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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

ARTE: Dante Gabriel Rossetti

10 Agosto 2010

di Francesco Pieraccini
(La rivista dà il benvenuto al nuovo collaboratore)

Rossetti è di sicuro una figura egemone della Confraternita dei Preraffaelliti, gruppo formato da vari artisti e letterati nel 1848 che si proponeva di recuperare i valori della pittura medievale italiana (come suggerisce il nome, fino a Raffaello). I pittori della Confraternita si proponevano così di restaurare nella pittura l’interesse per i temi elevati (in particolare per i temi sacri), tradotti in uno schema iconografico rigoroso semplice e naturale, ma ricco di elementi simbolici.

Fedeli a questo concetto di pittura sono i primi quadri di Rossetti tra cui spiccano “L’ Infanzia della Vergine” e “Ecce Ancilla Domini”.

Nel primo dei dipinti citati, i contatti con le teorie pittoriche tardo medievali e del primo rinascimento sono molto chiari , a partire dalla fissità atemporale di Maria e Sant’Anna, caratterizzate fra l’altro dai loro colori tipici (azzurro per Maria, e rosso per Sant’Anna).

Lo sfondo, con San Giuseppe che si occupa della vite di fronte ad un paesaggio verdeggiante, inserisce il gruppo sacro nella natura e quindi in una dimensione temporale, in linea con lo stile del ‘400.

E’ ricco di simboli, per citarne alcuni, il manto rosso sullo sfondo, allusione al sacrificio di Cristo, i Gigli, che rappresentano la purezza della Vergine, lo Spirito Santo, simboleggiato dalla colomba bianca.

La libera interpretazione dell’artista è più significativa in “Ecce Ancilla Domini”, in cui la tecnica e il bianco candido che domina il dipinto ricordano le atmosfere di Beato Angelico.

I temi e i concetti rinascimentali e tardo medievali sono però trattati dal pittore in chiave più moderna e più vicina alla sensibilità romantica. Maria, pur mantenendo quegli occhi presaghi del suo destino presenti anche nel precedente dipinto e simbolo della sua dignità, abbandona il classico velo azzurro   per indossare un semplice abito bianco.

Inoltre i capelli scompigliati e la posa della Vergine donano ad essa una naturalezza inedita e ci appare più simile ad una ragazza comune, turbata nella sua umanità, richiamando i valori di una fede più pura e sincera.

Seppur dunque il dipinto sia ben inquadrato nella poetica italiana quattrocentesca, si nota infatti il ritorno di molti simboli presenti anche ne “L’ Infanzia della Vergine”, non si pone come una mera imitazione, ma come una rievocazione di tali ideali e concetti, filtrati attraverso una nuova sensibilità.

Dato lo scarso successo tra il pubblico che incontrarono i suoi dipinti,verso il 1850 Rossetti abbandona la pittura a Olio e si dedica ad uno stile nuovo e personale basato su illustrazioni ad acquerello e disegni ispirati ad opere letterarie, come la “Vita Nova” di Dante o   “La Mort d’ Arthur” di Malory.

Dal 1859 riprende la pittura ad Olio ma con esiti totalmente diversi dagli ideali preraffaelliti: se prima Rossetti aveva attinto ispirazione dal passato, adesso volge lo sguardo in avanti   e nelle sue opere compaiono temi che lo pongono come precursore dell’ estetismo, del decadentismo e della corrente simbolista.

La sua produzione diviene caratterizzata quasi esclusivamente da splendidi ritratti femminili, i cui soggetti divengono la rappresentazione stessa della bellezza ,dell’amore, della passione, ma anche della caducità della vita e del dolore, ponendosi a metà tra   ricerca di bellezza sensuale e misticismo religioso.

Uno dei quadri più rappresentativi di questo periodo è sicuramente “Beata Beatrix” .

Esso è dedicato alla moglie dell’ Artista Elisabeth Siddal, morta suicida nel 1862, ma nel quadro è presente ben più di un mesto dolore.

La Beatrice Dantesca domina il dipinto ed è colta nell’istante della sua morte, idealizzata però come un’estasi spirituale comunicata allo spettatore, riprendendo così le statue del Bernini, dall’ espressione della donna che sembra stia provando un orgasmo. In basso le mani sono ormai fredde e immobili e su di esse si posa una colomba rossa, simbolo di spiritualità ma anche di passione, che porta con il becco un papavero, che rimanda alla morte della moglie di Rossetti, avvenuta per effetto del laudano, droga a base di papavero. Sullo sfondo si notano due figure, Dante, con cui il pittore vuole probabilmente identificarsi, e una figura la cui identificazione non è chiara,probabilmente si tratta di una personificazione dell’ Amore, che reca un cuore in mano con un rimando ad un episodio della “Vita Nova” di Dante.

Rossetti persevera in questa nuova concezione pittorica con vari ritratti femminili, usando come soggetti principali due donne di cui fu amante e nei quali rappresenterà ora l’amore sensuale, ora quello spirituale, ma con accenti sempre decadenti.

