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Basta leggere certi giornali per capire

17 Gennaio 2011

Per capire, senza ombra di dubbio, l’operazione Ruby messa in campo come un ariete dai pm ambrosiani. Basta leggere certi giornali sinistroidi, e il collegamento tra di essi e questa magistratura rossa è evidente anche ai ciechi.

Scrive Repubblica, con la firma di quel Giuseppe D’Avanzo che si fa vivo solo quando c’è da parlare di gossip che riguardi Berlusconi:

“chi ha letto le carte sostiene che fin dal secondo incontro Berlusconi è stato consapevole che Ruby fosse minorenne.
“Gli ho detto che ero minorenne”: è la frase che scolpisce addirittura temporalmente la responsabilità del cavaliere.”

Come vedete, Repubblica insinua. La notizia non è stata acquisita direttamente, ma da un certo “chi”. Ora se si pensi che il fatto che Berlusconi sapesse sin dal principio che Ruby era minorenne, costituirebbe per lui un duro capo d’accusa, ecco che Repubblica, secondo il suo stile, congettura, costruisce con la propria morbosa creatività.

Ma il Fatto Quotidiano fa di più (evidentemente meglio informato di Repubblica). Il suo giornalista Gianni Barbacetto ci informa che la procura è in possesso di una intercettazione telefonica dell’agosto scorso in cui Berlusconi dice alla Minetti:

“Non importa, tanto non potranno mai dimostrare che io sapevo che è minorenne”.

Sarebbe questa la prova schiacciante? Non può esserlo. Come ho già scritto, per incastrare Berlusconi ci vogliono fatti concreti: una prova inconfutabile che lui sapesse entro la data del maggio 2010, periodo in cui si reputa avvenuto il reato, che Ruby era minorenne, e anche una bella foto che lo ritragga a far sesso con Ruby. Su queste cose non si scherza.

La intercettazione della telefonata tra la Minetti e il premier avviene mesi dopo, quando una cascata di fatti incontrollati e incontrollabili si è già riversata sulla vicenda, rendendo ininterpretabile, nel senso della verità, tutto ciò che è accaduto dopo maggio.

Esempio. Nessuno può escludere che tra la Minetti e Berlusconi, al di fuori della telefonata, siano avvenute conversazioni nella quale la Minetti avrebbe rivelato al premier di aver scoperto la minore età della Ruby e di esserne preoccupata. Già in quella occasione Berlusconi potrebbe averla rassicurata dicendole che, sebbene pure lui lo venisse a sapere ora dalla bocca della Minetti, non c’era da preoccuparsi più di tanto giacché nessuno avrebbe mai potuto testimoniare che lui sapesse che era minorenne. Per il semplice fatto che davvero non lo sapeva.

Niente può escludere che questo sia il senso della telefonata.
La conversazione intercettata, infatti, è sulla stessa linea, e dunque nulla prova. Mi pare eccessivo quindi l’entusiasmo di Barbacetto:

“Eccole, dunque, le “prove evidenti” che i pm Ilda Boccassini, Pietro Forno, Antonio Sangermano e il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati ritengono di aver già raccolto, tanto da chiedere il giudizio immediato per Berlusconi, saltando l’udienza preliminare.”

Del resto, tutti noi abbiamo ascoltato ieri sera l’avvocato difensore di Ruby, Dinoia, rispondere alla domanda del giornalista: Perché Ruby si spacciava per ventiquattrenne? La risposta: Peccati di gioventù.
Se Dinoia fosse stato al corrente di una dichiarazione contraria di Ruby e addirittura nel segno di quella riportata da Repubblica (ossia presente negli atti) lo avrebbe saputo e avrebbe risposto ben altrimenti.

Ma l’articolo che si è fatto prendere la mano, facendo emergere il disegno politico, è quello scritto da Ugo Magri su La Stampa. Anche qui si costruisce il tutto con i si dice, ma, mentre D’Avanzo insinua sul penale, Magri lo fa sul politico. Ossia lascia intendere che Berlusconi stia pensando alle dimissioni. Non si tratta di dire, come fanno altri, che Napolitano sta facendo pressioni affinché Berlusconi faccia “un passo indietro”, e dia il via ad un governo tecnico a guida Gianni Letta (Napolitano non ha mai chiesto a Fini di fare un passo indietro, ma a Berlusconi sembra che abbia tutta l’intenzione di chiederlo). No. Magri insinua che Berlusconi alle dimissioni ci sta pensando seriamente.

Cosa impossibile, per chi ha imparato a conoscere il premier. Che anzi, ne sono sicuro, in questi giorni sta accrescendo il suo consenso presso gli italiani, che hanno capito il gioco al massacro in cui l’opposizione sta trascinando il Paese.

L’insinuazione dovrebbe, nella speranza di Magri, creare scompiglio tra i berlusconiani, e soprattutto tra coloro che hanno intenzione di appoggiare il governo.
Ma, come dice il proverbio, Magri e altri come lui hanno fatto i conti senza l’oste.

Berlusconi ha la pelle dura e di fronte alle sfide, soprattutto quelle sovvertitrici della democrazia, ha già mostrato di saper resistere, non solo, ma di saper sfoderare le sue doti migliori.


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8 Comments

  1. Commento by giuliomozzi — 17 Gennaio 2011 @ 16:01

    Bart, “La Repubblica” è sicuramente un giornale “sinistroide”, ma “La Stampa” e “Il Fatto quotidiano” non lo sono di certo.

    Hai scritto: “per incastrare Berlusconi ci vogliono fatti concreti: una prova inconfutabile che lui sapesse entro la data del maggio 2010, periodo in cui si reputa avvenuto il reato, che Ruby era minorenne, e anche una bella foto che lo ritragga a far sesso con Ruby”.

    Quindi: se Berlusconi si presenta ai magistrati e dice loro: “Fuori le prove!”, usciamo dal turbinio delle voci e dei “si dice”. Se Berlusconi non si presenta ai magistrati, rimaniamo nel turbinio delle voci e dei “si dice”.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 17 Gennaio 2011 @ 18:56

    Nel precedente articolo: 300 milioni di euro scrivevo:

    “Probabilmente (spero proprio di no) assisteremo in questi giorni alla solita sinistra che farneticherà sulle stesse cose: Berlusconi usa le sue televisioni per difendersi anziché andare dai magistrati, e così via, dimenticando che Berlusconi ha un suo collegio di difesa e, come tutti sanno, è ad esso che egli deve rimettersi. Del resto due ore dopo abbiamo potuto assistere su Raitre all’intervista in ginocchio che Fazio ha rivolto a Gianfranco Fini.”

    Berlusconi ha dichiarato che si difenderà anche davanti ai giudici. Ieri lo ha fatto spiegando intanto agli italiani. Lo ha fatto molto più chiaramente di Fini a riguardo della casa di Montecarlo.  

    La questione della sede milanese è messa in discussione dagli avvocati, per i quali le sedi competenti sono o il Tribunale dei Ministri o il Tribunale di Monza. Ammetterai che questa questione non è di poco conto, ove si dimostrasse che i pm milanesi si arrogano una competenza che non gli appartiene.

    Del resto lo stesso Fatto Quotidiano (sì. meglio dire antiberlusconiamo che comprende un’aerea di opposizione più vasta) ha messo in risalto ciò che gli avvocati di Berlusconi hanno già fatto notare. Ossia, i pm milanesi dovevano inviare i fascicoli alla Giunta non oltre 15 giorni dall’iscrizione sul registro degli indagati (21 dicembre) e interrompere ogni indagine. Ciò che non è stato fatto.

    La questione è piuttosto ingarbugliata, come vedi.
    Intanto, però, Berlusconi, non ha inteso nascondersi e ha parlatio agli italiani. Credo che siano state parole impegnative.

  3. Commento by giuliomozzi — 18 Gennaio 2011 @ 06:53

    “Il Fatto” è un quotidiano ultraliberale, e “La Stampa” è il quotidiano di famiglia degli Agnelli, che “sinistrorsi” mi pare non siano mai stati.

