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Berlusconi faccia implodere il regime andando in carcere

6 Agosto 2013

È la mossa vincente, quella dello scacco matto, nella partita fra Berlusconi e il regime. Che se la lasci sfuggire sarebbe da folli.
Sono infatti d’accordo con Belpietro e la Santanchè (qui), del resto lo avevo scritto anch’io molti giorni fa e mi fa piacere che questa idea stia facendo strada: Berlusconi non deve chiedere salvacondotti di sorta, ciò che significherebbe l’accettazione di quanto è accaduto; come pure dovrà respingere le ipocrite lusinghe di chi gli prospetti soluzioni imminenti del capo dello Stato a lui favorevoli. Immagino quanto si darà da fare il consigliere di Berlusconi, Gianni Letta, affinché quello che la sinistra ormai chiama “il delinquente” mantenga un basso profilo, e sia tollerante, magari perdoni cristianamente. Niente di tutto questo: Berlusconi scelga di andare in carcere. Del resto questa è la condanna che il regime gli ha inflitto, dopo quasi vent’anni di inseguimento feroce e folle.

Chieda solennemente, da subito, senza aspettare ottobre allorquando scadrà il periodo previsto per richiedere l’alternativa al carcere, che egli desidera dare pieno adempimento alla condanna subita; quindi, come scrissi, si munisca di una valigetta, vi infili spazzolino e dentifricio, magari un paio di ciabatte e della biancheria intima e si presenti al piantone del carcere, dichiarando le proprie generalità e chiedendo di essere preso in consegna per espiare la condanna inflittagli da quell’Antonio Esposito che, stando a quanto rivelato da Stefano Lorenzetto, a suo tempo si era interessato ai pettegolezzi sulla vita sessuale dell’ex premier e delle sue amanti.

Essere rinchiuso dietro le sbarre per una sentenza emessa nell’assoluta mancanza di prove, ma sulla base di cervellotiche ricostruzioni, le quali – esse stesse – sono al di fuori delle ipotesi previste dalla legge per configurare il reato di frode fiscale, sulla base del quale è stata inflitta la pesante condanna, significherebbe far implodere le istituzioni. Proprio così. E sarebbe davvero ridicolo (rivelatrice, anche questa eventualità, di uno stato di regime), se il Pd o qualcuno degli antiberlusconiani che hanno sempre auspicato che Berlusconi finisse dietro le sbarre, argomentassero che, volendo andare in galera rispettando la sentenza, Berlusconi è un eversore e sfida le istituzioni.

Tutta la macchinazione per eliminare Berlusconi dalla scena politica si trasformerebbe, dunque, in un boomerang che sommergerebbe non solo la magistratura, ma le più importanti istituzioni dello Stato, colpevoli di non aver impedito lo scempio del diritto, perpetrato per finalità esclusivamente politiche.

Un Berlusconi disposto ad espiare la condanna in carcere, sebbene innocente, rappresenterebbe una ferita profonda per la nostra democrazia, un ritorno al fascismo più deteriore, quello del delitto Matteotti per intenderci: una vergogna che impedirebbe di menare vanto nel mondo.

Sarebbero le istituzioni a muoversi in fretta per liberarsi da questa specie di lettera scarlatta, e Berlusconi non dovrebbe far altro che stare in carcere, leggere libri, giornali, guardare la tv, mentre tutto fuori sarebbe in agitazione per coprire e riparare alla vergogna.

Finalmente, senza aver bisogno di racimolare maggioranze in parlamento al fine di riformare il nostro Stato – ciò che non gli è mai riuscito per sfortunate e impietose coincidenze (il tradimento di Fini, in primis – questa volta Berlusconi potrebbe fare tutto da solo, caricandosi il peso sulle sole sue spalle, senza mendicare alcunché, con la dignità di chi subisce la sferza di un regime che non ha trovato altro mezzo per neutralizzare la sua forza che chiuderlo in una cella.

E chi sa che a Regina Coeli o a San Vittore non andrebbero a fargli visita personalità internazionali, per confermargli la loro stima e la loro solidarietà.
Che onta sarebbe per lo Stato se, ad esempio, il presidente russo Putin fosse uno di questi.

P. S.

La polemica Lorenzetto-Esposito

I giornaloni, come previdi, non ne parlano, ma il caso sollevato da Lorenzetto (una pesante accusa al magistrato di cassazione Antonio Esposito, che avrebbe dovuto, secondo Lorenzetto, per i fatti da quest’ultimo raccontati, rifiutare di prendere parte al collegio giudicante che ha condannato Silvio Berlusconi) è di quelli che, se confermati, dovrebbero portare dritti dritti all’annullamento della sentenza e autenticherebbero il grave stato della magistratura.

Trovate qui sotto:

1 – La denuncia del giornalista Stefano Lorenzetto, qui.
2 – La risposta del magistrato Antonio Esposito, qui.
3 – La replica di Lorenzetto, qui.


Letto 2011 volte.


5 Comments

  1. Commento by Franco Cattaneo — 6 Agosto 2013 @ 10:42

    Perfettamente d’accordo.
    Berlusconi deve smetterla di ascoltare il maestro di gavotte e minuetti zio Letta (a cui mi viene spontaneo associare come versione aggiornata quello che a me pare solo un intrigante: Gaetano Quagliariello), Deve portare alle estreme conseguenze la persecuzione dei comunisti (chissa perchè quelli che si autonominano “democratici” – come la patria d’origine della culona –  non vengono mai chiamati col loro nome): deve mostrare a tutti che i comunisti sono come i preti, una volta ordinati “tu eris sacerdos in aeterno”. E poi, cosa vuole chiedere la grazia ad un comunista? poi la chiederà per Ruby 1, per Ruby 3, perchè un magistrato napoletano ha fatto cadere il governo Prodi, perchè …, perchè…., perchè… Tanto oramai da pregiudicato sarà carne per porci.
    Cordialità
    Franco Cattaneo
     
       

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 6 Agosto 2013 @ 13:33

    Gianni Letta è, a mio avviso, colui che ha complicato la vita di Berlusconi, coi suoi consigli sempre attenti a non disturbare il manovratore del momento. Mi sto meravigliando anch’io di Gaetano Quagliariello, e non dimenticherò che era pronto, mesi fa, a mollare il cavaliere, come Lupi, e, con mia sorpresa, anche Cicchitto.

  3. Commento by zarina — 6 Agosto 2013 @ 14:39

    Condivido con entrambi.  
    La grazia e/o salvacondotti vari   le chiedono i colpevoli. Berlusconi è un perseguitato politico e come tale deve portare “avanti la croce” cercando almeno di trarre il massimo vantaggio dalla situazione.     Usasse tutte le sue doti comunicative, le idee di cui è fonte inesauribile, e   SOPRATTUTTO LE   SUE TV,   una volta tanto!!! ( non essendo   più   un “pubblico ufficiale” le cornacchie non potranno   più gracchiare   sul     conflitto di interessi o la par condicio).   Tanto per cominciare rivedesse i palinsesti mediaset del prossimo autunno, ho letto di possibili new entry da far cadere le braccia.
    Ieri La Stampa aveva lanciato     la notizia della presenza a Roma di Putin e di una visita al suo amico Silvio. E’ stata poi   smentita, ma   chissà,   potrebbe anche essere avvenuta.   Pensa il rosicamento   di più di qualcuno   e pensa se Putin dicesse che se l’Italia vuole il petrolio o il gas lui tratta solo con Silvio!  
    Se la situazione non fosse drammatica ci sarebbe da ridere.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 6 Agosto 2013 @ 15:33

    Ora che si è saputo del diverso trattamento fatto a De Benedetti per un caso analogo, il trattamento riservato a Berlusconi grida vendetta.

  5. Commento by Prometeo — 10 Agosto 2013 @ 00:45

    Berlusconi è sempre stato un vigliacco nascondersi e scappando dalle sue colpe e responsabilità. Non andrà mai in carcere. Al limite potrebbe fare una sceneggiata delle sue.

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