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Berlusconi e il paragone con gli ebrei

6 Novembre 2013

Se volete un altro degli ennesimi esempi di malafede con cui in Italia si fa la lotta politica (anziché il democratico confronto) osservate come è stata fraintesa la frase di Berlusconi:

¬ęI miei figli dicono di sentirsi come le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso ¬Ľ

Lo sciocco (politicamente parlando) Danilo Leva del Pd, subito prende la palla al balzo e gi√Ļ anatemi per lo scandaloso paragone. E poi si domanda (e qui casc√≤ l’asino) che cosa di questa dichiarazione pensa Angelino Alfano. La strumentalit√† √® sfacciata e palese. Se questa frase fosse scappata per esempio ad un Bassolino perseguitato dalla magistratura e pochi giorni fa assolto e riconosciuto innocente su tutta la linea, il Pd avrebbe subito diffuso un comunicato di sostegno all’ex presidente della regione Campania, giustificando il tutto con la forte tensione con cui Bassolino ha vissuto questo lungo periodo in cui √® passato come un ladro e un delinquente agli occhi della famiglia e dei cittadini.

Berlusconi la cui persecuzione dura da 20 anni, invece, non lo si deve capire. Poiché ha ricevuto una condanna definitiva e dunque è un delinquente con tanto di certificazione, ciò che dice è frutto di una ragionamento lucido e spietato.
Anche la comunit√† ebraica, sebbene pi√Ļ morbida, ha preso posizione scandalizzandosi.

Tutto questo avviene a poche ore di distanza dal successo e dagli applausi ottenuti in parlamento dal ministro della giustizia Cancellieri, la quale √® stata riconosciuta degna di mantenere l’importante dicastero non avendo trovato niente di disdicevole nel comportamento tenuto in occasione dell’arresto della famiglia Ligresti.

La quale Cancellieri alla famiglia Ligresti non ha detto di sentirsi impaurita e assediata come lo furono gli ebrei tedeschi, bens√¨ qualcosa di molto pi√Ļ grave dal contenuto che non √® difficile classificare come eversivo. Infatti, alla signora amica che si lamentava all’altro capo del telefono dell’arresto subito dalla famiglia, il ministro si permetteva di sottolineare che quell’arresto (di cui probabilmente nemmeno sapeva i dettagli), non era giusto e dunque ne metteva in dubbio la legittimit√†, accusando con ci√≤ magistrati e funzionari delle carceri.
Per questa dichiarazione il Pd, per bocca di Zanda, non ha trovato di meglio da dichiarare in parlamento che: Continui il suo lavoro.

Vediamo ora la frase di Berlusconi e vediamo se essa abbia un contenuto eversivo quale quello che si rileva obiettivamente dalla trascrizione della intercettazione indiretta della Cancellieri.
I miei lettori mi perdonino se in questi giorni sono cos√¨ pignolo, ma ci√≤ dipende dal fatto che, come non era mai accaduto nel passato, si stanno manifestando in numero notevole ¬†e con frequenza sempre di pi√Ļ ravvicinata comportamenti che aiutano a capire che cosa di terribile sta accadendo alla nostra democrazia, ormai alla deriva per colpa di personaggi che fanno della menzogna, della arroganza e dell’ipocrisia i loro strumenti privilegiati di confronto politico.

Dunque, ha detto Berlusconi:

¬ęI miei figli dicono di sentirsi come le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso ¬Ľ

Qual è il senso di questa frase? Un paragone con il destino finale degli ebrei tedeschi durante il Nazismo?
Chi lo ha pensato, a partire da Zanda e anche dalla comunit√† ebraica, dimostra di aver peccato di superficialit√† e di troppa fretta, pur di dare addosso all’avversario.

