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Bravo Ferrara

20 Aprile 2011

Una trasmissione come Radio Londra ci voleva proprio. A paragone dei tromboni di Ballarò, Annozero, Che tempo che fa, L’Infedele, e stupidaggini di questa specie, abbiamo trovato un giornalista che in cinque minuti è capace di andare al centro del problema.
E il centro del problema, nel conflitto istituzionale in atto, è proprio lui, il presidente della Repubblica.

Sono ormai troppe le situazioni in cui il suo comportamento si è rivelato di parte, e precisamente di parte antiberlusconiana. In ciò facendo seguito a Scalfaro e a Ciampi, oggi sospettati addirittura di non essersi opposti all’intesa Stato-mafia.

Non ha predecessori illustri, perciò, e mi dispiacerebbe che ne ricalcasse le orme. I presupposti affinché egli si trasformi in un cattivo presidente ci sono, e ha fatto bene Ferrara a ricordarne alcuni. Lo spunto è venuto dalla nota lettera che Napolitano ha inviato al Csm per condannare l’esposizione dei famigerati manifesti che accusavano la presenza nel Palazzo di giustizia di Milano di simpatizzanti brigatisti, ossia di eversori celati sotto l’usbergo della toga.

Il gesto è stato deplorato da tutte le forze politiche, ma Napolitano ha voluto calcarvi la mano pur non essendo, nella sua gravità, il peggiore tra quelli che hanno colpito le Istituzioni negli ultimi mesi.

Infatti, taluni episodi sono stati praticamente ignorati dal presidente della Repubblica e questi suoi silenzi pesano, a mio avviso, assai di più del gesto di un disgraziato, finito qualche tempo fa sotto le grinfie dei pm per essere poi riconosciuto, dopo anni e anni di sofferenza, innocente.

Quel gesto in qualche modo può trovare una sua giustificazione psicologica: un momento d’ira che può sfuggire ad un uomo che deve aver covato molto odio nei confronti di chi compiva contro di lui una ingiustizia.
Tanto è vero che ieri ha chiesto scusa attraverso una lettera indirizzata proprio al capo dello Stato.

Ma il capo dello Stato non deve, pure lui, chiedere scusa agli italiani?
Di che cosa? Della sua parzialità del tutto ingiustificata. Vediamo.

Quando il presidente della Camera offende la sua carica esprimendosi contro il governo e il presidente del Consiglio, perché Napolitano non interviene? Perché non si indigna?

Quando il presidente del Consiglio (ci siamo dimenticati che è la quarta carica dello Stato ed è il solo ad essere stato designato dal popolo?) viene insultato con epiteti irripetibili tanto sono volgari e insultanti (da ultimo qui), perché il capo dello Stato non impone il rispetto che si deve a questa carica?

Quando il Csm (di cui Napolitano è presidente) interviene contro leggi in discussione in parlamento, mentre dovrebbe attendere le leggi per farle poi rispettare, perché Napolitano non sanziona questa invasione di campo?

Se Asor Rosa, intellettuale noto che fu anche parlamentare, invoca, ormai non più isolato, il golpe per rovesciare un governo e una maggioranza eletta dal popolo, perché il capo dello Stato tace?

Quando qualcuno dei nostri intellettuali, come Camilleri e Eco, va in giro per il mondo a parlar male del nostro governo e della nostra democrazia, perché Napolitano si serra tra le quattro mura del Quirinale?

Quando l’Idv occupò l’aula del Senato, perché Napolitano non si fece sentire?

Quando il popolo viola inveisce nelle piazze e davanti al parlamento, insultando governo e maggioranza, che fa Napolitano?

Il manifesto di Lassini è grave, però è un atto isolato. Ma gli altri fatti che ho ricordato hanno ormai una preoccupante continuità, destinata a crescere e a radicarsi tra le anomalie del nostro Paese.
Di chi la colpa?

Se Napolitano lascia correre tutto ciò con il suo silenzio è gioco forza concludere che pure lui in questo caos istituzionale ha la sua parte di responsabilità. E secondo me la più importante.

Rifletta su questo la prossima volta.

Naturalmente le opposizioni accusano Berlusconi di essere il mandante di Lassini, e ridicolmente insinuano che il centrodestra stia macchinando per un colpo di Stato.
Bella faccia tosta!

In questo modo cercano di confondere le acque e di far dimenticare agli italiani gli attacchi irresponsabili di uomini della sua parte, come il professor Asor Rosa, che hanno portato allo scoperto ciò che molti italiani sospettano da tempo, ossia il tentativo dell’opposizione di giungere al potere in modo illegittimo, e magari violento.

A proposito di riflessioni, vorrei suggerirne una a Stefania Craxi. L’ho sempre stimata, al contrario del fratello, per essersi battuta come una leonessa in difesa della memoria del padre, massacrato dalla sinistra e dai magistrati.

Rifletta su questo: oggi la sola persona in Italia che può resistere allo scontro della casta, della sinistra e dei poteri forti è Berlusconi. Ne ha il coraggio e la coriaceità.   Tenga presente ciò che ha patito il padre. Vuole che lo strapotere scomposto e arrogante di certa magistratura continui anche per il futuro? Vuole che l’Italia resti quella palude in cui anche suo padre è sprofondato?

Se non lo vuole, ha una sola chance: puntare su Berlusconi.
Berlusconi si sta giocando tutto in questo scontro. Chi farebbe altrettanto?
Dovrebbe ringraziarlo.

Altri articoli

“Toghe-br, Lassini lascia Ma che follia la polemica con il sindaco Moratti…” di Alessandro Sallusti. Qui. Da cui estraggo:”Tra minacce, ricatti e tentativi di media ­zione si è conclusa così la folle giornata di Milano. Letizia Moratti è stata accontenta ­ta. Speriamo che lo siano anche gli elettori che tra pochi giorni dovranno eleggere il nuovo sindaco e il nuovo consiglio. Il silen ­zio di Berlusconi sulla vicenda dice più di tante parole. Forse perché a pagare per i to ­ni forti dello scontro è sempre e solo una parte politica (per esempio gli insulti che Di Pietro rivolge in Parlamento a premier e go ­verno sono ben più pesanti e gravi) e mai i magistrati. Napolitano, altro esempio, avrebbe dovuto pretendere le dimissioni del segretario dell’Associazione nazionale magistrati che nei giorni scorsi aveva defini ­to il Parlamento «non moralmente legitti ­mato a legiferare ».”

“Il nuovo che avanza I tromboni Fini e Scalfaro vogliono suonarle al Cav” di Paolo Bracalini. Qui.

“E Silvio telefona al candidato anti pm” di Adalberto Signore. Qui.

“Tutto pronto per la ghigliottina ammazza-Fini” di fausto Carioti. Qui.

“Il vero vilipendio è quello contro la libertà d’opinione” di Filippo Facci. Qui.

Cossiga. “Quei giudici politici creati dalla sinistra” (uno scritto di Francesco Cossiga del 2003. Qui. Da cui estraggo:

“E vorrei concludere, invitando chi legge a riflettere su una considerazione di fondo che ho maturato nel corso della mia lunga partecipazione alla vita del nostro Paese, come semplice cittadino, come studioso di diritto, come parlamentare, come ministro, come Presidente del Senato, come Presidente del Consiglio, come Presidente della Repubblica, e infine come senatore a vita. Ebbene, queste esperienze mi hanno insegnato almeno tre cose: che quello della giustizia è il più grave dei problemi del nostro Paese; che il problema della giustizia, ancor prima che giuridico, tecnico e politico, è un problema di ordine culturale, e direi addirittura di etica pubblica è un problema che attiene alla coscienza, al senso di dignità del cittadino, al suo amore per la libertà; che il principale ostacolo alla soluzione di questo problema è la pervicace ostinazione di una parte dei magistrati nel concepire il proprio ufficio non come servizio, ma come potere. Il mio auspicio è che quella parte dei magistrati non politicizzati, non affetti da protagonismo o da delirio di onnipotenza – e che costituisce fortunatamente io credo, o almeno spero!, la maggioranza della magistratura –, si desti dal suo acquiescente torpore, dando il suo leale contributo al legislatore per realizzare quella indilazionabile riforma che renda l’apparato giudiziario non nemico ma presidio delle libertà.”

“Difesa liberale di Roberto Lassini e dei suoi (orribili) manifesti” di Antonio Mambrino. Qui. Da cui estraggo:

“Basti pensare alle recenti e reiterate (da ultimo su Il manifesto di oggi) uscite del brillante maître à penser, Alberto Asor Rosa, che, ormai rassegnato all’impossibilità di battere il nemico Berlusconi per via democratica (anche se, per amore della verità, il Cav. – nonostante il suo regime teocratico-affaristico-plebiscitario – è stato battuto alle elezioni per ben due volte nelle ultime cinque tornate), è arrivato a chiedere a gran voce l’intervento dei Carabinieri e della Polizia di Stato per sospendere la legalità costituzionale per fondare un nuovo ordine democratico.
A voler essere pignoli le dichiarazioni del più noto palindromo vivente integrano la fattispecie di due o tre reati, tutti decisamente più gravi del vilipendio dell’ordine giudiziario: istigazione di militari a disobbedire le leggi (articolo 266 CP, reclusione fino a 5 anni), istigazione a commettere uno dei delitti contro la personalità dello Stato (art 302 CP, reclusione sino a 8 anni), istigazione a delinquere (articolo 414 CP, reclusione fino 5 anni).
Ed allora, se mai un giorno un tribunale della Repubblica dovesse ritenere Lassini colpevole di vilipendio dell’ordine giudiziario e condannarlo al massimo della pena (5000 euro di ammenda), a quanti anni di reclusione dovrà essere condannato il povero Alberto Asor Rosa per aver semplicemente dato libero sfogo alle sue elucubrazioni, notturne e democraticamente corrette? E sia chiaro in quel caso non varrà invocare le attenuanti per il rincoglionimento senile o per il grave stato di turbamento psichico derivante da decenni di frustrazione tardo-marxista!”

“Asor Rosa spara ancora: “Berlusconi un golpista e Ferrara è un sicario” di Francesco Maria Del Vigo. Qui.

Su Stefania Craxi. Qui.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart