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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Caro papà, Caro figlio/Dear Dad, Dear Son (Trad. Helen Askham) #3/22

18 Ottobre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Caro papà, Caro figlio  #3

Anthony sfogliava un libro della biblioteca, quando nello studio entrò Efisio.
¬ęNon puoi averli letti tutti, nonno. ¬Ľ
¬ęInfatti, √® cos√¨. Ma li legger√≤, prima di andarmene. ¬Ľ
¬ęAndartene dove? ¬Ľ
¬ęPrima di morire, Anthony. ¬Ľ
¬ęPap√† dice che sei sempre stato un uomo forte. ¬Ľ
¬ę√ą vero. ¬Ľ
¬ęVivrai per molti anni. ¬Ľ
¬ęLo spero anch’io, ora che tu sei con me. ¬Ľ
¬ęPerch√© leggi cos√¨ tanto, nonno? ¬Ľ
¬ęTu non leggi? ¬Ľ
¬ęQualche volta, ma solo per la scuola. Pap√† mi ha lasciato libero di scegliere. ¬Ľ
¬ęE tu che cosa hai scelto? ¬Ľ
¬ęDi fare, di agire; leggere qualche volta √® un ozio. Pap√† non mi ha mai contraddetto su questo. ¬Ľ
¬ęLeggeva molto, invece, e avrebbe dovuto insegnarti a farlo. Vieni con me alla finestra. Vedi? Vedi quel tetto dinanzi a noi, con le sue belle tegole rosse? Qualche volta mi capita di vedervi passeggiare i personaggi dei libri che ho letto. Mi salutano, s’inchinano anche, qualcuno si leva il cappello. Hai mai letto Dickens? Charles Dickens, l’autore di David Copperfield? ¬Ľ
¬ęCerto che l’ho letto. √ą stata una delle mie prime letture. ¬Ľ
¬ęMa non hai letto l’altro suo grande libro: Il Circolo Pickwick. Sono certo che non lo hai letto. ¬Ľ
¬ęPerch√© avrei dovuto leggerlo? ¬Ľ
¬ęPerch√© ora capiresti, quando ti dico che certe mattine nebbiose, allorch√© sulla strada cala un velo di bruma e si sente il gelo entrare nelle ossa, Samuel Pickwick[1], questo omino grassottello, buono e generoso, fa capolino da quel tetto, proprio laggi√Ļ, si leva il cappello, mi saluta, e mi fa l’occhietto. Non puoi immaginare quanto mi risollevi quella compagnia. Riesco anche a parlarci certi giorni che lui √® disposto a trattenersi, perch√©, vedi?, va sempre di fretta, vuole ancora conoscere il mondo! ¬Ľ
¬ęAllora somiglia a pap√†! ¬Ľ
¬ęInfatti, quello √® uno dei suoi libri preferiti. ¬Ľ
Anthony restò alla finestra, allora Efisio si sorprese a guardarlo. Il ragazzo stava con gli occhi sui tetti, e si vedeva che aspettava che comparisse qualcuno.
¬ęBisogna crederci molto nei libri. Quando avvertirai che la vita narrata nei libri √® la stessa nostra vita, allora vedrai che laggi√Ļ qualcuno comparir√† per fare quattro chiacchiere con te. Non c’√® niente di pi√Ļ bello al mondo, credimi. ¬Ľ
¬ęAllora mi prover√≤ anch’io a scrivere, se scrivere d√† la vita. ¬Ľ
¬ęSei tuo padre spiccicato! ¬Ľ
¬ęPerch√© dici cos√¨, nonno? ¬Ľ
¬ęPerch√© hai la stessa frenesia. Invece un sogno va cullato, custodito con amore, e fatto nascere a poco a poco. Solo cos√¨ esso prende consistenza e si materializza. Una delle tante cose che devi imparare, √® di aver pazienza, di riflettere, meditare a lungo. Le azioni e le parole urgono sempre dentro di noi, sono fatte per rivelarsi, esistere, materializzarsi, ma la forza di un uomo sta nel dominarle, e si dominano con la ragione. Essa non √® mai impulsiva. Il pensiero pu√≤ esserlo, la ragione mai. ¬Ľ
¬ęSe scriver√≤ di mia madre, significa che prima o poi torner√† da me? ¬Ľ
¬ęSono sicuro che un giorno comparir√† su quel tetto, e ti mander√† un saluto. ¬Ľ
¬ęMa io voglio toccarla, baciarla. ¬Ľ
¬ęAnche questo accadr√†, se farai tutto con amore. ¬Ľ
Era giunta l’ora di pranzo. Donato rientrava dal lavoro.
¬ęZio, ¬Ľ disse Anthony, mentre sedevano a tavola ¬ęoggi far√≤ presto a sbrigare i compiti. Puoi portarmi in giro per la citt√†? ¬Ľ
¬ęFar√≤ di pi√Ļ, porteremo con noi anche Giselda, se sei d’accordo. ¬Ľ
¬ęOh s√¨, mi piace la tua fidanzata. √ą cos√¨ dolce! ¬Ľ
¬ęScommetto che prima o poi si innamorer√† di te, piccolo don Giovanni. ¬Ľ
¬ęOh no! ¬Ľ Anthony divent√≤ rosso e si port√≤ il gomito al viso.
¬ęScommetto che a scuola hai gi√† fatto strage di cuori, non √® cos√¨? ¬Ľ
Olema, la nonna, sorrideva. Si vedeva che era felice di avere davanti a sé il figlio di suo figlio. Intervenne lei.
¬ęSe somiglier√† a suo padre, far√† girare la testa a pi√Ļ di una ragazzina. √ą bello il mio Anthony, √® il pi√Ļ bello del mondo. ¬Ľ
Efisio pensò che in Anthony già si mostravano le inquietudini del padre.

[1] Protagonista de Il circolo Pickwick.

Dear Dad, Dear Son #3

Anthony was in the study thumbing through a book from the bookcase when Efisio came in.
¬† ¬† ¬† “You can’t have read all these books, grandpa.”
¬† ¬† ¬† “In fact, you’re right. But I’ll read them all before I go.”
¬† ¬† ¬† “Go where?”
¬† ¬† ¬† “Before I die, Anthony.”
¬† ¬† ¬† “Daddy says you’re very strong.”
¬† ¬† ¬† “It’s true.”
¬† ¬† ¬† “You’ll live for years.”
¬† ¬† ¬† “I hope so, now I’ve got you here with me.”
“Why do you read so much, grandpa?”
¬† ¬† ¬† “Don’t you read?”
¬† ¬† ¬† “Sometimes, but only for school. Daddy let me choose.”
¬† ¬† ¬† “And what did you choose?”
¬† ¬† ¬† “Doing things. Reading is sometimes like doing nothing. Daddy didn’t disagree with me.”
¬† ¬† ¬† “But he read a lot and he should’ve taught you to do the same. Come and look out of the window with me. Look. Do you see that roof in front of us, with the lovely red tiles? Sometimes I see the people I’ve read about walking there. They wave to me, and bend their head and some of them raise their hat. Have you ever read Dickens? Charles Dickens, the author of David Copperfield?”
¬† ¬† ¬† “Of course I have. It was one of the first books I read.”
¬† ¬† ¬† “But you haven’t read his other great book, The Pickwick Papers. I’m sure you haven’t read that one.”
¬† ¬† ¬† “Why should I read it?”
¬† ¬† ¬† “Because then you’d understand, when I tell you that on certain mornings, when a mist hangs over the road and you feel the cold getting into your bones, Samuel Pickwick, that rotund little man with a generous heart, waves to me from that roof, that one there, lifts his hat, waves to me and winks. You can’t imagine how his company cheers me up. I even manage to speak to him on days when he’s willing to stay for a while, because, you see, he’s always in a hurry. He still wants to find out about the world.”
¬† ¬† ¬† “Then he’s like daddy!”
¬† ¬† ¬† “In fact it’s one of his favourite books.”
      Anthony stayed at the window, and Efisio watched him in surprise. The boy was staring at the roof and his grandfather could see he was waiting for someone to appear.
¬† ¬† ¬† “You have to really believe in books. When you find that life as told in books is the same as our life, then you’ll see that someone will appear over there to have a chat with you. There’s nothing nicer in the world, believe me.”
¬† ¬† ¬† “Then I’m going to try and write too, if writing creates life.”
¬† ¬† ¬† “You’re your father all over again!”
¬† ¬† ¬† “Why do you say that, grandpa?”
¬† ¬† ¬† “Because you’re in the same rush. But, you know, a dream has to be nursed, cared for with love and allowed to come into being little by little. Only that way will it take shape and become real. One of the many things you have to learn is to have patience, to think, to think hard for a long time. Actions and words are always urgent in us. They’re made to be revealed, to exist and become real, but the strength of a man is to master them and you master them with your reason. Reason is never impulsive. Thought can be, reason never.”
¬† ¬† ¬† “If I write about my mother, does that mean she’ll come back to me one day?”
¬† ¬† ¬† “I’m sure she’ll appear on that roof one day and wave to you.”
¬† ¬† ¬† “But I want to touch her and give her a kiss.”
¬† ¬† ¬† “That’ll happen too if you do everything with love.”
      It was lunchtime and Donato had come home from work.
¬† ¬† ¬† “Uncle,” said Anthony as they sat at the table, “today I’m going to do my homework quickly. Then can you take me for a walk in Lucca?”
¬† ¬† ¬† “I’ll do more than that. We’ll take Giselda with us, if that’s all right with you.”
¬† ¬† ¬† “Oh yes, I like your girlfriend. She’s so nice!”
¬† ¬† ¬† “I bet you she’ll fall in love with you sooner or later, you little Don Juan.”
¬† ¬† ¬† “Oh no!” Anthony blushed and put an arm over his face.
¬† ¬† ¬† “I bet you’ve already broken some hearts at school. Am I right?”
¬† ¬† ¬† ¬†Olema, his grandmother, smiled. She was plainly happy to have her son’s son with her. “If he’s like his father,” she said, “he’ll turn the head of more than one little girl. My Anthony is a handsome boy, the handsomest in the world.”
¬† ¬† ¬† Efisio was thinking that Anthony was already displaying something of his father’s restlessness.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart