Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Fini come la tenia. Nasce un caso Napolitano?

10 Agosto 2010

Dopo l’autogol assestato con la sua dichiarazione, Fini vara una nuova strategia, e il Fli, attraverso Della Vedova, fa circolare la tesi che si tratta di una questione privata, e quindi i panni sporchi si lavano in casa, dimenticando colpevolmente che Fini è la terza carica dello Stato, e se sono state commesse operazioni almeno moralmente disdicevoli egli ne risponde come politico. È inutile fare i nomi di coloro che sono incappati in questo principio, a partire da Marrazzo. Il sottoscritto, ad esempio, ha speso qualche parola a favore di Marrazzo, ma il Pd è stato inflessibile. Il privato, se è disdicevole, influisce anche sul pubblico, e così Marrazzo ha fatto le valigie.

Le ha fatte pure Scajola, al quale – è già stato fatto notare – il caso somiglia come due gocce d’acqua.
Anche Scajola dichiarò di non sapere chi avesse pagato per lui la casa, e questa dichiarazione gli costò le dimissioni.

Ora Fini dichiara di non sapere nulla del perché il cognato sia finito nella casa di Montecarlo, e cade dalle nuvole. In realtà, ci sono testimonianze che dicono il contrario, ossia che Fini e compagna sono stati visti recarsi nella casa in ristrutturazione.

Ma non importa: il fatto è che questa operazione è privata e sporca quanto lo era quella relativa alla casa di Scajola. Non ci piove.

Quando Della Vedova parla di operazione privata, sembra che sia tornato da una vacanza sulla luna. Ma soprattutto crede che gli italiani siano dei fessacchiotti ai quali si possono raccontare le favole della nonna. Non ricorda nemmeno, Della Vedova – ma anche Fini quando ci fa capire che le sue spiegazioni non sono dovute – che i partiti godono del finanziamento pubblico, ossia vivono con i soldi dei cittadini, e quindi a questi ultimi   un qualche obbligo morale di conoscere con quali logiche corrette o malsane un partito si muove è quantomeno dovuto. Fini, in più, è anche lui un uomo pubblico, e che uomo pubblico! È la terza carica dello Stato!

Poiché il Pdl ha chiesto ufficialmente le dimissioni di Fini, il solito Bocchino apre la boccaccia e ne spara un’altra delle sue. Se la richiesta di dimissioni non viene ritirata, ci fa sapere, le possibilità di dialogo tra il Fli e Pdl sono chiuse.
E perché? Ora sono aperte? Cosa va mai inventando questo ossesso della politica, che pretende di comandare come se fosse il Padreterno?

Ma ora veniamo a Napolitano. Non so se si stia muovendo nella direzione giusta, con discrezione. Può essere, ma se i risultati non si vedono, il cittadino è autorizzato a credere che non si renda conto della gravità delle accuse che coinvolgono la terza carica dello Stato. Può Fini continuare a ricoprirla alla luce di quanto sta emergendo? Non ci si può nascondere dietro la scusa che è bene aspettare l’esito delle indagini della magistratura. La magistratura può prendersi il tempo che vuole. La politica invece è scossa, ora, nei minuti che stiamo vivendo, dallo scandalo. Che riguarda uno dei tre vertici dello Stato. Le prove (qui e qui) sono già più che sufficienti. Solo Giuliano Ferrara non riesce a capire (o non vuol capire) ciò che rappresenta realmente l’affaire di Montecarlo nei confronti di un uomo che ha creduto di dare lezioni di moralità, legalità e trasparenza al mondo intero.

Una delle Istituzioni vacilla, dunque, sotto i colpi di maglio di una vicenda da cui lo stesso Fini ha cercato, con le sue dichiarazioni, di prendere le distanze scaricandone la responsabilità sul cognato. Maldestramente, come si è visto. Una specie di vigliaccheria. Del resto, come ricorda un suo ex compagno di partito, Sergio Mariani, detto Folgorino (qui), fu Fini a confessargli, scovato “rannicchiato in un sottoscala”: “Mi prende le gambe e mi dice: “Sergio, che colpa ne ho se non ho il vostro coraggio?’”. Fini non è mai stato, così sembra, un leone.
Ma resta attaccato alla sua poltrona come la tenia all’intestino. Ci vuole una scossa violenta per liberarsene. Questa scossa la può dare Napolitano.

Se Napolitano continuerà a stare fermo, i cittadini non potranno esimersi dal sospetto che egli sia in qualche modo legato (per strategie politiche comuni?) al presidente della Camera, e lo stia coprendo. Non ci sono e non ci possono essere alternative: Fini deve dimettersi. Lo convochi, dunque, e gli imponga di rassegnare le dimissioni. Subito.

Altrimenti dovrà aprirsi un caso Napolitano.

Articoli correlati

“Scontro Fli-Pdl sulle dimissioni di Fini”. Qui.

“Il ministro Maroni è in vacanza all’Asinara e da lì parla di Fini, Tulliani e del possibile voto anticipato” intervista a cura di Maria Latella. Qui.

“Il Cavaliere spera nel ritorno dei ribelli. “E niente scherzi sulla legge elettorale” di Carmelo Lopapa. Qui.

“Il Pd in imbarazzo perde la lingua e l’Idv adesso si scopre garantista”. Qui.

“Gianfranco deciso a resistere, anche se litiga in famiglia” di Susanna Turco. Qui.

“Un codice contro il neo familismo” di Pierluigi Battista. Qui.

Casa di Montecarlo. Rassegna stampa del 10 agosto 2010. Qui.


Letto 2461 volte.


1 commento

  1. Commento by Mario Di Monaco — 10 Agosto 2010 @ 10:48

    Finchè esiste il finanziamento pubblico ai partiti, qualunque sia la forma prevista, la gestione del loro patrimonio deve essere più che mai oculata e  trasparente e non può assolutamente considerarsi una questione privata.
    Capisco l’imbarazzo del partito in cui ha militato Napolitano quando si  affrontano i problemi legati alla trasparenza nell’uso degli enormi patrimoni di cui dispongono taluni partiti ed in particolare di quello legato al vecchio PCI.  

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart