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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Cane sciolto

20 Ottobre 2011

di Vittorio Feltri
(da “Panorama”)

Ci occupiamo malvolentieri di Gianfranco Fini, ma a volte non possiamo farne a meno. Per un periodo abbastanza lungo, diciamo da giugno a settembre, sembrava si fosse calmato: non dichiarava, non si mostrava in pubblico, faceva il suo lavoro, ammesso che ne abbia mai avuto uno. Ci eravamo convinti si fosse preso, come usa dire, una pausa di riflessione per cercare di capire dove avesse sbagliato e, magari, tornare sulla scena con qualche idea fresca allo scopo di contribuire a cambiare questa politica sempre più pasticciona e sgradita agli italiani. In effetti, per tornare è tornato. Ma ha ricominciato a recitare il solito copione col risultato di segnalarsi quale guastatore recidivo.

Il suo Fli non è riuscito a emergere. Si vede che il fallimento rende il fondatore molto inquieto; forse Fini è consapevole di avere sbagliato tutto rompendo con il Pdl, però, come spesso succede agli «omini fragili » piuttosto che ammettere l’errore lo ripete, quasi fosse attratto dal burrone. Il senso di colpa spinge all’autopunizione.

Ma al di là di queste spiegazioni in chiave di psicologia spicciola, c’è il fatto che il presidente della Camera, in politica da decenni, non ne azzecca più una e si comporta da pivello. Il lettore avrà notato l’ostinazione con cui egli persegue il defenestramento di Silvio Berlusconi. La sua è diventata una ossessione, un incubo. Non pensa ad altro: abbattere il premier nella speranza di risorgere a nuova vita, ottenere cioè gli applausi dell’opposizione, farsi accogliere da essa quale artefice di una grande impresa e rico ­struire chissà cosa. Cosa? Non lo sa neanche lui, probabilmente, però è persuaso che dalle disgrazie eventuali di Silvio possa comunque iniziare per lui un futuro radioso.

Infatti, egli non ha mai rivelato un piano per affrontare il «dopo Berlusconi », e il sospetto è che non abbia alcun piano all’infuori della conservazione della poltrona. Che non è una poltrona qualsiasi, ma la più alta di Montecitorio.

Gianfranco, umanamente, va capito. Non ha un partito degno di questo nome. Alleanza nazionale si è sparpagliata, ha smarrito l’anima, non è in grado di rior ­ganizzarsi, non è più né ex né postfascista, è solo un ricordo che suscita nostalgie negli ex militanti, ma non eccita gli elettori.

Quanto al Fli, abbiamo detto e ripetiamo: è abortito. Cosicché Fini è privo di un punto di riferimento e naviga senza meta illudendosi che prima o poi qual ­cuno vada in suo soccorso. Intanto urla e strepita per dare a se stesso la sensazione di esistere. E fa la cosa peggiore. Utiliz ­za la presidenza della Camera non solo per finalità istituzionali, ma soprattutto personali: lassù, seduto sullo scranno, conserva un minimo di visibilità che gli serve per attaccare il governo, attività meritoria agli occhi della sinistra e degli ex democristiani ansiosi di impadronirsi del Pdl per trasformarlo, con alcuni ritocchi, nel partito cattolico erede della Dc, secondo il generico progetto annunciato al Forum di Todi qualche giorno fa. Un progetto ambizioso (difficilmente realizzabile) che, in ogni caso, escluderebbe Fini per ovvi motivi di incompatibilità con i principi della Chiesa.

Occorre rammentare che il presidente della Camera da vari anni si è allontanato dal Cattolicesimo e si è allineato su posizioni laicistiche simili a quelle radicali. Quindi la sua presenza accanto a Pier Ferdinando Casini in una formazione politica benedetta dal Vaticano non può essere contemplata. E allora, qual è il destino della terza carica dello Stato? In una circostanza scrivemmo che a Gianfranco sarebbe convenuto rientrare nei ranghi berlusconiani. Lui se la prese a male e ci accusò di ricattarlo. Era soltanto un buon consiglio che egli si rammaricherà di non avere ascoltato. Auguri.

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Altri articoli.

La morte di Gheddafi.
“I volti di un satrapo” di Sergio Romano. Qui.

“Ma il Rais doveva essere processato” di Guido Olimpio. Qui.


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Bart