    Immagina, Bart: Berlusconi fa un coup de théatre, scavalca il suo collegio di difesa, si presenta ai magistrati e dice: “Fuori le prove!”.

    Le prove non ci stanno e i magistrati sono sbugiardati. Berlusconi torna a casa in trionfo: ha finalmente dimostrato che ci sono dei magistrati che ce l’anno con lui a prescindere.

    In alternativa: Berlusconi lascia fare al suo collegio di difesa, la faccenda si stiracchia per mesi e mesi e mesi, e Berlusconi fa sempre più la figura del puttaniere.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 18 Gennaio 2011 @ 09:31

    Poichè sono in pensione, come sai, da quando seguo questa fase della politica leggo sul web molti giornali (non tutti) e poi sfoglio la rassegna stampa. Mi occupa questo lavoro molte ore della mattina.

    Il Fatto Quotidiano è sicuramente antiberlusconiano, ma è certamente tendente a sinistra. Del resto Antonio Padellaro fu direttore dell’Unità, e non credo per caso.
    La Stampa so bene che è della famiglia Agnelli (una famiglia cerchiobottista). Ma i suoi editorialisti (tra cui Magri,  e anche lo stesso direttore Calabresi) usano anch’essi due pesi e due misure, naturalmente a favore della sinistra.

    Per quanto riguarda il caso Ruby. C’è da dirimere prima la questione della competenza territoriale, come pure quella delle supposte violazioni alla legge commesse dai pm milanesi, i quali non hanno consegnato il fascicolo alla Giunta dentro il termine di 15 giorni dal 21 dicembre, giorno dell’iscrizione di Berlusconi sul registro degli indagati. Inoltre dal 21 dicembre hanno continuato le indagini e non potevano farlo senza ricevere prima la risposta della Giunta, per cui sono in discussione anche le indagini eseguite dopo il 21 dicembre.
    Non sono questioni da poco, ove davvero la magistratura milanese avesse compiuto passi che non poteva fare.

    Per quanto riguarda Berlusconi, anch’io sono d’accordo (non da ora) che si presenti ai suoi processi. Per il caso Ruby, però, intanto stabiliamo dove deve presentarsi.

  5. Commento by giuliomozzi — 19 Gennaio 2011 @ 06:52

    Ma la magistratura milanese, Bart, queste benedette prove, o le ha o non le ha. Se la faccenda fosse trasferita a Monza, non per questo le prove scomparirebbero o apparirebbero magicamente.

    La prova del nove, il “Magistrati, fuori le prove!”, può aver luogo in qualunque momento.

    La documentazione alla Giunta è stata presentata fuori dai termini? Io non ho capito così. Tuttavia: che la documentazione sia stsata presentata dentro i termini, che sia stata presentata fuori dai termini, c’è poco da fare: le prove esistono o non esistono.

    E, dinuovo: la prova del nove, il “Magistrati, fuori le prove!”, può essere comunque sollecitato dall’interessato.

    Il quale, peraltro, fino a oggi, ha sempre preferito l’estenuante prolungamento delle indagini e dei processi alla loro rapida esecuzione (e, in effetti, più volte ha approfittato della prescrizione).

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 19 Gennaio 2011 @ 09:49

    Ieri a Ballarò, il ministro Alfano ha detto che Berlusconi si presenterà, ma solo davanti al Tribunale di comptenza. Mi sembra una posizione corretta.
    Il rifiuto di Berlusconi di presentarsi a pm milanesi (in forte sospetto di fare politica) se essi non ne hanno la competenza è più che giustificato.

    Chi ha esaminato i fascicoli, assicura che non c’è nessuna pistola fumante.
    Comunque vedremo il prosieguo.

  7. Commento by giuliomozzi — 19 Gennaio 2011 @ 20:05

    “Chi ha esaminato i fascicoli, assicura che non c’è nessuna pistola fumante”. E siamo dunque ancora ai “si dice”…

  8. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 19 Gennaio 2011 @ 20:31

    I fascicoli sono diventati pubblici. Se c’è la pistola fumante, verrà fuori.

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