Cito come esempio il bellissimo dipinto “Proserpine”.

Lo spettatore è immediatamente attratto dalla bellezza della donna, che rispecchia un ideale di Bellezza Assoluta , ma con un occhio più attento si nota che il dipinto è ricco di simboli che alludono alla tristezza e alla morte come i colori freddi e scuri e soprattutto il melograno, che rievocando il mito di Proserpina, costretta a restare negli inferi per aver assaggiato il frutto dei morti, diventa il simbolo per eccellenza della morte.

Emerge dunque quel legame tra bellezza e morte caratteristico del decadentismo.
La “donna fatale” di Rossetti è però ben diversa dalla Salomè di Moreau o dalla Giuditta di Klimt: se tali donne erano mortali per gli altri, la bellezza di Proserpina è fatale solo per la fanciulla, in questa differenza si rispecchia così la personale sensibilità di Rossetti.

Riferimenti:

L’ Infanzia della

Vergine

Beata Beatrix

Proserpine


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8 Comments

  1. Commento by Carlo Capone — 10 Agosto 2010 @ 19:25

    Ottimo compendio  sui preraffaelliti, dei quali avevo sempre ricevuto vaga notizia senza mai capire chi fossero e in cosa consistesse la loro arte.

    Mi fa piacere, Bart, che gli articoli su tematiche di pittura siano corredati di link a dipinti in essi menzionati.

     

    Forse andava già fatto, come ebbi a dire.

     

    Saluti

  2. Commento by Beatrice Pardini — 10 Agosto 2010 @ 22:17

    Questo articolo è veramente molto interessante. L’autore ha colto con profondà sensibilità l’essenza dell’arte preraffaellita e in particolare di Rossetti.
    Sono una storica dell’arte e penso che questa new entry nel mondo dell’arte (Francesco Pieraccini) debba continuare a scrivere nuovi articoli, in quanto ha saputo far rivivere attraverso le parole quella che è la magica, coinvolgente e misteriosa personalità di un artista di tale bravura.
    Complimenti! Spero che verranno pubblicati altri articoli da questo eccellente autore.
    Beatrice Pardini, Milano.

  3. Commento by Laura Petra — 10 Agosto 2010 @ 22:23

    Complimenti a Francesco Pieraccini! Non ho mai letto un articolo così interessante sull’arte preraffaellita! Non mi intendo d’arte anche se mi piace moltissimo andare a giro per musei (nel tempo libero che è ristretto a causa del lavoro) e l’anno scorso ho visto i preraffaelliti alla Tate Modern di Londra. Grazie a Francesco ho potuto capire meglio l’arte di Rossetti e il prossimo libro che comprerò sarà proprio sull’arte preraffaellita! Grazie Francesco! Fai appassionare le persone con la tua passione per l’arte! Congratulazioni!

  4. Commento by Giacomo Olepa — 10 Agosto 2010 @ 22:27

    Affascinato da questo articolo sui Preraffaelliti! Complimenti a Francesco Pieraccini e alla sua passione per l’arte! Sono un giornalista e capisco quando una persona ha del talento.Bravo!
    Giacomo Olepa, Roma.

  5. Commento by Orlando Sori — 10 Agosto 2010 @ 22:34

    Bravissimo Francesco! Questo articolo è assolutamente avvicente! Mi sono divertito a leggere questo articolo! E io non sono neanche tanto esperto di arte, soprattutto di Rossetti… perchè non ne pubblichi un altro? A me ha sempre affascinato De Chirico anche se della sua arte non ci ho mai capito granchè…

  6. Commento by Silvia Filippini — 10 Agosto 2010 @ 22:39

    Bellissimo questo articolo su Dante Gabriel Rossetti! Mi sono appassionata a leggerlo. Grazie Francesco! Spero che tu continuerai a scrivere articoli di questo genere perchè con la tua passione per l’arte fai appassionare tutti quanti noi.
    Hai una grande sensibilità ed è generoso e nobile condividere con noi quello che è tanto prezioso per te ovvero il tuo infinito amore per l’arte che oggi giorno si riscontra in pochissime persone.
    Continua così!
    Silvia Filippini, Firenze.

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Agosto 2010 @ 08:19

    Carlo, il merito va tutto all’autore. Approfitto per chiedere ad altri autori che citino nei loro articoli  opere d’arte di seguire questo ottimo metodo.

  8. Commento by Claudio Casini, Pisa — 12 Agosto 2010 @ 13:53

    :idea:

    Nell’articolo di Francesco Pieraccini sono stati centrati gli aspetti più interessanti della pittura di Dante Gabriel Roessetti e, più in generale, della pittura preraffaellita. E’ stata la mia amica Angela Bresca, insegnante dell’autore, a segnalarmi il testo che ho letto con la massima attenzione. Complimenti!

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