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ARTE: I MAESTRI: Ernst risuscitato

26 Aprile 2011

di Patrick Waldberg
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, domenica 29 giugno 1969]

Parigi, giugno.
L’esposizione di cui parlo oggi, intitolata Max Ernst: pitture per Paul Eluard, Eaubonne 1923, √® nello stesso tempo emozionante per il contesto affettivo da cui de ¬≠riva, e di capitale importan ¬≠za per la conoscenza dell’o ¬≠pera di Max Ernst e la sto ¬≠ria del Surrealismo nascen ¬≠te. Si tratta di una serie di dipinti murali eseguiti da Max Ernst nel 1923, nella casa in cui viveva insieme con Paul Eluard, a Eaubonne, ai margini della foresta di Montmoreney.

Ecco in che cosa consistono i lavori presentati: due grandi muri, una porta, un pannello verticale, otto decorazioni a strisce, un sof ¬≠fitto ovale, e due elementi ornamentali. Sono stati tut ¬≠ti dipinti a olio nello spa ¬≠zio di pochi mesi, appunto durante il soggiorno di Max Ernst in casa dell’amico.

La storia √Ę‚ÄĒ il destino, vor ¬≠rei dire √Ę‚ÄĒ di queste pit ¬≠ture ha del miracoloso, nel senso surrealistico della pa ¬≠rola. Qualche anno dopo che erano state realizzate, la ca ¬≠sa di Eluard pass√≤ in altre mani e i dipinti furono ri ¬≠coperti in parte da uno stra ¬≠to di normale intonaco, in parte da tappezzerie. Dopodi ¬≠ch√© vennero dimenticati. E Max Ernst credeva che la ca ¬≠sa fosse stata distrutta du ¬≠rante la guerra.

Senonch√©, circa due anni or sono, C√©cile Eluard, og ¬≠gi C√©cile Valette, si ricord√≤ di avere visto Max Ernst, quando lei era ancora pic ¬≠cina √Ę‚ÄĒ nel 1923 aveva, in ¬≠fatti, cinque anni √Ę‚ÄĒ dipin ¬≠gere la casa di suo padre. Fatte ricerche, si constat√≤ che, sotto il rivestimento, le opere esistevano ancora. E qui ci vorrebbe troppo spa ¬≠zio per raccontare nei parti ¬≠colari, come esse sono state recuperate, trasferite, restau ¬≠rate e infine presentate ora alla Galleria Andr√©-Fran√≠¬ßois Petit di Parigi. Senza dubbio qualche frammento non ha potuto evitare il disastro ma l’essenziale c’√®, fresco e gio ¬≠vane come se fosse stato di ¬≠pinto ieri.

Le strisce, eseguite da un rapido pennello, hanno il carattere di un diuertissement. Si capisce che Max Ernst si √® goduto di tradurre in immagini i progetti, senza dubbio molto densi di poesia ma anche molto liberi per l’immaginazione e l’abban ¬≠dono, su cui fantasticavano i due amici nei loro concilia ¬≠boli. Vi dominano la gaiez ¬≠za e l’ironia, nonch√© una fre ¬≠schezza talora infantile, a cui la presenza della piccola C√©cile senza dubbio non era estranea.

Ma se si considerano i due grandi muri, non si pu√≤ non scorgervi opere di pri ¬≠missimo piano, la cui tardi ¬≠va rivelazione ci conferma la capacit√† inventiva, la ma ¬≠turit√† e la potenza di Max Ernst, che nel 1923 aveva trentadue anni. Il pi√Ļ grande dei due, intitolato Storia na ¬≠turale, √® anche il pi√Ļ com ¬≠plesso. A primo colpo d’oc ¬≠chio si rimane colpiti dalla rigidit√† verticale degli albe ¬≠ri dalle foglie appuntite, schierati sull’attenti come sentinelle. Del pari, l’inter ¬≠minabile dirittura dell’an ¬≠tenna che taglia in due la composizione esprime una energia impetuosa, prorom ¬≠pente. Su per l’antenna si ar ¬≠rampica un insetto verde a cui √® sospesa, per un filo, una palla rossa. Altre palle rosse, a coppie o a grappoli, sbocciano dai rigidi rami de ¬≠gli alberi. Una forma mez ¬≠zo animale mezzo vegetale si erge in primo piano, a si ¬≠nistra, prefigurando i per ¬≠sonaggi che popoleranno pi√Ļ tardi la Gioia di vivere e la Ninfa Eco. A questa forma si appoggia la graziosa ombrel ¬≠lifera che attraversa obliqua ¬≠mente la tela. A destra, in cima a un muro di matto ¬≠ni in prospettiva, si aggira un sonnambolico formichie ¬≠re che porta il suo cucciolo sul dorso. Dietro a questa visione allucinata, si distin ¬≠guono la casa e il giardino di ElUard, eseguiti a mezza tinta, ma questo elemento realista, in confronto alla precisione e alla forza rap ¬≠presentativa del paesaggio immaginario, sembra un fan ¬≠tasma. Tutto l’insieme, di una bellezza che chiede la contemplazione silenziosa, si direbbe formato da una cu ¬≠riosa mescolanza in cui l’in ¬≠canto del Sogno di Henri Rousseau si intreccia all’an ¬≠goscia delle atmosfere ipno ¬≠tiche di Giorgio de Chirico. Io penso si tratti di uno dei pi√Ļ notevoli esempi di quel ¬≠le ¬ę visioni del dormiveglia ¬Ľ in cui Mpx Ernst ha eserci ¬≠tato il suo spirito fin dalla infanzia e che la sua arte ha saputo restituirci come nessun altro.

L’amicizia di Max Ernst e di Paul Eluard, nata nel 1921, quando si incontraro ¬≠no per la prima volta a Colo ¬≠nia, ricorda quelle che, in se ¬≠no al Romanticismo e al Simbolismo, unirono Kleist e Friedrick, Villiers de L’Isle-Adam e Mallarm√©. Nel 1923, nei mesi che i due furono insieme nella casa di Eaubonne, si viveva un periodo di transizione per la poesia e l’arte. Il movimento Dada era gi√† morto. Regnava un clima di inquietudine, con delle punte di esaltazione forsennata, e le giovani ener ¬≠gie si osservavano, si inter ¬≠rogavano, cercavano la stra ¬≠da che portasse al ¬ęcontinen ¬≠te futuro ¬Ľ. Si avvertiva che qualcosa di nuovo si stava preparando, una specie di so ¬≠spensione teneva gli spiriti in uno stato di allerta. In casa Eluard, le giornate si alternavano, talora gaie, talora gravi. Nello stato di estrema disponibilit√† in cui si trovavano allora i due ami ¬≠ci, alla esaltazione euforica poteva succedere una malin ¬≠conia che portava idee di fu ¬≠ga senza ritorno, di dissolu ¬≠zione nel tempo e nello spa ¬≠zio. Mentre Max Ernst di ¬≠pingeva i muri della casa, Eluard scriveva le poesie che poi pubblic√≤ col titolo Mourir de ne pas mourir. Alla vi ¬≠gilia della pubblicazione del libro, senza avvertire nessu ¬≠no, si imbarcava per Tahiti. Due settimane pi√Ļ tardi, in ¬≠vitava per telegramma Max Ernst a venirlo a trovare. Max Ernst vendeva immedia ¬≠tamente tutto quello che pos ¬≠sedeva e raggiungeva Eluard a Singapore. Intanto a Pa ¬≠rigi il Manifesto del Surrea ¬≠lismo di Andr√© Breton veni ¬≠va alla luce.

Di questo momento cos√¨ ricco e movimentato per la storia dell’arte e della poesia, le pitture di cui ho parlato portano una testimo ¬≠nianza straordinaria.


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2 Comments

  1. Commento by Giulia — 14 Dicembre 2011 @ 12:25

    sapete per caso dove posso trovare l’analisi del testo di:Mourir de ne pas mourir. di Eluard??

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 14 Dicembre 2011 @ 13:23

    Provi qui.

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