√ą lapalissiano e storicamente provato che milioni di ebrei hanno subito lo sterminio in modi orrendi; e che particolarmente orrendo fu lo sterminio di massa nelle camere a gas, ma davvero qualcuno ha potuto credere che la frase di Berlusconi volesse accostare il suo sentimento di paura a quello di terrore provato dagli ebrei trascinati a forza nei campi di concentramento e poi rinchiusi nelle camere a gas per lo sterminio di massa?

Si vergognino costoro per essere arrivati a disumanizzare un individuo (si chiami Berlusconi o Pinco Pallino) fino al punto di dare ad una sua frase un significato cos√¨ orribile e che nessun serio ermeneuta potr√† mai avallare. Ho repulsione e sgomento per l’uso cos√¨ blasfemo che viene fatto della nostra lingua. Quanta inadeguatezza e quanta approssimazione!

La frase di Berlusconi richiama il sentimento di cui erano preda gli ebrei allorch√© si cominci√≤ a respirare il marciume e la fiumana nazista che stavano scavando il loro alveo in direzione del popolo ebraico. Gli ebrei non volevano credere a questo, e ci sono tante testimonianze di ebrei nati in Germania i quali stentavano a dar fede ai racconti che venivano loro narrati dai compagni. Poi ci fu la famigerata notte dei cristalli e allora le voci che circolavano sulla persecuzione a loro carico ebbe la prova certa, inequivocabile. Si cerc√≤ di trovare riparo, ci si nascose nelle soffitte o negli scantinati, si visse in molti in una sola stanza per mesi, con la paura che all’improvviso la porta si aprisse e i tedeschi irrompessero gettandosi su di loro rozzamente e violentemente.

√ą questa la paura denunciata da Berlusconi. Non la paura dei forni crematori che gli ebrei nascosti nemmeno sapevano che esistessero, ma la paura di una discriminazione che intuivano devastatrice e violenta.
Eppure di questa paura la letteratura dell’Olocausto √® colma, a partire dai diari di Anna Frank e di Louise Jacobson.

Noto √® il libro scritto da Anna Frank, meno noto l’altro che fu pubblicato da ‚Äúl’Unit√†‚ÄĚ (Zanda dovrebbe conoscerlo) nel 1996 con prefazione nientemeno che dell’ex rabbino capo della comunit√† ebraica romana, Elio Toaff, la cui prima edizione era uscita in Francia nel 1992.
Da questo diario riporto uno dei tanti momenti in cui appare una paura che non riguarda il destino finale, a quel momento sconosciuto, ma lo smarrimento per una discriminazione di cui ancora non si ha piena contezza:

‚ÄúAlle tre del pomeriggio, nella sala comune dove io stavo parlando con gli altri, arriva un uomo con una lista in mano. Oh, questo non me l’aspettavo di certo; non pensavo che ci avrebbero portato via di l√¨ tanto presto! Legge alcuni nomi, c’√® anche quello di Sour√®le, ma non il mio. Senza un attimo di riflessione mi getto su di lei e la stringo fra le braccia ‚Äúno, non ci separeranno mai!‚ÄĚ

(omissis)

Dove stavamo andando e per quali vie, non lo sapevamo.‚ÄĚ

Per marcare la differenza tra queste due tragiche testimonianze e un’altra testimonianza, che √® quella a cui non si richiama Berlusconi ma i suoi denigratori, sbagliando segno, bisogna andare al libro ‚ÄúSonderkommando‚ÄĚ, di Salmen Gradowski, l’ebreo addetto ai forni crematori. La sua tragedia sta nella ormai consolidata sicurezza del suo destino (fu ucciso dai nazisti il 7 ottobre 1944).

√ą la paura di una persecuzione che non si riesce a capire quella contenuta nella dichiarazione smarrita di Berlusconi. La paura che percuote l’uomo Berlusconi √® quella di un destino in cui compaiono mascherature orripilanti prima sconosciute.

