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Berlusconi. Se oltre sette milioni di italiani lo hanno votato…

12 Aprile 2013

Grosso modo questi sono i voti ottenuti dal Pdl nelle ultime elezioni politiche e chi ha seguito la campagna elettorale sa benissimo che il merito del successo del Pdl – che era dato per spacciato – è stato unicamente di Berlusconi che è riuscito in un recupero portentoso al punto da ricevere anche il riconoscimento degli avversari.

Dario Franceschini, verso il quale non ho mai avuto simpatia per il suo antiberlusconismo viscerale, qualche giorno fa, criticando l’ostinazione di Bersani a non voler trattare con il Pdl, dicchiarò che non si può fare a meno di dialogare con un partito che è stato così vicino a vincere le elezioni. Infatti lo scarto tra i due schieramenti di centrosinistra e di centrodestra è stato di una manciata di voti (circa 150 mila).

Ricordo questi fatti giacché ieri sera ho assistito alla trasmissione Servizio Pubblico e mi sono rammaricato che Michele Santoro abbia riportato all’attenzione del pubblico i casi di Noemi e Ruby, che tanto clamore suscitarono al loro tempo. Credevo che ormai tutto il danno di immagine ricevuto dall’ex presidente del consiglio e anche dall’Italia fosse stato consumato, e che non ci fosse affatto bisogno di rinfrescare la memoria su accadimenti non certo lusinghieri per il nostro Paese, che ha bisogno di ben altro nel momento in cui perfino le istituzioni stanno naufragando di fronte ad una protesta popolare che chiama in causa l’incapacità della politica di ogni colore ad affrontare e risolvere i problemi che ci stanno portando alla deriva e che causano disoccupazione e suicidi senza precedenti per numero e drammaticità.

Perché Santoro lo abbia fatto può non essere un mistero visto che ha costruito la sua fortuna sull’antiberlusconismo, ma il perché non ci si ribelli a sufficienza di fronte a un tale cattivo ed inopportuno giornalismo, dà la dimensione di una classe dirigente in piena disfatta.

A muovere le accuse a Berlusconi è oggi un certo Francesco Chiesa Soprani, del quale si riporta che in un’intervista a Vanity Fair così descrisse se stesso: «Sono un depresso bipolare. Se non prendo il litio ogni giorno, poi la pago. Il primo salto nel buio l’ho fatto a trent’anni. Lì ho cominciato a pagare il conto per i lutti della mia infanzia e il mio vivere sempre agli estremi. Da allora mi segue uno psicologo ». E poi: «Sono vanitoso, mi piace che si parli di me ».

Chi ha guardato la trasmissione di Santoro non può non essersi domandato come sia possibile che la giustificazione di questo Soprani sia quella che non poteva tacere di fronte alle bugie dette da Ruby qualche giorno fa davanti al Tribunale di Milano e che, per l’altro caso di Noemi Letizia, non poteva sopportare che non si dicesse la verità, ossia che tra la Noemi minorenne e Berlusconi si fosse consumato un rapporto sessuale.

Un atteggiamento moralistico che può apparire eccessivo, atipico, e perfino sospetto visto che è balzato alle cronache nel momento più opportuno affinché trovasse un uditorio attento come quello che trovò, ricordate?, la D’Addario, la quale ebbe con la testimonianza resa proprio in una trasmissione di Santoro, l’occasione d’oro della sua vita.
Vedremo se ci sarà un seguito.

Ma la cosa più paradossale è che la testimonianza di Soprani ha riattizzato così tanto l’antiberlusconismo santoriano che il conduttore si è lasciato sfuggire dalle labbra il vecchio adagio secondo il quale Berlusconi è il vero macigno sulla strada di un’intesa tra Pd e Pdl, dimenticando che un antiberlusconiano forse più accanito di lui, Dario Franceschini, si è dovuto a denti stretti arrendere di fronte alla volontà degli elettori che hanno dato al Pdl, proprio per la presenza di Silvio Berlusconi, oltre 7 milioni di voti, mandando in macerie il muro che l’antiberlusconismo aveva costruito contro di lui.
Che queste macerie non siano un poco cadute anche su Santoro resta un mistero.

Volenti o nolenti, oggi il centrodestra in Italia non può esistere e reggersi senza Silvio Berlusconi. Franceschini l’ha capito, Santoro ancora no.


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