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Casini sta peggio di Berlusconi

20 Dicembre 2010

Come peggio di Berlusconi stanno sicuramente Scalfaro e Ciampi a proposito della trattativa tra Stato e mafia. Vi ricordate quante volte Berlusconi è stato accusato dall’opposizione e dai magistrati in forza di quell’astruso teorema che, essendo a capo di un’azienda, “non poteva non sapere”?

Come ho sempre scritto la Storia si prende sempre la sua rivincita. Ora questo teorema si cerca di non farlo valere per i due santoni della sinistra, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi. Il primo era capo dello Stato e il secondo presidente del Consiglio. Più capi di loro!

Preparatevi comunque a vederne delle belle, giacché i due eroi vedranno di scaricare tutta la responsabilità sull’ex guardasigilli Giovanni Conso. Diranno che tutto è stato fatto a loro insaputa. Proprio come si giustificava Berlusconi. A Berlusconi i giudici non hanno creduto. Vediamo come si pronunceranno su Scalfaro e Ciampi.
Come pure stiamo ancora attendendo la decisione del Gip di Roma sulla richiesta di archiviazione del caso Montecarlo.

L’altro giorno leggevo che la procura si era mossa per qualche inghippo illecito accaduto in Rai, appreso dalla stampa. Non ne ricordo lo specifico. Però mi sono chiesto perché la procura romana non sia intervenuta sulle raccomandazioni di Fini in Rai, anch’esse denunciate dalla stampa. Misteri d’Italia. Anzi, non sono misteri. Si sa che in Italia vige il doppiopesismo. È una specialità tutta nostra, che nessuno dei Paesi occidentali moderni desidera acquistare. Lette le reazioni sulle parole di Gasparri? Mentre su quelle di Franceschini…

Ma torniamo ai guai del leader dell’Udc.
Se Berlusconi sta cercando di portare a termine la legislatura, confidando di poter contare a breve su di una maggioranza più solida – e dubito che vi riesca -, Casini deve fare i conti con quel mondo cattolico che si dichiara fedele ai valori difesi dalla Chiesa, la quale in gran parte ha scelto lui, e non certo il Pd e la Rosy Bindi, per difenderli.
E allora?

Berlusconi, ove non riuscisse nel suo intento, ha già una soluzione pronta: quella di tornare alle urne. Al suo alleato, la Lega Nord, non parrebbe vero, e ne sarebbe felicissimo.
Ma Casini che soluzione può avere se decide di fare muro contro muro di fronte alle insistenti richieste della Chiesa? Non ne ha che una: perdere buona parte dei propri elettori vicini alla Chiesa. Non credo, peraltro, che anche molti dei suoi parlamentari gli resterebbero fedeli nel momento in cui si avvedessero della sua puntuta ostinazione.

La Chiesa gli chiede molto di più che di decidere di volta in volta sui singoli provvedimenti. La Chiesa gli chiede di assicurare al governo una maggioranza solida per  concludere la legislatura. Sebbene la Chiesa non apprezzi la vita privata del presidente del Consiglio, anzi la critichi apertamente, non trova niente di meglio, nello schieramento politico attuale, degli impegni e delle promesse di Berlusconi, impegni e promesse che non intende mettere a rischio.

La Chiesa, dunque, vorrebbe che Casini entrasse nella maggioranza. Come è noto, non sono tra quelli (e concordo con la Lega Nord) che vedrebbero di buon occhio l’ingresso di Casini nella maggioranza. Casini lo abbiamo già sperimentato: è un guastafeste. Pure lui ambisce a essere una primadonna come Fini. Bossi ha ricordato che con l’Udc nella maggioranza, il governo non riuscì a fare niente. Così sarebbe di nuovo.

E dunque? Casini deve stare fuori del governo, e da lì assicurare a Berlusconi di votare a favore di quei provvedimenti che non solo tornano utili alla Chiesa, ma che sono utili anche a salvaguardare la permanenza al governo dell’attuale maggioranza.

Qualunque mossa di Casini finalizzata a pregiudicare la governabilità, infatti, potrebbe trovare la Chiesa pronta a mollarlo. E se la Chiesa molla Casini, Casini perde buona parte del suo elettorato e dei suoi parlamentari.
Si troverebbe ridotto alla stregua dello spennacchiato Fini, il quale naturalmente sta già meditando insieme con l’opposizione la sua vendetta per ostacolare la governabilità. Pd e Fini sono ormai destinati ad incontrarsi.

Casini è d’accordo con Fini? Lo seguirà? Se sarà così, franerà come è franato Fini. Credo che Casini non abbia molte scelte, perciò. Dovrà stipulare un accordo con Berlusconi per un appoggio esterno benedetto dalla Chiesa.
Naturalmente ho parlato di Fini e di Casini non come componenti del Terzo Polo, che non esiste se non sulla carta. Il 22 dicembre, quando si dovrà votare la riforma dell’università tutti potranno vedere e constatare.

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Bart