Nel prosieguo della sua dichiarazione Berlusconi ricorda anche la possibilit√† della fuga suggeritagli tante volte e mai accolta, in quanto radicato in Italia dall’amore per il Paese in cui √® nato e ha dispiegato la sua vita, cos√¨ come accadeva all’ebro tedesco che respingeva il pericolo nazista con l’autoconvincimento che anche lui era un tedesco nato in Germania come gli altri. Un autoconvincimento che poi √® andato a poco a poco risolvendosi nella incredulit√†, poi ancora nella paura, e infine nella tragedia dei forni crematori.

Berlusconi √® un cittadino che si dichiara innocente, non dobbiamo mai dimenticare questo dato fondamentale, da cui muove ogni suo sentimento. Pure lui √® stato incredulo di fronte ad un attacco cos√¨ massiccio e carico di odio e di parzialit√† (la sentenza Esposito insegna) da parte della magistratura ed anche della politica. Lui che fino al 1993 non solo era stato onorato del titolo di cavaliere del lavoro ma come imprenditore era stato additato ad esempio per creativit√† e audacia. Poi dall’incredulit√† √® passato alla paura. Paura per s√©, che, secondo il consiglio di amici, avrebbe dovuto fuggire dalla terra che ama, paura per i figli suscettibili di pagare il peso di quella scomoda paternit√†.

√ą lo stesso sentimento di paura, di insicurezza, di smarrimento, di confusione che provarono gli ebrei nel momento in cui si cominci√≤ a parlare di persecuzioni nei loro confronti.
Quel tipo di paura non appartiene solo agli ebrei, ma appartenne ai negri all’epoca orribile della loro tratta, a cui prese parte attivamente perfino un grande poeta come Rimbaud.
√ą una paura che appartenne e appartiene ai Pigmei massacrati periodicamente dai Bant√Ļ, agli Hutu massacrati periodicamente dai Tutsi in Ruanda, e cos√¨ via. Chi non ricorda il massacro degli Hutu perpetrato a colpi di machete dai Tutsi.

Ogni uomo ha paura della discriminazione, e non √® detto che questa paura deve essere presa in considerazione solo quando attraversa masse di individui. Un singolo cittadino quando avverte l’accanirsi su di s√© di una discriminazione che nasce da una dismisura di forze a cui non pu√≤ reggere, √® assalito da un sentimento che in quel momento lo accomuna a quello di qualunque essere umano, a qualunque epoca sia appartenuto, il quale si stia rendendo conto che una catastrofe si sta abbattendo su di lui ingiustamente.

Il mondo è pieno, ahimè, di queste paure e guai a non riconoscerle e a non rispettarle.


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18 Comments

  1. Commento by emilio — 6 Novembre 2013 @ 21:15

    Indro Montanelli diceva: Berlusconi spara le cazzate e poi da la colpa ai comunisti.  
    Neppure uno mediocre come Bassolino non oserebbe dire una scemenza del genere e probabilmente non lo difenderebbe nessuno.  
    Comunque la difesa a oltranza ed a ogni costo di Berlusconi è oramai una palese mania. Faccia lei!

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 6 Novembre 2013 @ 21:33

    Faccio io certamente. Ma lei cerchi di spiegare perché sbaglio, invece di limitarsi a delle battute. Usi la testa.

  3. Commento by emilio — 6 Novembre 2013 @ 23:51

    … se non lo capisce, e sicuramente non lo capisce, non posso spiegare niente … Berlusconi ha detto una scemata e anche offensiva verso chi ha vissuto quei momenti. I suoi figli possono fare quello che vogliono e che i nostri figli neanche si sognano. In questi casi ad un amico gli si danno consigli diversi se gli si vuole bene.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Novembre 2013 @ 00:36

    Bene, mi fa piacere che tra lei e Zanda non ci sia alcuna differenza.Stia pure da quella parte, che si troverà bene. Le faccio i migliori auguri.

