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Bravo Sallusti

1 Ottobre 2013

Se oggi do del bravo a Alessandro Sallusti (si veda qui), deve esserne contento, poiché sono tra quelli che da sempre, da quando Fini cominciò a starnazzare e a fare uova d’oro per il Pd, ho sostenuto che Berlusconi non riusciva mai a dare il colpo finale avendo dei consiglieri mosci e anche un po’ intimiditi dall’avversario (vigliaccuzzi? Plagiati dal più forte? Ci andrebbe fatta una riflessione…).

Tra tutti ho sempre citato il più sospetto, almeno per me, ossia Gianni Letta e non gli sono mancati i miei duri rimbrotti. Scrivevo che Berlusconi avrebbe dovuto liberarsene, soprattutto quando Wikileaks rivelò le sue maldicenze confidate all’ambasciatore americano. Per me era la prova che cercavo e dissi che avevo visto giusto. Il suo andirivieni tra Colle e presidenza del consiglio e/o palazzo Grazioli mi ha sempre puzzato di tranelli e congiure. Sarà perché mi piacciono i film in costume ambientati nel secolo dei veleni e dei tradimenti, ma quel suo peregrinare nei corridoi del Quirinale mi ha sempre ricordato, non so, faccio solo un esempio, le congiure contro i re nei bui corridori del Louvre, le ampolle piene di veleno nascoste nelle rudimentali casseforti nascoste dietro il solito grande quadro.

Ma oggi sono in grado di capire meglio perché Berlusconi non è mai stato in grado di dare il colpo finale alle nostre maleodoranti istituzioni. Caspita che non poteva! Ma avete visto che popo’ di bisce aveva intorno? Altro che Gianni Letta. Questi che sono improvvisamente apparsi sulla scena gettando giù la maschera e rivelandosi per quel che sono: inaffidabili, pronti a fare il gioco dell’avversario politico, pur di non rischiare di ferirsi ad un dito. Aborriscono il sangue, svengono davanti ad una piccola ferita e rischiano il ricovero per attacco di panico.
Che esemplari da palcoscenico di marionette.

Ma pensavate che fossero quasi tutti i fedelissimi del cavaliere i traditori? Quelli che gli hanno succhiato le ruote fino alla nausea, che lo hanno innalzato sugli altari come il protagonista fenomenale di questi venti anni, quelli che erano pronti a battersi per lui se le larghe intese non avessero mantenuto ciò che presupponevano, la pacificazione da una lotta condotta fuori dalle regole della costituzione? Ha voglia Napolitano di smentire come una macchinetta tutte le sue imprese da deux ex machina, cene con Scalfari comprese. Ha voglia di raccontarci che niente di poco meno che corretto è accaduto tra lui e Nicola Mancino. Ha voglia di tentennare nel ricevere i pm di Palermo che vogliono interrogarlo su di una lettera assai sibillina diretta a lui dal suo consigliere defunto e concernente la trattativa tra lo Stato e la mafia. Ha voglia Napolitano di respingere l’accusa che Berlusconi gli ha rivolto di avere avuto parte nella stesura scandalosa della sentenza Esposito, inficiata da madornali errori (il “Corriere della Sera” di ieri ha pubblicato il Video della telefonata). Ormai le dicerie sul nostro presidente della Repubblica sono troppe, hanno passato il segno e autorizzano a sospettare di lui.

In ogni caso, oggi è del tutto evidente la sua regia nei fatti drammatici che stanno accadendo. Ha saputo manovrare bene i vari consiglieri-saponetta che saltellavano giulivi intorno a Berlusconi. Ah potessero parlare le stanze del Quirinale! Ma non per ciò che il presidente diceva ai consiglieri-saponetta, bensì per conoscere che cosa costoro gli andavano promettendo, balbettanti e ingobbiti davanti al presidente-re.

Le bisce sono riuscite a farci intendere per qualche anno di essere affidabili, e preparate anche alla dura battaglia (ricordate la fermezza fatta di duro basalto di Cicchitto?), dura battaglia che non è affatto giunta all’improvvisa, ma che è stata artatamente ben congegnata e provocata da un po’ di tempo (non ricorda più nessuno il lavorìo ai fianchi praticato a Fini?) affinché gli smidollati che il Pd conosceva bene, più di noi elettori moderati, non resistessero alle pressioni e si gonfiassero di paura così tanto che la maschera gli è caduta e ha mostrato il viso del serpente, anzi della biscia, che piuttosto che rischiare  ad ingoiare una bodda troppo grossa, torna a nascondersi tra la melma.

La loro sorte è segnata. È, il loro, il percorso che è stato fatto da uno esattamente come loro, anzi più potente di loro, perché occupava la terza carica dello Stato. Ne avete saputo più nulla di Fini, se non che si è fatto biondo e continua a farsi la tintarella?

Quagliariello ieri ha balbettato che non aderirà a Forza Italia se questa sarà composta da persone battagliere (se uno alza la voce per l’ex radicale Quagliariello è addirittura estremista): la Forza Italia che vorrebbe lui sarebbe quella del baciamoci tutti, anche se i baci dell’asse Pd-magistratura rossa sono velenosi.

Fonderà davvero un partito? Se è animato dalle stesse ambizioni di Gianfranco Fini potrebbe anche farlo un suo Fli in modo da disperdere i voti dei moderati pur di danneggiare la nuova Forza Italia. Ma così come gli elettori hanno sputato in faccia a Fini così sputeranno in faccia a lui, a Alfano, a Lupi, a Lorenzin, a Giovannardi, a Cicchitto e ad altri saltafosse che faranno loro compagnia.
Oppure, se non saranno in grado, chiederanno l’elemosina nientepopodimeno che a Casini e/o a Monti. Che misera fine!

Costoro ancora non si sono accorti che una larga fetta del Pd vuole le elezioni, e subito, assai più di Berlusconi, e quindi la loro poltrona è in pericolo più per la volontà di correre alle urne del Pd che di Berlusconi. Poveretti, becchi e bastonati; faranno la parte degli scemi del villaggio.
Credono davvero che i moderati possano tornare a riconoscere come leader affidabili e vicini al popolo personaggi come Casini e Monti? Oppure credono forse che il popolo arriverà a riconoscerli come i leader che mancavano all’Italia, i nuovi Messia attesi almeno da 50 anni?

Se Quagliariello è bravo come lo è con il suo giornale “L’Occidentale” andiamo freschi! Ho provato a leggerlo, ma mai che vi abbia trovato un suo intervento di una certa sostanza. Si dirà, piccoli mezzi e poco tempo. Già, ma si vada a leggere gli editoriali di un altro piccolo giornale, “L’Opinione”, diretto da Arturo Diaconale, così attento e capace ad interpretare gli avvenimenti.

Dunque, staremo a vedere  nei prossimi transfughi quali qualità preziose hanno sempre tenuto nascoste ed ora sono pronti a donare al popolo dei moderati. Stiano attenti però che, dividendoli, non li mandino tutti nel burrone come successe al pastore Oak nel grande romanzo di Thomas Hardy, “Via dalla pazza folla”.

Io di qualità idonee ad un’impresa di queste dimensioni non ne ho mai viste in questi novelli uomini di Stato, anzi in questo duro scontro con l’avversario (stanno a dimostrarlo le stesse lodi che la sinistra e Scalfari elargirono a Fini) dimostrano di non avere nemmeno ciò che serve ad un qualunque cittadino moderato (  esempre più  povero): la spina dorsale.
Il loro sarà un destino da invertebrati.

P.S. Sarò fuori Lucca fino a tutto giovedì 3 ottobre


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4 Comments

  1. Commento by Enzo — 1 Ottobre 2013 @ 22:24

    I Salusti servono stupidi. Solo così possono servire a qualcuno.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Ottobre 2013 @ 08:19

    Come Massimo Franco ieri.

  3. Commento by silvio — 2 Ottobre 2013 @ 14:16

    Allora ha visto le votazioni? Chi era lo stupido? :lol:
     
    … imbarazzante …

  4. Commento by zarina — 2 Ottobre 2013 @ 14:43

    Le votazioni che contano saranno quelle degli elettori.  

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