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Bisogna che gli elettori di sinistra…

15 Novembre 2011

Sì, ciò che sta succedendo è un’occasione da non perdere per capire come stanno le cose in Italia. Soprattutto è un occasione per gli elettori di sinistra, ai quali il Pd in modo speciale è riuscito, con il suo viscerale antiberlusconismo, a mettere il paraocchi e ad ottundere la mente.

Li invito, appassionatamente, a profittarne. Se l’Italia non riesce a modernizzarsi la colpa principale resta ancora la presenza di un forte partito conservatore che nel nostro Paese è rappresentato dal Pd. Al quale, peraltro, è rimasta la smania spavalda e forsennata di arrivare al potere e di tenerselo ben stretto a qualunque costo. Il potere, per il Pd, non è servizio al popolo, ma servizio alle oligarchie, così come è accaduto nella loro patria spirituale, l’URSS. Il popolo è per il Pd uno strumento per raggiungere i privilegi che il potere offre a piene mani.

Tutte le volte che abbiamo avuto governi di sinistra, o di centrosinistra, abbiamo visto che uso il potere ha fatto del popolo. Lo ha subissato di tasse per conservare il potere, la cui sostanza, nell’ideologia della sinistra italica, è quella di   rimpinguare la borsa della spesa, la quale è poi la borsa che aiuta a conservarlo.
Il governo di sinistra non può non aumentare le tasse sul popolo, giacché verrebbe meno quell’auto alimentazione necessaria alla conservazione.

Oggi, dunque, l’occasione c’è affinché gli elettori di sinistra vedano chiaramente la realtà delle cose. Il Pd osanna il governo Monti, il quale dovrà applicare i contenuti della lettera di impegni con l’Europa approvata dal parlamento – e quindi divenuta legge dello Stato -, con i voti contrari dello stesso Pd. Una assurdità. Ma il Pd volta la faccia e finge di non vedere, poiché questo è il solo modo per riprendersi, almeno per ora, una fetta di quel potere che gli era stato negato dal governo Berlusconi.
E se a pagare per questa nuova speranza saranno i lavoratori, il fine vale, secondo la logica del Pd, il sacrificio e il tartassamento.

L’elettore di sinistra deve riflettere, perciò, se un tale voltafaccia possa valere la candela, visto che il Pd porrebbe sacrifici e tartassamenti ora, per poi appesantirli, com’è sua consuetudine, una volta che conquistasse il pieno potere.
Credo proprio di no.

Inoltre, una cartina di tornasole delle ipocrisie e delle menzogne che sono state sparse a piene mani dalla sinistra, ed in specie dai quei santoni che rispondono ai nomi di Bersani, Bindi, Franceschini e Finocchiaro, viene offerto in questi giorni dai mercati.
Quante volte ci siamo sentiti dire che, una volta dimessosi Berlusconi, i mercati avrebbe rallentato la stretta. Quante volte abbiamo risposto che non era affatto vero, e che, accanto ad una speculazione fortemente politica, ve n’era un’altra che non guarda in faccia a nessuno.
Quest’ultima rimane, e sarà difficile stornarla da noi fino a quando non ridurremo il nostro debito pubblico, che è il varco attraverso il quale essa penetra e sconvolge.

Il governo Berlusconi era il meglio che in questo momento il Paese poteva darsi. Non perfetto, e attraversato da litigiosità irresponsabili, ma qualunque altro governo sarebbe stato peggiore, e ancora di più incapace.

Vedremo che cosa riuscirà a fare il neo senatore Monti, ma mi pare che le cose non stiano mettendosi per il meglio, e che le elezioni anticipate restino ancora oggi la via migliore.
Dispiacerà constatare che la forzatura di Napolitano volta a negare la parola agli elettori avrà fatto perdere solo tempo.

Non si dovrà aver paura dello spread, nel senso che lo spread è indifferente tanto al governo Monti che alla scelta delle elezioni anticipate. Le sue logiche intrinseche sono di altra natura, speculative.
Ma le elezioni avrebbero il vantaggio di ripristinare la democrazia violata e di far scegliere al popolo il proprio destino.

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Bart