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Qui si fa l’Italia o si muore

17 Gennaio 2011

Viene attribuita a Giuseppe Garibaldi la famosa frase “Qui si fa l’Italia o si muore”, pronunciata al tempo della battaglia di Calatafimi. La gridò per incoraggiare i suoi che sentivano odore di disfatta. Era il 15 maggio 1860.
Ci siamo ritornati.

Quel grido torna a farsi necessità proprio in questi giorni, in cui l’attacco allo Stato democratico sta producendo il suo maggiore sforzo eversivo.
Con un tempismo da orologio svizzero la procura di Milano ha lanciato un’offensiva che, a suo dire, dovrebbe essere quella risolutiva e finale.
La stanno appoggiando, con un accanimento degno di miglior scopo, tutti i quotidiani e le opposizioni di sinistra.
Tornano a cantare il peana della necessità di spedire a casa Berlusconi e di costituire una specie di governo di salute pubblica che prenda il posto di quello eletto dai cittadini non più tardi della primavera del 2008.

Se ne stanno inventando di tutte sul caso Ruby. È capitato loro tra le mani una minorenne che è stata vista frequentare le famose feste di fine settimana del premier, e allora apriti cielo! Riuscire a trasformare in realtà ciò che è frutto della fantasia malata di certi procuratori e di certa stampa è l’ultimo supremo sforzo che si sta compiendo per abbattere il grande nemico.

Credo anch’io che siamo ad una battaglia importante. I pm di Milano non hanno usato nessuna prudenza. Nessuna Ragione di Stato, che avrebbe dovuto dettare più saggezza, li ha fermati. L’odio per Berlusconi è tale che il loro grido è diventato un boato: Muoia Sansone con tutti i Filistei. Ossia, precipiti pure l’Italia nel baratro purché crolli insieme con lei il despota, il diavolo, il male assoluto.

È tale la loro cecità che tutte le truppe antiberlusconiane si sono accodate ad un capo improvvisato, il pm Ilda Boccassini, che vorrebbe passare alla Storia come la donna (tra le tante donne che sono entrare nella vita del Cavaliere) che lo ha messo al tappeto. La donna dai capelli rossi di cui, in tempi non sospetti, il 1991, Francesco Saverio Borrelli, pure lui un antiberlusconiano doc, la dipingeva – come riportava ieri il Giornale – così:

“La collega Ilda Boccassini ha dimostrato una mancanza di controllo nervoso, una carica incontenibile di soggettivismo, una mancanza di volontà di porre in comune risultati, riflessioni, intenzioni”.

Berlusconi non deve cedere. I suoi elettori gli sono vicini e lo sostengono.
Forse ha ricevuto l’ultimo guanto di sfida. Forse è arrivato il tempo della resa dei conti con una certa magistratura. Lo scontro sarà duro, perché è noto che è questa magistratura che sorregge tutto l’architrave dell’opposizione. Vinta la sfida, il crollo dell’architrave seppellirà tanta impazzita belligeranza e richiamerà, i più disposti a ragionare, a rendersi conto del vento eversivo che li ha trascinati.

Berlusconi vada fino in fondo. E se si accorgerà di non farcela da solo, chiami noi in suo aiuto. Nessuno lo lascerà in balia degli avversari né dei cattivi consiglieri, che magari in queste ore gli stanno suggerendo la ritirata, come tentò di fare Bixio a Calatafimi.

Vade retro Letta, e stia attento, costui, a non cadere nelle lusinghe di un Napolitano che subito si è precipitato – visto il vento favorevole – a consigliare un governo tecnico guidato proprio da Gianni Letta.
Non credo che Letta avrà il coraggio di un tradimento così eclatante e offensivo per milioni di elettori. Ma il sospetto c’è, e potrebbe essere proprio Letta il lato debole della difesa e Napolitano lo sa molto bene.

Se dovesse qualcuno tradire ed abbandonarlo, sappia Berlusconi che la sua ultima difesa – quella che si trasformerà sicuramente in una osannante vittoria per il cambiamento di uno Stato malato – sono le elezioni anticipate entro pochi mesi.

Valuti se stanno logorandolo per evitarle, e se il suo intuito ne avrà il sospetto, non indugi. Insieme con Bossi, che non aspetta altro, chieda le elezioni anticipate. Se saranno negate, si affronti a viso aperto lo scontro e si ripeta il grido di Garibaldi:
“Qui si fa l’Italia o si muore”.

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“Caso Ruby, gli atti alla Camera: «Tante giovani donne si prostituivano »”. Qui.

“La Minetti: «Non sono io la fidanzata »”. Qui.

“Caso Ruby, l’ultima dei pm su Silvio: “Gestiva un giro di prostituzione”. Qui.

“E’ assalto finale al Cav: “Giro di prostituzizone”. Qui.

“I Pm: “Ruby ad Arcore fino al primo maggio e da Spinelli lauta ricompensa per Lele Mora” di Mario Portanova. Qui. Da cui estraggo:

“Agli atti ci sarebbe però anche il risultato di un controllo di polizia: Ruby sarebbe stata fermata a Genova il 22 settembre 2010 e trovata in possesso di una busta con con 5 mila euro in banconote da 500.”

“Ruby avrebbe giustificato i soldi come un regalo di Mora, ma l’autista che era con lei avrebbe riferito che la ragazza aveva ottenuto la busta nel corso di una breve sosta in una zona residenziale vicino all’ospedale San Raffaele di Milano.”

“Tra i componenti della giunta delle autorizzazioni a procedere circola comunque una forte perplessità, non tanto sui fatti, quanto sulla procedura seguita dai pm. Secondo la legge costituzionale che regola la materia (n. 1 del 16 gennaio 1989), i magistrati avrebbero dovuto interrompere le indagini appena si fossero imbattuti nel nome di Berlusconi, e avrebbero dovuto informare il Tribunale dei ministri. Gli atti che domani pomeriggio i membri della giunta potranno leggere, invece, hanno tutta l’aria di un’inchiesta fatta e finita, o quasi.”

Come Berlusconi seppe che Ruby era minorenne. Qui (punto 6). Da cui estraggo:

“C’è una lite, di quelle furibonde, sulla quale la procura di Milano ha costruito parte dell’accusa di prostituzione minorile a carico del premier. Avvenne all’inizio dell’aprile scorso, tra l’irrequieta Ruby Rubacuori e l’impresario Lele Mora. L’ha raccontata lei ai pm, spiegando che aveva disertato un casting che l’impresario le aveva organizzato; lui le chiese spiegazioni; la ragazza rispose che a 17 anni voleva essere libera di fare quello che voleva. Fu così che Mora scoprì che non ne aveva 24. Informò Berlusconi, che la chiamò: «Meglio se non ci vediamo più, ho già avuto problemi con le minorenni ». Ma poi Ruby tornò ad Arcore almeno quattro volte.
Gita a Arcore
Già dal 4 aprile 2010, dunque, quando il telefonino di Ruby Rubacuori fu agganciato dalla cella satellitare che serve Villa San Martino, ad Arcore, il padrone di casa aveva la piena consapevolezza della sua minore età. E’ per questo che i magistrati milanesi gli contestano lo sfruttamento della prostituzione minorile. Perché, a dispetto di quanto il premier potrebbe aver confidato agli amici più fidati sull’impossibilità per la procura di dimostrare la sua consapevolezza circa l’età della ragazza, esiste questo racconto della stessa Ruby.”

“Caso Ruby, le intercettazioni delle ragazze. “E’ allucinante, lo chiamano tutte amore”. Qui. Da cui estraggo:

““Ho chiesto cinque milioni a Silvio Berlusconi per tacere”, perché “il mio caso è quello che spaventa tutti e sta superando il caso della D’Addario e della Letizia“ . Parla Ruby. Dopodiché la ragazza prosegue: “Silvio mi ha chiama molto spesso e mi ha detto di passare per pazza e raccontare cazzate. Perché io vado da lui da quando ho 16 anni”. L’intercettazione sta scritta nelle oltre trecento pagine dell’inchiesta della procura di Milano. La marocchina parla con l’ex fidanzato Sergio Corsaro, ex socio dell’Albikokka noto locale di Genova. Ruby è molto loquace e un’amica brasiliana rivela la strategia adottata davanti ai pm: “Ho negato tutto, ho detto che sono andata a casa. E che lui pensava che fossi maggiorenne anche perché sedici anni non li dimostro”. Quindi la grande farsa. Con Ruby che davanti ai magistrati racconta di come Berlusconi “quando ha scoperto la mia età mi ha buttato fuori casa”. Insomma, quello che si prevedeva si sta puntualmente verificando. Il contenuto delle pagine dell’indagine milanese iniziano ad uscire. E con le notizie aumentano dubbi e domande. Ad esempio: la richiesta dei cinque milioni ha, ad esempio, a che vedere con il prestito di un milione e mezzo fatto dal Cavaliere a Lele Mora. Lo stesso Mora che, a detta di Ruby, avrebbe prestato alla marocchina migliaia di euro.”

“Caso Ruby, Pdl all’attacco: pm illegittimi. E Cicchitto non esclude il voto anticipato”
Qui. Da cui estraggo:

“«I pm di Milano non hanno competenza sui reati immaginati, al limite ce l’hanno il Tribunale dei ministri e quello di Monza – è l’affondo di Gaetano Quagliariello -. Berlusconi non si vuole assolutamente sottrarre alla giustizia, ma non presentarsi di fronte a giudici illegittimi che hanno come unica competenza, ormai da tanti anni, quella di perseguitarlo ».”

“Ruby: «Ho chiesto a Silvio 5 milioni ». «Lo frequento da quando ho 16 anni »”

Qui.

“”E’ lei la fidanzata di Berlusconi”. Negli atti il nome di Roberta Bonasia”. Qui.

“PIÙ BUNGA BUNGA CHE PROVE”. Qui.

“Ruby e il ricatto-farsa: la verità sui 5 milioni sul Giornale di domani”. Qui.

“Anche le urne per frenare pm e gogna mediatica”. Qui.


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4 Comments

  1. Commento by Ciro — 17 Gennaio 2011 @ 15:51

    Mi sembra o pur di difendere il Cavaliere si è capaci di trasmormarsi da conservatori di destra in libertini comunisti. Incredibile!

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 17 Gennaio 2011 @ 18:26

    Io direi progressisti di destra, giacché l’immobilismo e il ritorno al passato appartengono all’attuale sinistra. Sono cambiati i tempi, Ciro. Bisogna stare attenti e non farsi fuorviare dai vecchi e logori abiti mentali.

    Oggi, se vuoi essere progressita e aspiri al cambiamento del nostro Paese, devi stare con il centrodestra.

  3. Commento by Ciro — 17 Gennaio 2011 @ 18:56

    E’ vero solo in parte …. in economia il nostro Paese ha strabisogno di più libertà ma le rendite di posizione sono tutte nel centrodestra. Bersani fece una piccola prova di liberalizzazione è guarda caso Tremonti le cancellò tutte appena possibile. Sicuramente Bersani non fece molto, anzi fece molto poco, ma il fatto che appena possibile il centrodestra cancellò anche quel poco “la dice lunga”.

    In Italia non esiste il progressismo, siamo i più conservatori d’Europa.

    Comunque la mia provocazione si riferiva ai costumi del Premier. Un tempo la “libertà” sessuale e di costume era tutta a sinistra adesso sono i berlusconiani che devono difenderla per forza ….. che tristezza.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 17 Gennaio 2011 @ 19:40

    Per la sinistra è solo un pretesto. Ciò che interessa loro è far cadere Berlusconi.
    Ieri ho fatto un po’ di ironia scrivendo qui.

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