Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Cassazione. Gli articoli dei prosseneti

11 Luglio 2013

Se avete voglia di farvi qualche (amara) risata, leggete oggi gli editoriali dei tre giornali che in qualche modo sono già pronti ad esultare allorché Silvio Berlusconi sarà cancellato dalla scena pubblica con una interdizione perpetua, verso la quale si sta andando con una velocità da record mondiale, tale da mortificare i famosi processi veloci delle più evolute magistrature occidentali.

Costoro recitano da tempo (da anni) lo stesso copione che qualcuno deve aver redatto per loro, affinché non si lascino sviare dalla ragione e dall’obiettività. Scrivono, con monotonia assordante e scandalosa, che non è assolutamente vero che a Silvio Berlusconi è riservato un trattamento speciale (si noti: i normali tre gradi di giudizio di solito richiedono circa 10 anni per arrivare a sentenza definitiva, per Berlusconi si sono consumati in appena 9 mesi). Dicono: Il percorso, anche se appare celere, è regolare e rispettoso della legge, al punto che per evitare la prescrizione i giudici non dormono la notte e lavorano anche nei giorni festivi pur di dimostrare che la giustizia è uguale per tutti.

Mi domando dove vivono, e se davvero si credono così abili da non lasciare dubbi sulla oggettività delle loro opinioni.
La persecuzione a carico di Berlusconi è talmente evidente, e verso la quale si amplia sempre di più l’area della presa di coscienza, che costoro riescono ormai a convincere solo gli sprovveduti più scellerati e gli antiberlusconiani con il paraocchi e i tappi nelle orecchie.

Mentre c’è bisogno di chiarezza e di trasparenza, le loro argomentazioni spargono fumo ai quattro punti cardinali, come un servizio dovuto al ricco crapulone del potere che gli consente  di ripulire il piatto dove ha mangiato.

Ho letto che un quotidiano di centro destra (forse “il Giornale”) avvierà un’inchiesta per esaminare i comportamenti tenuti dai magistrati, e in specie dalla cassazione, per i processi a rischio di prescrizione, sia a riguardo di quelli in corso, ma soprattutto con riferimento a quelli del passato.

Anche se l’inchiesta è in fase di avvio, sono già certo del risultato, che appare scontato. I tribunali e la cassazione raramente si sono preoccupati di accelerare i tempi in modo così violento onde evitare di incorrere nella prescrizione. E tutte le volte che è successo, nessuna punizione è scattata nei loro confronti, come ha voluto insinuare, per giustificarsi, il presidente di cassazione Santacroce.
È un’indagine encomiabile e spero che sia affrontata celermente e resa pubblica, così da mettere con le spalle al muro i prosseneti della stampa, che, quando occorre, hanno la memoria corta e la vista annebbiata.

Luca Fazzo ha cominciato stamani con un articolo sul “il Giornale” già sufficiente, pur essendo il primo di una serie,  a gettare un po’ di luce sulle menti ottenebrate. L’esame sulla pericolosa discrezionalità dei magistrati è rivolta al comportamento della giudice Alessandra Galli, colei che celermente, in pochissime settimane dalla sentenza di condanna di primo grado sui diritti Mediaset, è riuscita a partorire la sentenza di secondo grado, per arrivare alla quale normalmente trascorrono 4 o 5 anni.

Ebbene, Fazzo ha scoperto che un pericoloso stupratore, un dentista che ha abusato di sue clienti, è in libera circolazione pur essendo stato riconosciuto colpevole attraverso prove inequivocabili, giacché questa indefessa magistrata, a distanza di oltre un anno, non ha ancora avuto il tempo di redigere la sentenza di condanna. Scrive il giornalista: “La sentenza nei suoi confronti infatti non è ancora definitiva perché manca il giudizio di Cassazione. E il processo in Cassazione non si può tenere per il semplice motivo che le motivazioni della condanna emessa in appello non sono mai state depositate: né al momento della lettura della sentenza, né nei quindici giorni successivi, e neanche nei sessanta o novanta giorni che per il codice di procedura penale sono il limite di ritardo invalicabile. Il dentista è sempre a zonzo, anche se per la giustizia è colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio di un delitto terribile. Il giudice che deve scrivere le motivazioni della sua condanna è il relatore del suo processo, Alessandra Galli.”

Ai prosseneti vorrei domandare come si spiegano questa diversità di comportamento. Perché, nel caso dello stupratore (immagino assai più pericoloso di Berlusconi), Alessandra Galli sta di fatto bloccando il giudizio di cassazione, e quindi l’applicazione della giustizia nei confronti delle vittime, mentre è stata così celere nello scrivere la sentenza di condanna a carico di Silvio Berlusconi? Eppure il processo in appello dello stupratore precede di gran lunga quello di Berlusconi. Ma, nonostante ciò, il primo si è fermato, e il secondo ha battuto un record mondiale di velocità.

Non sembra ai prosseneti che Berlusconi abbia subito da Alessandra Galli un trattamento speciale?
Se essi continueranno a non vedere e a non capire, almeno si guardino in privato allo specchio di casa e si sputino in faccia. Perché il Padreterno riserverà anche a loro un trattamento speciale.


Letto 1354 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart