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Azzardo qualche mio convincimento

6 Dicembre 2010

Ormai il gioco dell’opposizione è scoperto. Si rifugia dietro il paravento della crisi internazionale e del pericolo che la speculazione finanziaria punti verso l’Italia, poiché non ha altri argomenti, e questi che pone sono ridicoli e contraddittori. Non perché non ci sia la crisi internazionale e non ci sia il pericolo della speculazione finanziaria (si scoprirebbe l’acqua calda), ma perché la cura che l’opposizione vorrebbe somministrare al nostro Paese sarebbe non la dolce morta, ma la morte violenta.

La speculazione non aspetta altro che veder salire alla guida del governo uomini ottusi e incapaci di reggere il timone, muniti solo delle ricette che hanno saputo ricavare dalla Grecia, dalla Spagna e dall’Irlanda. Ossia ricette fallimentari.
Non solo, ma ricette che non trovano nemmeno tutti d’accordo, giacché l’estrema sinistra mirerebbe piuttosto a ostacolare, con provvedimenti di tassazione obsoleti, produttività e risparmio.

Dunque, un governicchio arruffone e traballante, che cadrebbe ai primi soffi di vento. Navigherebbe a gonfie vele la speculazione! E mentre si precipiterebbe con tutta la sua irruenza sul nostro Paese, scoprirebbe i nostri saggi alle prese con discussioni e litigi a non finire per predisporre una nuova legge elettorale ammazzaberlusconi.

Mi direte: Ma se l’opposizione paventa la speculazione finanziaria, mica si metterà a spendere mesi difficili e vulnerabili, come sbraita a voce alta, a discutere e a litigare sulla legge elettorale?
Certo che sì, perché la verità è che senza una legge elettorale ad hoc, fatta su misura per rimettere in vita gli scomparsi partitini, nessun governicchio nascerebbe. Una nuova legge elettorale è la pregiudiziale. O si comincia da lì, o non se ne fa nulla, dicono tra loro usurpatori e traditori (che accozzaglia!).

Prima si deve fare la legge elettorale proporzionale, dicono: ossia l’assicurazione sulla vita, ossia il bene dei partitini, e solo dopo ci si occuperà del bene del Paese, per tutelare il quale manco sono in grado di predisporre un programma condiviso. Così la speculazione troverà i nostri filosofi intenti a sbicchierare di soddisfazione ogni volta che qualcuno di loro ha qualche idea brillante, tipo: mettiamo uno sbarramento al 45% in modo che nessuno riuscirà a varcare questa soglia, e così il premio di maggioranza se ne andrà a farsi benedire. Oppure, tra un brindisi e l’altro, coi nasi gonfi e paonazzi, e con gli occhi persi nel vuoto, qualcun altro proporrà che per avere una rappresentanza parlamentare basterà superare la soglia, che so, dello 0,000001%. E giù applausi. E intanto la governabilità va a farsi benedire. E la speculazione gode, avendo trovato le porte spalancate

Questi sarebbero i mesi che ci attenderebbero se mandassimo al potere il governicchio dei folli.
Ci penserà su Napolitano?
Avrà capito che a questi del bene del Paese non interessa manco per nulla? Che la minaccia di una speculazione finanziaria sull’Italia non la si fuga con il governicchio dei fasulli e dei vinti, ma lasciando che questa maggioranza eletta dai cittadini continui a governare, bene come ha fatto finora, e disilluda con una ritrovata ampia fiducia gli speculatori che stanno alla porta a guardare, nella speranza che Bersani & c. salgano a Palazzo Chigi?

Ma non credo che gli italiani cadano nella trappola. Avanzo qualche mio convincimento, maturato nel corso di questi mesi di dispute e di accuse feroci.

1 – I cittadini hanno capito che non si può tornare al proporzionale. L’attuale legge maggioritaria, perfettibile ovviamente, ha dato in mano a loro, come vuole la Costituzione, la scelta della maggioranza e dei programmi, e l’indicazione addirittura del premier. Quando mai hanno potuto farlo? Non sono dunque disposti a rinunciarci.

2 – I cittadini hanno capito che è il riconoscimento di questo loro potere, sempre eluso nel corso della prima Repubblica, che l’opposizione a Berlusconi vuole annullare. Affinché i partiti tornino a fare gli affari loro sopra la testa degli italiani.

3 – I cittadini hanno capito che il premio di maggioranza da dare alla coalizione vincente non è più da mettere in discussione. È una necessità al fine di rendere governabile il nostro Paese, e lo si deve attribuire anche per un solo voto di scarto. Come avviene negli Usa, ma non solo.

4 – I cittadini hanno capito che non sono più accettabili   i ribaltoni che rappresenterebbero uno schiaffo alla loro dignità.

5 – I cittadini hanno capito che non sono più accettabili i tradimenti e chi tradisce gli elettori cambiando casacca dovrà dimettersi e cedere il posto al primo dei non eletti.

6 – I cittadini hanno capito che chiedere le dimissioni in questo momento è un atto di irresponsabilità, e se il governo non otterrà la maggioranza necessaria, la colpa sarà di chi queste dimissioni le ha volute e favorite.

7 – I cittadini hanno capito che se non ci sarà questa ampia maggioranza a favore del governo, che essi hanno scelto, solo essi hanno il diritto di pronunciarsi di nuovo, ritornando alle urne.

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“La congiura di palazzo della partitocrazia” di Paolo Bracalini. Qui.


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2 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 6 Dicembre 2010 @ 09:43

    Il cedimento ad una riforma della legge elettorale ad uso del terzo polo sarebbe un fatto di inaudita gravità.

    Montezemolo, il burattinaio dei tre pupi, avrebbe così finalmente raggiunto lo scopo per cui ha mobilitato i poteri forti di mezzo mondo: concentrare   nelle sue mani il potere di influire, come ago della bilancia e aldilà di qualsiasi risultato elettorale, sulla guida e sui programmi del governo di questo paese.

  2. Pingback by Azzardo qualche mio convincimento- Rivistaeuropea — 6 Dicembre 2010 @ 10:01

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