Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Berlusconi come Alcibiade?

22 Novembre 2009

Una mia carissima lettrice – evidentemente memore dei corsi e ricorsi vichiani – mi ha ricordato Alcibiade (Atene, 450 a.C. – 404 a.C.), generale e politico della Grecia antica, accostando parte della sua vita a ciò che oggi accade in Italia, e in particolare a Silvio Berlusconi.

Naturalmente le differenze ci sono e anche notevoli. Alcibiade, bello e valoroso, puntò il suo successo sull’ambiguità e, ateniese, non esitò a schierarsi con gli spartani, finché poté ritornare nella sua città accolto da grandi ovazioni.

Ma alcuni momenti della sua vita possono avvalorare esemplarmente la teoria di Giambattista Vico dei corsi e dei ricorsi della Storia. Prendete, dunque, questo scritto come un gioco, non troppo serio, ma nemmeno tanto allegro.

Intanto, era ricchissimo e amante delle donne, al punto che il re spartano Agide II, presso cui Alcibiade si era rifugiato fuggendo da Atene, emanò un ordine di esecuzione a suo carico, correndo la voce che il suo ultimo figlio fosse in realtà figlio di Alcibiade.

Poi sapeva parlare alle folle ed incantarle, avvalendosi dell’educazione ricevuta e della sua amicizia con Socrate, che gli aveva salvato la vita nella battaglia di Potidea (432 a.c.).

Ma la coincidenza più sorprendente è rappresentata dai fatti che accaddero nella cosiddetta “notte delle erme” e di ciò che ne seguì.

Alcibiade era in partenza con un grosso esercito ateniese per conquistare la Sicilia, ma alla vigilia della partenza tutte le erme (i busti) di Hermes eretti nelle strade e nelle piazze di Atene vennero trovati mutilati del fallo e della testa.

Alcibiade aveva molti nemici; la sua popolarità, la sua ambizione, la sua vita sregolata, la sua ambiguità sessuale che aveva guastato molti letti, avevano esasperato gli animi degli avversari. Così fu facile indicare in lui il colpevole. Alcibiade riuscì a fuggire, mentre era sulla nave che lo riconduceva dalla Sicilia ad Atene come prigioniero. Si rifugiò a Sparta, finché, come si è detto, fu costretto a fuggire anche da quella città.

Tanto brigò che tornò a riscuotere il benvolere di Atene, dove “tutti i procedimenti contro di lui furono annullati e fu nominato generale con pieni poteri.” (qui).

Ma “in procinto di partire per la corte persiana la casa di quest’ultimo (Farnabazo ndr) fu data alle fiamme, e Alcibiade, nell’inseguire i sicari con il pugnale in mano, fu ucciso da una pioggia di frecce (404 a.C.).”(qui).

Farnabazo, il traditore di Alcibiade, un po’ come Gianfranco Fini.

Come vedete, gli elementi di somiglianza ci sono tutti: ricchezza, spavalderia, ambizione, suadente oratore, popolarità, successo con le donne, tradimento dell’alleato. E c’è anche la congiura contro di lui, allo stesso modo che ci fu da parte di Atene contro Alcibiade per liberarsi della sua ingombrante figura.

La mutilazione delle erme di Hermes rimane ancora un mistero. E’ improbabile che sia stato Alcibiade, visto che quell’orribile sacrilegio era di cattivo presagio per la sua spedizione. Probabilmente fu una messa in scena dei suoi nemici, che riuscirono a incriminarlo:

“Si giunse a sostenere che l’obiettivo fosse quello di abbattere il regime democratico: le voci si moltiplicarono, come anche le delazioni e gli arresti. Ne nacque un vero e proprio scandalo pubblico, il più grave che si fosse mai registrato nell’Atene del V secolo. Le accuse non trovarono però conferma: è infatti verosimile che le voci sulla colpevolezza di Alcibiade fossero state diffuse ad arte dai capi dell’ala conservatrice ai danni dei loro avversari democratici, tra i quali quello di maggior spicco, cioè Alcibiade, con l’intento di alienare loro la simpatia del popolo.” (qui)

Non vi pare di rivivere pagine della storia italiana di questi giorni?

Anche Berlusconi è ingombrante a molti, ai quali ha strappato il posto sul palcoscenico. Lo si vuole incriminare come si fece con Alcibiade. Si sono mutilate anche per lui le erme di Hermes, che oggi si chiamano, non più Hermes, ma pentiti, sparsi, anche loro, per strade e piazze, non di Atene, ma d’Italia.
L’ordine di perseguirlo e di arrestarlo è partito anche per lui come partì per Alcibiade. Fini si è assunta la parte del traditore Farnabazo per disfare la maggioranza di governo e mandarlo a casa (la pioggia di frecce mortali).

Per il generale ateniese l’atto di accusa, però,   non durò molto.
Ora staremo a vedere, non oggi certamente (ci vorrà del tempo), se anche per Berlusconi molte delle accuse, se non tutte, saranno rimosse. Quando magari sarà troppo tardi.

Articoli correlati

Silvio è la ‘rockstar dell’anno’ “Uno stile di vita inimitabile”. Qui.


Letto 2434 volte.


1 commento

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » Berlusconi come Alcibiade — 23 Novembre 2009 @ 01:40

    […] Vai a vedere articolo: Bartolomeo Di Monaco » Berlusconi come Alcibiade […]

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart