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Caro Berlusconi, troppo tardi

25 Giugno 2012

Si legge in questi giorni che Berlusconi si è ripreso dalla batosta che gli ha fatto cedere il timone del governo a Mario Monti e intende riproporsi all’elettorato probabilmente fondando un nuovo movimento politico.

Alessandro Sallusti, lo incoraggia: “Berlusconi non fermarti”; su Libero, invece, Giampiero Mughini la pensa diversamente: “Silvio hai fatto il tuo tempo, l’Italia è cambiata”.

Berlusconi addirittura chiede agli elettori di assegnargli alle prossime elezioni il 51% in modo da poter lavorare senza gli intralci che una coalizione può provocare, come è stato con l’alleanza con Fini, determinante per la paralisi del suo governo.

Sono più d’accordo con Mughini che con Sallusti, ma il motivo a sostegno del mio convincimento non è lo stesso di Mughini. Secondo me, Berlusconi non potrà mai ricevere, intanto, il 51%, ma soprattutto non potrà mai convincere quegli elettori – tanti – che sono rimasti delusi dalla sua debolezza.

Sono anch’io tra questi e confesso che non sono più capace di nutrire un minimo sentimento di speranza e di fiducia nei confronti dell’ex premier.
Via via che i fatti accadevano, se ricordate, ho sempre espresso la mia rabbia nei riguardi di taluni cedimenti, invitando Berlusconi a comportarsi con coraggio e ad accettare le sfide senza tentennamenti, come un ariete nel pieno del combattimento, e da ultimo non mi è affatto piaciuto il modo in cui si è fatto intrappolare dall’astuto Napolitano e dal suo fidato consigliere Gianni Letta, non emettendo quel decreto legge richiesto dall’Ue e lasciando così a Napolitano la possibilità di sostituirlo con Monti, secondo le indicazioni della Merkel.

Insomma, mi sono fatto l’idea che Berlusconi non sia il combattente abile e forte che mi ero creduto, e non ritengo che possa guidare alcunché per il rinnovamento del nostro Stato.
Non solo, ma Berlusconi è stato capace perfino, senza vergognarsene, di rinunciare ad una delle bandiere più sacre della sua campagna elettorale: l’eliminazione dell’Ici (oggi Imu) sulla prima casa. Solo a parole ha lamentato il ripristino della tassa più odiata dagli italiani, ma si è guardato bene dal fare qualcosa di concreto per impedirlo.

Un politico, dunque, che ha sulle spalle un marchio pesante di inaffidabilità può mai riconquistare la fiducia dei suoi ex elettori? Non credo proprio.
Misurandomi su me stesso, non me la sento di votare un uomo che mi ha tradito così cinicamente. Anche se egli sarà così abile da tornare a farmi sognare. L’elettore non ha bisogno che i sogni restino tali per sempre, ma ha bisogno di un uomo che dopo averglieli ispirati, li traduca in realtà, combattendo fino allo stremo delle sue forze.
Se Berlusconi fosse stato sconfitto nella battaglia, forse non avrei perduto in lui la fiducia e avrei potuto metterlo di nuovo alla prova. Ma Berlusconi non ha nemmeno combattuto, si è arreso senza porre la minima resistenza.

Per realizzare la riforma dello Stato, per non opprimere i cittadini di tasse, non è l’uomo giusto. Ne sono convinto. Sbaglierei a rivotarlo. E dunque, aspetto che all’orizzonte compaia qualcun altro. Ad oggi non vedo nessuno.


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2 Comments

  1. Commento by Michele — 29 Giugno 2012 @ 16:13

    Bart,

    purtroppo la risposta te la sei data da solo: all’orizzonte non cè nessuno (anche se io ci vedo Formigoni) e quindi non ci resta che rivotare il Cav.
    Michele

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 29 Giugno 2012 @ 18:02

    Vedremo come si evolveranno le cose, ma come fidarsi ancora delle promesse di Berlusconi?

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