    Magari lei è uno di quelli che ha battuto le mani alla Cancellieri, proprio come Zanda. Non può capire perciò lo sfogo di Berlusconi, poiché nel cuore non ha altro che odio verso di lui. Lo considera un animale e non un essere umano come lo siamo noi. Dovrebbe vergognarsene, poiché Berlusconi non ha minimamente offeso gli ebrei con quella dichiarazione (impari a leggere, e ripassi la Shoah), e nemmeno era sua intenzione offenderli, come la sua storia personale dimostra.

    La grancassa √® stata battuta per stornare l’attenzione dal caso orribile della Cancellieri che si √® comportata, come ha notato Luttwak, da ministro di uno Stato africano. E lei ci √® cascato come un allocco, essendo antiberlusconiano a prescindere e dunque incapace di obiettivit√†. Legga tutti gli articoli che ho scritto in questi anni, prima di giudicarmi e vedr√† che ho sempre combattuto le ingiustizie e le ipocrisie, anche quando a commetterle era Berlusconi che, come ho risposto a qualcuno, nemmeno ho votato alle ultime elezioni, ma che ora voter√≤ proprio per ci√≤ che di ingiusto il fascismo rosso gli sta gettando sulle spalle.

    Ma lei l’ha letta la sentenza Esposito? Non si √® vergognato di stare dalla parte del fascismo rosso? Ma lei l’ha letta la sentenza Quaranta che ha ordinato la distruzione dei nastri Napolitano-Mancino? Non si √® vergognato di stare dalla parte del fascismo rosso e di un Napolitano che si √® mangiato la nostra costituzione e che plaud√¨ all’invasione dell’Ungheria? Se queste sentenze non le ha lette, non si permetta di discutere di democrazia, perch√© non ne conosce il significato, e non sa che in democrazia prima di parlare occorre conoscere, altrimenti, come fanno tanti antiberlusconiani come lei, si parla a vanvera, e si fa un danno al Paese che pu√≤ vivere solo se c’√® democrazia.

    Lei non si è vergognato della nomina a senatore a vita di Monti? Non si è vergognato della nomina di altri quattro senatori a vita?

    Lei appunta l’attenzione sulla frase di Berlusconi e non si accorge che chi suona la grancassa contro di lui, sta fregando lei, a meno che a lei della democrazia non interessi un fico secco.

    Si svegli. Non √® tempo di dormire o trastullarsi nell’antiberlusconismo. Quanto tempo ancora le ci vorr√† per capire che l’antiberlusconismo con cui l’hanno plagiata √® servito al fascismo rosso per permettersi di fare del nostro parlamento una caricatura della democrazia da esibire agli occhi dei gonzi antiberlusconiani, allevati con cura, come una volta si faceva alle Frattocchie, e oggi asserviti al solo consenso.

    Sono persone come lei, incapaci di analizzare i fatti e di distinguere tra il giusto e l’ingiusto (anche quando si tratta di avversari politici) che rendono sempre pi√Ļ difficoltoso il cammino verso una maturit√† che sin dai tempi di Metternich, come ho ricordato, mai siamo stati in grado di conquistare e mai, nemmeno oggi, ci viene riconosciuta. Ha sentito marted√¨ Luttwak che cosa ha detto del governo Letta? Che gli Usa vi facevano molto affidamento, ed invece hanno dovuto, ancora una volta, ricredersi. Ci manca la capacit√† di applicare la ragione con obiettivit√†, onde riconoscere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, la verit√† dalla menzogna, l’ipocrisia dalla sincerit√†.

    Mi pare che lei, con la sua superficialità, non aiuti il Paese a vedere e a capire. Se è giovane avrà un brutto futuro da affrontare. Se ha la mia età (72) si è fermato alla gioiosa macchina da guerra e non ha voluto accorgersi che questa macchina infernale ha proseguito il suo cammino, asfaltando anche lei.

  5. Commento by Giacomo_P — 7 Novembre 2013 @ 08:36

    Capito Emilio?
    Lui – l’unto del signore, il miglior statista del sistema solare, il ghe pens mi, l’imprenditore brianzolo che si e’ fatto da solo (con i soldi provenienti da Corleone) ¬†– non ha mai nessuna colpa.
    Lui e’ sceso tra noi in pace ed esclusivamente ¬†per curare gli interessi degli italiani (in particolare di mafiosi, evasori, abusivisti edilizi ed ambientali) . E non si capacita’ del perche’ tutti c’e’ l’abbiano con lui.
    Bravo Di Monaco, cantagliene quattro a questi infedeli del berlusconismo.
    Perche’ un giorno ¬†Egli ¬†sara’ ¬†fatto santo da un parlamento di nominati e tu (Di Monaco) ascenderai in cielo e siederai alla sua destra, mentre la Santanche’ o Brunetta (la gara e’ alquanto incerta) siedera’ alla sua sinistra. :)
    Bondi e la Biancofiore invece faranno la parte del bue e dell’asinello rispettivamente.
     

  6. Commento by emilio — 7 Novembre 2013 @ 09:25

    Buongiorno e la ringrazio per il tempo che mi ha dedicato, anche se √® servito per darmi dell’inetto ignorante. Rispetto chi la pensa diversamente, anche su di me.
    Se riesce per√≤ a guardare al di l√† della siepe dovrebbe accorgersi che prima dell’antiberlusconismo √® nato l’antisemitismo. Del primo si sprecher√† probabilmente qualche riga nei libri di storia, del secondo invece si √® gi√† scritto molto. L’antisemitismo ha procurato, proprio sotto la dittatura di Hitler, violenza, morte, martirio e disperazione di intere famiglie solamente perch√© si professavano ebree. Famiglie dilaniate, donne e bambini uccisi e violentati con atroci dolori. Di questo, maestro, si stava parlando.
    Berlusconi sarà libero di paragonarsi ad una famiglia di ebrei sotto la dittatura di Hitler ma mi permetta di fare una grassa e amara risata.
    Le devo anche fare presente che spesso mi sono trovato in accordo con Luttwak e lo sono anche nei giudizi sul governo Letta. Lo condivido anche quando parla di Berlusconi, dei sui governi, del conflitto d’interesse, dei guai giudiziari, delle sentenze e della decadenza. Quando si √® liberali, si √® liberali sempre non solo quando fa comodo. Io mi considero un repubblicano, termine un po’ desueto ma piuttosto chiaro.
    Io con la mia superficialità cerco di pensare al futuro mio e della mia famiglia e spero che oltre Berlusconi nasca qualcuno realmente liberale e che non ci presenti un nuovo fallimento dopo 20 anni di false promesse.
    Cominciamo a valutare i politici per quello che fanno.  
     
     

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Novembre 2013 @ 09:26

    Anche tu, Giacomo, sei tra i fortunati, che non vedono, che non sentono e quando parlano lo fanno poiché non hanno nulla da dire. Appartieni ad una classe di eletti di questa Italia strafalciona. Sei già pronto per sacrificarti al fascismo rosso. Tu finirai tra Stalin ed Hitler.

  8. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Novembre 2013 @ 10:52

    Vede, emilio, lei pensa al futuro suo e della sua famiglia, e fa bene, ovviamente. Ma io penso un po’ pi√Ļ in l√†: al bene del nostro Paese in cui lei ed io, la sua famiglia e la mia, ci troviamo a vivere, e dove dovranno vivere i nostri discendenti. La differenza tra il mio modo di esaminare i fatti, e il suo, sta proprio qui. La sua √® una visione egoistica, la mia va oltre. Potrei benissimo fregarmene del futuro del mio Paese, vista la mia et√†, ma io amo il mio Paese e mi batto per la giustizia, la libert√†, l’uguaglianza dei diritti.

    Ad esempio, lei sbaglia quando mi considera un berlusconiano. Ho difeso Berlusconi se contro di lui sono state commesse delle ingiustizie, l’ho criticato quando ha mancato alle sue promesse. Ne trover√† ampie tracce sul mio blog. Ma quando si cerca di distinguere tra la sua telefonata per Ruby e quella della Cancellieri, come si pu√≤ far finta di nulla? Come non si pu√≤ non difendere un cittadino che ha ricevuto per lo stesso fatto una condanna a 7 anni di carcere e Zanda, nel dare la fiducia alla Cancellieri, l’ha spronata a continuare. Lei si sar√† accorto che in questo – a riprova della mia obiettivit√†, che lei scambia per berlusconismo – mi trovo schierato con “la Repubblica” e “il Fatto Quotidiano”, con i quali mi sono trovato d’accordo altre volte. Cos√¨ come mi trovo d’accordo (e certo pi√Ļ spesso), con ¬† “il Giornale”. Lei che si dice liberale, legga l’ottimo quotidiano on line “L’Opinione” diretto dal bravo Arturo Diaconale. Si Accorger√† che quasi sempre il mio pensiero collima con il suo. Non le dice niente questo?

    Io devo dire pane al pane e vino al vino ed oggi non √® pi√Ļ tempo di fare la melina. Da come scrive, mi rendo conto che non √® uno sprovveduto, tuttavia la sua informazione sui fatti che accadono rimane in superficie. Non collega i fatti l’uno all’altro, si limita ad considerarli a se stanti. Che √® lo sbaglio che fanno molti cittadini, i quali, su quanto succede, ad esempio a Berlusconi, si sono lasciati trascinare dalla grancassa che sapientemente si √® scatenata su di lui, che di colpe ne ha moltissime, sia nella vita privata che nella vita pubblica (e qui soprattutto il mancato rispetto delle promesse, per cui lo votai). Berlusconi √® diventato un comodo bersaglio per nascondere un processo di occupazione totale delle istituzioni che sta per arrivare a compimento.

    Non si domanda perch√© hanno fatto in fretta a fargli pagare quasi 600 milioni a favore di De Benedetti, il cui bilancio Cir senza quei soldi sarebbe andato in profondo rosso, e un’evasione di quasi 400 milioni dello stesso De Benedetti si trova ferma (insabbiata?) da qualche anno in cassazione? Se lo Stato ha bisogno di soldi, perch√© la magistratura non accelera quella causa, come acceller√≤ per il Lodo Mondadori a favore di un privato?

    Non le dice nulla l’emaginazione subita al “Corriere della Sera” del liberale Piero Ostellino? Non le dice nulla che ieri, mi pare, lo stesso Corriere abbia dedicato due pagine a favore di un’idea che Stalin sia stato un grande statista?

    Lei ha il difetto di passare sopra queste cose, che invece sono le tracce sempre pi√Ļ evidenti di una gioiosa macchina da guerra che sta per concludere la sua marcia su Roma.

    In questi ultimi tempi mi dilungo un po’ di pi√Ļ con i commentatori miei critici, nella speranza che rispondano punto per punto alle mie argomentazioni, ma nessuno lo fa. Si elude sempre, e questo mi dispiace, perch√© mi conferma nell’idea che spesso si agisce senza cognizione di causa.

    Ad esempio, lei, emilio, sulla frase di Berlusconi mi risponde con cose ovvie, che tutti conoscono e presenti nei libri di storia, come anche ricorda. Ma nel mio articolo io sostenevo che non √® questo il sentimento presente nella frase di Berlusconi, del quale si pu√≤ dire tutto, ma non certo di essere antisemita. Lo era Fini, poi convertitosi (ma sar√† cos√¨?). Ho portato gli esempi concreti dei sentimenti che pervadevano gli ebrei tedeschi, prima ancora che conoscessero il loro effettivo e reale tragico destino. E’ a questi sentimenti che occcorre fare correttamente riferimento.

