entra la valutazione del 1999 con il valore dell’immobile nel 2008 quando è stato venduto?

Se c’è stata truffa, questa si è verificata nel 2008, quando l’immobile aveva sul mercato un valore ben superiore, come ha accertato la perizia di parte (circa 1,6 milioni di euro).

Dunque i pm di fronte alla perizia di parte del 2008, anno della vendita, si appresterebbero ad archiviare perché la valutazione dell’immobile nel 1999 (8 anni prima) si aggirava sui 300 mila euro? Non posso crederci.

Dice bene Storace:

“se hanno tutta questa fretta di archiviare, viste le numerose indiscrezioni della Procura, lo facciano. Chi ha denunciato avrà così la possibilità di accedere agli atti e verificare con quanto scrupolo sono state condotte, riservandosi la possibilità di ricorrere ad indagini difensive di parte come previsto dal Codice”.

Fini deve davvero avere dietro le spalle dei poteri ben forti fuori e dentro la magistratura se questo scandalo, trasparente come acqua sorgiva, venisse archiviato.

L’ho già scritto. Il caso Fini è paradigmatico per verificare molte cose che non vanno in questo Paese. Tanti, ottenebrati dall’antiberlusconismo e abituati a sguazzare in molti casi nell’ipocrisia, vorrebbero che il caso finisse alla svelta. Lo temono.

Volete un esempio? Leggete questo articolo fasullo de la Stampa, in cui trovate scritto:

“La casa ex An a Montecarlo è stata venduta ad un prezzo congruo. La notizia arriva direttamente dal Principato, e fa segnare un punto a favore di Fini , nella bufera da mesi per il caso dell’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte ereditato da Alleanza Nazionale dalla contessa Anna Maria Colleoni e attualmente occupato da Giancarlo Tulliani, cognato dell’ex presidente della Camera. Dalla documentazione trasmessa dal Principato alla procura di Roma emerge infatti che la cifra– ora sotto la lente del procuratore Giovanni Ferrara e dall’aggiunto Pierfilippo Laviani che indagano contro ignoti per truffa aggravata,- assegnata all’alloggio nel 1999 è negli standard.”

In principio si parla di prezzo congruo di vendita (ma la vendita è del 2008), poi, al termine, si capisce invece che negli standard non è il prezzo di vendita, bensì la cifra assegnata all’alloggio nel 1999 (ossia nove anni prima!). La stima non si riferisce, quindi, alla congruità del prezzo a cui l’alloggio è stato venduto nel 2008, ma alla stima catastale del 1999. C’è una bella differenza! Ora vedremo se i 240 (o 270) mila euro del 1999 hanno potuto avere in 9 anni un incremento risibile di 60 (o 30) mila euro. Se saltasse fuori che c’è una perizia monegasca che valuta congruo un incremento di prezzo di questa ridicola portata in nove anni, vuol dire che nell’aria c’è puzza di marcio anche da quelle parti. Non sta in piedi, insomma. E poi a Montecarlo! E in un periodo in cui nel principato i valori degli immobili, come si è letto, sono lievitati più che altrove.

Insomma lo scandalo di Montecarlo ha rivelato un’opposizione (stampa compresa) ottusa e prona, che condanna il ministro Scajola e lo fa dimettere e assolve, a distanza di pochi mesi, Fini che svende una casa del partito che finisce, dopo passaggi non degni di chi ricopre una carica istituzionale, nella disponibilità del cognato. Assolve un presidente della Camera che mente agli italiani e si rifiuta di sottoporsi ad una normale conferenza stampa, fatta di domande e di risposte. Non si scandalizza se il cognato, che sa la verità, come la sa Walfenzao, si nasconde e rifiuta di presentarsi ai giornalisti. Non chiede le dimissioni di Fini, il quale, oltre allo scandalo che lo coinvolge, fa politica attiva pur ricoprendo una carica istituzionale. Da ultimo e sfacciatamente ha scritto perfino a Schifani affinché il Senato interrompa la discussione già avviata sulla legge elettorale per trasferirla alla Camera, dove egli potrà, così, mettere in azione pro domo sua tutti gli strumenti che la carica gli consente. Bella sfrontatezza! Voglio sperare che Schifani gli risponda di no, e se possibile anche duramente. Non è la prima volta che il presidente della Camera mette il naso a palazzo Madama.

