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LETTERATURA: I MAESTRI: Mao sì, Manzoni no

16 Novembre 2011

di Carlo Laurenzi
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, sabato 18 gennaio 1969]

Ci sono state offerte nei giorni scorsi le occasioni per documentarci sul fatto che ¬ę ha riportato il nome di Tennessee Williams alla ri ¬≠balta internazionale ¬Ľ (cos√¨, crudamente, √® stato scritto), vale a dire sulla conversio ¬≠ne del drammaturgo ameri ¬≠cano al cattolicesimo. Sem ¬≠bra che Williams ¬ę anche se partecipe fin da ragazzo del ¬≠la chiesa episcopale, si sia sempre sentito in un certo qual modo cattolico ¬Ľ. Ades ¬≠so, a Key West, Tennessee ha ricevuto il battesimo. Do ¬≠po anni di un silenzio non equo, si riparla, si riscrive di lui.

*

Il personaggio √® in veri ¬≠t√† poco amabile. Un testi ¬≠mone ricorda uno dei sog ¬≠giorni italiani di Williams: ¬ę Mi ricevette in abbiglia ¬≠mento intimo, un pigiama di seta non proprio lindo dal quale traspariva il suo ven ¬≠tre prominente, in una came ¬≠ra da letto disfatta e ingom ¬≠bra di libri pornografici, e parlava agitando le mani cor ¬≠te e gonfie, scosse da una specie di nevrosi repressa ¬Ľ. Buon quadro. Da molti anni Tennessee era un narcisista alla deriva, un rottame iper ¬≠sensibile. La crudelt√† dei giu ¬≠dizi sulla sua opera, il di ¬≠sprezzo del pubblico erano (e sono) da ritenersi ingiusti, o forse segnati da una rivalsa e quindi da un’ingiustizia solo apparente, giacch√© la specu ¬≠lazione si paga. Il primo Williams aveva goduto di un successo sproporzionato ai meriti, prevaricando sulla morbosit√† di una moda; su ¬≠perfluo aggiungere che gli esaltatori del Tram chiamato desiderio erano corresponsabili dell’equivoco. Ma il se ¬≠condo Williams, l’attuale, √® solo; o magari dovrei scrive ¬≠re che era solo, se la rasse ¬≠gnazione predicata dalla mo ¬≠rale cattolica, l’umilt√†, la mansuetudine, la certezza che si vince militando nella coorte degli sconfitti, se tutto ci√≤ (lo spirito del Discorso della Montagna) finalmente lo per ¬≠vade.

Certo, che un intellettuale anglosassone e protestante, oggi, si converta al cattolice ¬≠simo non pu√≤ non stupire. Fino a qualche anno fa l’ope ¬≠razione appariva comprensi ¬≠bile: costituiva la fuga dal ¬≠l’aridit√† verso la sorgente del ¬≠l’amore, dalla gravit√† respon ¬≠sabile verso l’ebrezza. La di ¬≠mensione estetica aveva un peso rilevante, spesso deter ¬≠minante: la pompa della no ¬≠stra liturgia, il fulgore della lingua latina. Poi, c’era l’a ¬≠bisso dei dogmi, per annul ¬≠larvisi nella pace. Nessuna fede dona agli adepti un pro ¬≠digio paragonabile alla tran ¬≠sustanziazione o alla dolcez ¬≠za di una Vergine Madre. Questi prodigi venivano so ¬≠stenuti con inflessibilit√† nean ¬≠che fanatica tanto era tran ¬≠quilla: nulla era vero se non nell’ambito di una dottrina indimostrabile; tutto il resto (tutto il ¬ę reale ¬Ľ) era illu ¬≠sorio o senza importanza.La Chiesacattolica chiedeva l’uo ¬≠mo intero, in cambio dell’Eternit√†. Il concetto di Eter ¬≠nit√† ci sfugge; il suo signifi ¬≠cato empirico √® l’affranca ¬≠mento dell’uomo dalla Storia o, in parole pi√Ļ semplici, il suo abbandono al mistero della speranza.

Oggi la Chiesadi Roma √® assai meno inflessibile; la connotazione pi√Ļ vivace di molti cattolici √® il loro sen ¬≠tirsi ¬ę immersi nella Storia ¬Ľ. Leggo in Ernesto Balducci: ¬ę La lingua latina fu stupen ¬≠do tramite, adesso √® sistema desueto che tiene prigioniera la Parola ¬Ľ. E anche: ¬ę Pri ¬≠ma di denunciare per fabula il cristianesimo inteso come rivoluzione sociale permanen ¬≠te bisogna aver fatto peni ¬≠tenza di tutte le altre fabulae ¬Ľ. E anche: ¬ę Per l’azione dello Spirito del Signore, il sistema √® in crisi ¬Ľ. Un altro scrittore, compiacendosi del fiorire dell’editoria religiosa, nota: ¬ę Corrispettivamente il romanzo e la poesia decado ¬≠no, perch√© oggi importa la comunione e non la confes ¬≠sione… Come si pu√≤ gi√† leg ¬≠gere tra le righe, tra le pie ¬≠ghe dell’anima di molti, non √® pi√Ļ questione di chiedersi se Dio esiste. Non √® davvero questo il problema ¬Ľ.

Strano destino, quello di Tennessee Williams. Avremmo giurato che nessun esteta di derivazione puritana si sareb ¬≠be convertito al cattolicesimo in questo particolare momento cos√¨ poco propizio al ¬ę fasto romano ¬Ľ, non solo, ma soprattutto al Sermone della Montagna.

*

Non credente, aborro nondimeno l’ipocrisia: ammetto di trovare irritanti certa ¬ę storicit√† ¬Ľ e certo spirito cattolico di contestazione, irritanti o pericolosi giacch√© si volgono (talora consapevoli, talora manovrati) contro la democrazia e in qualche caso con ¬≠tro la stessa giustizia, alla quale si appellano con fervo ¬≠re. Chiarito ci√≤, √® doveroso che attesti la mia incompe ¬≠tenza a giudicare la sincerit√† e le virt√Ļ dei cattolici del dissenso: io son fuori; √® possibile che quelle virt√Ļ e quella sincerit√† siano grandi.

Per√≤ (lasciamo da parte il povero Tennessee Williams!), il ¬ę nuovo corso ¬Ľ cattolico genera qua e l√† documenti tetri. Eccone uno; si tratta della ¬ę presa di posizione ¬Ľ di alcuni cattolici vietnamiti re ¬≠sidenti a Parigi. E’ stata pub ¬≠blicata in dicembre, ed √® ano ¬≠nima. Una nota avverte che gli autori del testo non l’han ¬≠no firmato ¬ę perch√© nel Viet ¬≠nam non esiste la libert√† di espressione e perch√© anche i vietnamiti che risiedono al ¬≠l’estero sono fatti oggetto di sorveglianza ¬Ľ; da ci√≤ si do ¬≠vrebbe desumere la nazio ¬≠nalit√† nord-vietnamita piutto ¬≠sto che sud-vietnamita, degli estensori. In ogni caso, que ¬≠sto conta poco: il Vietnam, tutto intero, √® un paese eroi ¬≠co e inquietante. Ma gli au ¬≠tori del testo, che √® una sor ¬≠ta di raccomandazione o di ultimatum ai vescovi vietna ¬≠miti, partono dalla persuasio ¬≠ne che i comunisti prevarran ¬≠no anche a Saigon. Come cattolici, vogliono sopravvi ¬≠vere sotto il comunismo; stil ¬≠la dalla loro pagina una trista saggezza.

Condenso: ¬ę I cristiani del Vietnam devono affrontare e comprendere la crisi che si preannuncia. Il cristianesimo √® in minoranza nel Vietnam. La Chiesatrae tutte le dovu ¬≠te conseguenze da questo fat ¬≠to? Non ci sembra. Giovan ¬≠ni XXIII ci ha ricordato con grande chiarezza che non dobbiamo identificare dottri ¬≠ne, le quali possono essere false, con i movimenti storici da esse ispirati. I cristia ¬≠ni, che rifiutano un’ideologia marxista e atea, non debbono per√≤ condannare gli uomini la cui lotta mira ad appor ¬≠tare una maggiore felicit√† e giustizia al mondo, anche se essi si richiamano a un’ideo ¬≠logia del genere. Tocca ai cristiani vietnamiti impegnar ¬≠si effettivamente, con tutti i loro compatrioti, al servizio del bene comune del loro paese che deve trasformarsi per prendere posto accanto ai popoli moderni. Alla Chiesa del Vietnam non viene chie ¬≠sto essenzialmente che si pro ¬≠nunci sul comunismo: essa deve pronunciarsi, nello spi ¬≠rito della Populorum Progressio, sulla modalit√† dello sviluppo del paese. Non c’√® dubbio che il colpo sar√† du ¬≠ro perla Chiesa del Vietnam, ma siamo convinti che sapr√† resistere. I cambiamenti che appaiono all’orizzonte la libe ¬≠reranno dagli ostacoli impo ¬≠sti da due secoli di storia e le renderanno la libert√† di testimoniare la propria auten ¬≠tica vocazione ¬Ľ.

Quale vocazione? Ovvia ¬≠mente quella di ¬ę rendere a Cesare quanto √® di Cesare ¬Ľ (la citazione rituale non man ¬≠ca) , come dovrebbe avvenire dovunque, e come in Italia √Ę‚ÄĒ per esempio √Ę‚ÄĒ non √® ac ¬≠caduto quasi mai. In Italia e in tutto il mondo libero i cattolici pi√Ļ vivaci, ora, con ¬≠testano le ¬ę strutture arcai ¬≠che della democrazia, salva ¬≠guardia della reazione ¬Ľ. Con ¬≠testano la civilt√† dei consu ¬≠mi, il sistema. Solidarizzano con i comunisti, addirittura li sopravanzano nell’impeto eversivo. I Cesari del mondo democratico sono raziocinan ¬≠ti, anzi molli: non si rischia molto a negar loro il dovuto.

Il Cesare vietnamita √® di ferro: ¬ę cooperare ¬Ľ con lui significa servirlo, nel modo col quale, da tempo, una chiesa cattolica in Cina coo ¬≠pera ¬ę al servizio del bene comune del paese ¬Ľ. Bisogna rassegnarsi, poich√© si tratta di sopravvivere. I nostri cattoli ¬≠ci del dissenso si dichiarano d’accordo? A noi non creden ¬≠ti, a noi ¬ę reazionari ¬Ľ √® de ¬≠mandato di commuoverci ri ¬≠leggendo, che so,la Penteco ¬≠ste di Alessandro Manzoni? Naturalmente, naturalmente. La nostra pseudo-cultura classicoide, il nostro nozionismo, il nostro estetismo borghese sono da contestare.


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Bart