    Berlusconi si riferisce ad una dittatura che l’ha preso di mira (e che io, condividendo, chiamo fascismo rosso) e che sta minando la serenit√† non solo sua, ma della sua famiglia, oltre che la sua vita, cos√¨ come accadeva ad Anna Frank e a Louise Jacobson. Non √® eresia ci√≤ che scrivo, √® la verit√† che nasce da una analisi obiettiva, che vorrei mi fosse confutata con argomentazioni non generiche e lapalissiane.

    Per rispondermi e contrastare la mia argomentazione sul punto, lei, se non lo ha mai fatto, dovrebbe andare a leggersi questi esemplari diari e vi riscontrebbe la stessa paura di un destino precario che le giovani ebree avvertivano sotto i colpi di una dittatura che aveva preso di mira la loro razza. Se, a quel punto, non condividerà, dovrebbe argomentare e consentirmi un puntuale, e non generico, confronto. Dichiarare un cittadino antisemita, quando non lo è, è una colpa gravissima. Si ha il dovere di impedirlo.

  9. Commento by emilio — 7 Novembre 2013 @ 11:10

    La pensiamo diversamente ma su un punto ha ragione: io vedo ogni fatto a se stante per evitare dietrologie che valgono il tempo che trovano. Woody Allen chiede ai propri attori di imparare e interpretare solo le loro battute senza dover imparare l’intero copione evitando di dare proprie soggettive interpretazioni . Proprio cos√¨, vedo e giudico ogni singolo fatto e va bene cos√¨!

  10. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Novembre 2013 @ 13:05

    E’ un suo limite, mi fa piacere che lo ammetta. Per√≤ √® dannoso per la democrazia. Veda di correggersi, c’√® bisogno di uomini che vigilino sullla concatenazione degli avvenimenti che, nei movimenti storici, non √® mai casuale.

    Continuer√≤ la mia battaglia, anche se non compreso dagli antiberlusconiani, poich√© √® mio dovere mettere la mia esperienza di vita a servizio della democrazia, che significa a servizio dell’obiettivit√†, della giustizia e della libert√†.

    Mi sarebbe piaciuto, con i miei critici, sviluppare un confronto basato su di una dettagliata replica alle mie tante argomentazioni. Spero che piano piano ci si arriverà. Scrivo per questo scopo.

  11. Commento by emilio — 7 Novembre 2013 @ 19:09

    Credersi portatore di verit√† e giustizia √® un’altro grande limite. Lo ritengo il pi√Ļ grande. Lei non vuole dialogare vuole solamente redimere. Tuttavia non √® di fede che si parla ma questo tra noi due, mi permetta, l’ho capito solo io.
    La democrazia lascia le porte aperte perché non teme i ladroni, si fa portare dal vento perché non ha paura di infrangersi, corre sotto il sole perché non ha suggestione della propria ombra.
    I comunisti hanno creduto e credono in Lenin, in Stalin, in Mao Tse Tung e in Fidel Castro, i nazisti hanno creduto in Hitler, i fascisti in Mussolini; Qualunque nefandezza facessero venivano compresi e giustificati.
    Non mi dica che la verit√† e la giustizia √® incarnata da Berlusconi, non me lo dica, La prego …. la conclusione sarebbe troppo scontata.

  12. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Novembre 2013 @ 22:29

    “Non mi dica che la verit√† e la giustizia √® incarnata da Berlusconi, non me lo dica, La prego √Ę‚ā¨¬¶.”

    La frase che riprendo dal suo ultimo commento √® la palese dimostrazione che lei di quello che ho scritto finora non ha capito un bel niente. Tempo sprecato, ahim√©. Io le presento i casi concreti e lei si smarrisce in considerazioni astratte, quelle s√¨ da predicatore, sfuggendo alle risposte. Ma l’ultima frase √® un capolavoro. Lei insinua che io da qualche parte abbia sostenuto che la verit√† e la giustizia “sono” incarnate da Berlusconi. Ma dove ha mai trovato scritto questa fesseria? Caso mai √® vero che Berlusconi √® stato fatto oggetto e lo √® ancora di una fiumana di attacchi carichi di odio e perfino di sentenze create sul nulla, che lei evidentemente non ha mai letto.