Purtroppo di fronte a tutto ciò, Napolitano non ha nulla da dire e tollera che la terza carica dello Stato agisca in questo modo. Se anche la magistratura archivierà il caso, come sembra, si dovrà concludere amaramente che Fini è assai più potente di Napolitano.

Quell’Arpisella che ha lasciato intendere, nella famosa telefonata a Porro, che dietro Fini ci sono gli stessi poteri forti che spinsero la D’Addario nel letto del presidente del Consiglio, dovrà dirci molto di più.

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“«Casa di Montecarlo, il valore fissato al passaggio di proprietà fu congruo »”
Qui. Faccio notare anche qui il titolo ambiguo: il passaggio di proprietà a cui il titolo si riferisce non è quello del 2008 ma quello tra la contessa Colleoni e An. Infatti Todaro precisa:

“«Non capisco l’esultanza di Della Vedova e Granata – ribatte però il senatore del PdL, Achille Totaro – perché le autorità di Montecarlo hanno riconosciuto congruo il valore di circa 300 mila euro ai soli fini catastali della casa di Montecarlo nel 1999 al momento del passaggio di proprietà dalla defunta contessa Colleoni ad Alleanza Nazionale. Infatti non hanno mica detto che tale valore era congruo nel 2008 al momento della vendita fatta da Fini alla società offshore ‘indicata’ dal cognato Giancarlo Tulliani. Quindi mi dispiace per Della Vedova e Granata che cercano di sollevare un polverone per fare confusione. Anzi riproponiamo a loro il quesito: come fa una casa valutata circa 300 mila euro nel 1999 a valere solo 300 mila euro nove anni dopo? ».

Più corretto il titolo di Repubblica: “Casa An, nel 1999 valore era congruo. Fini: “Ora ci divertiamo con le querele…”. Qui.

“Casa Montecarlo, scivolone sul valore della casa Ma già si parla di archiviazione del fascicolo” di Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica. Qui. Da cui estraggo:

“è l’implicito «placet » fiscale del ’99 a mandare in tilt le solerti agenzie di stampa. «Casa An: Montecarlo, con ­gruo valore passaggio proprie ­tà »,titola l’ A nsa , ma il passag ­gio di proprietà c’entra come i cavoli a merenda e, passato il momento d’euforia dei finia ­ni, è la stessa procura di Roma che si vede costretta a una ra ­pida precisazione a mezzo delle stesse agenzie: «Si preci ­sa che la congruità, secondo le autorità di Montecarlo, del valore dell’immobile di Boule ­vard Princesse Charlotte 14 fa riferimento all’atto di succes ­sione nel ‘ 99 quando An entrò in possesso del bene ricevuto dalla contessa Anna Maria Colleoni e non al passaggio di proprietà dello stesso apparta ­mento quando venne ceduto nel 2008 da An ».”

“L’ultima di Fini & Co: la priorità degli italiani è la legge elettorale” di Salvatore Tramontano. Qui. Da cui estraggo:

“Di cosa parlano ogni giorno, costantemente, Fini, Di Pietro, Casini e Bersani? Della legge elettorale. Capite? Non c’è nulla più importante di questo. È il sale della vita.”

” Ma ancora una volta Fini non ha guardato in faccia a nessuno. Agli italiani ci penso io. Ha sfidato il Palazzo per venire incontro alle loro necessità. Ha scritto a Schifani: dammi la legge elettorale, me ne occupo io. Tutto il Paese non aspettava altro. Ora è più tranquillo. Può finalmente riposare. Non c’è nulla di più importante per gli italiani del destino di Gianfranco Fini e dei suoi nuovi alleati. Non vogliamo mica togliere al sor Tulliani il gusto di votare con regole fatte su misura per lui? Come dicono a Montecarlo: se sta bene Fini stanno bene tutti.”

Anche qui titolo non chiaro. “Caso Tulliani, per Montecarlo il prezzo dell’appartamento è congruo”. Qui.

Casa di Montecarlo ed altro. Rassegna stampa del 14 ottobre 2010. Qui.


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Bart