    La prego di non farmi perdere altro tempo (prima prenda conoscenza degli argomenti e si documenti e poi ci rifletta sopra e li assimili), di tempo gliene ho dedicato abbastanza e vedo che Рsarà un mio limite Рlei non capisce la mia lingua.

  13. Commento by emilio — 8 Novembre 2013 @ 20:03

    Presuntuoso

  14. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Novembre 2013 @ 00:21

    Non sono presuntuoso. Semplicemente lei ignora i fatti, e scrive sciocchezze che sono costretto a farle rilevare, non essendosi lei documentato correttamente.

    Ma non è il solo, si consoli, e questo è il guaio del nostro Paese. Si parla spesso per sentito dire, come di solito succede al bar.

  15. Commento by emilio — 9 Novembre 2013 @ 01:12

    Non ho da consolarmi di niente e la smetta di essere offensivo. Si consoli Lei che piange e gioisce per un anziano vizioso milionario delinquente da anni.  

  16. Commento by zarina — 9 Novembre 2013 @ 08:02

    Caro Di Monaco, la ¬† propaganda non prevede spiegazioni, ¬† quindi inutile chiederle o aspettarsele. E’ solita inculcare ai suoi adepti ¬† il credo senza se e senza ma ¬† nonch√® l’ odio nei confronti dell’avversario. Se poi ¬† l’avversario √® pure benestante l’indottrinamento √® facilitato dall’invidia sociale.
     

  17. Commento by emilio — 9 Novembre 2013 @ 11:00

    Siete proprio indottrinati: io sono un professionista con 5 collaboratori tra dipendenti e professionisti. Non ho da invidiare nessuno solo che i berlusconiani non fanno che ripete le stesse frasi fatte dettate dal loro capo.  
    Vi spacciate per costituzionalisti, giuristi, penalisti, fini politologi, esperti in comunicazione di massa e tanto altro a piacimento, pensando che basti leggere qualche rivista o qualche sentenza per poter capire la materia.  
    La democrazia si regge su regole certe e quando c’√® una sentenza c’√® una sentenza “nel nome del popolo italiano” Il nostro sistema giudiziario soffre per iper-garantismo e corrotti e corruttori sono spesso impuniti tra leggine e prescrizioni. ¬†
    Ci sono tutti i mezzi per far valere i proprio diritti ma quando la partita è finita, è finita!
    Non perder√≤ pi√Ļ tempo in questo assurdo blog (o blob) di estremismo puro, privo di qualunque moderazione e impregnato di cattiveria e odio.
    La cattiveria, spacciata per determinazione, √® oramai eletto a valore nobile. Il grillismo, ultima evoluzione del berlusconismo, ne √® un recente esempio. Odiare chi la pensa diversamente senza alcun limite, tanto che non vi peritate a chiamare “traditore” chiunque esprima parere diverso (dall’unico pensatore) pur affrontando le stesse battaglie. ¬†
    Probabilmente sarete consapevoli che vi piace sparlarvi addosso e quindi vi auguro buon divertimento e buon proseguimento.

  18. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Novembre 2013 @ 12:38

    La ringrazio, emilio. Non mi far√† perdere cos√¨ altro tempo. Essere professionista non significa automaticamente capirne di politica. E nemmeno l’avere con s√© 5 tra collaboratori e dipendenti. Quantomeno io ne ho avuti tre volte di pi√Ļ, ma mica l’ho mai detto per giustificare le mie argomentazioni. Uso la ragione e lei non mi ha mai risposto nel merito. Mi risponde con chiacchiere generiche, da bar. Si rilegga e vedr√† che ho ragione.

    Le auguro in ogni caso di aver successo nella sua attivit√† professionale, ma lasci perdere l’analisi politica dei fatti che vi accadono e vi si intersecano. Non √® affare per lei.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart