Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Ma ti sembra il caso? di Erri De Luca e Paolo Sassone-Corsi

11 Luglio 2013

Schermaglia tra un narratore e un biologo
Casa editrice Feltrinelli

di Francesco Improta

Non è la prima volta che Erri De Luca scrive un libro a quattro mani, basti ricordare i tre libri scritti con Don Gennaro Matino e quello con Nives Meroi, compagna di scalate e amante della montagna come lui; in questo caso, però, e mi riferisco al suo ultimo libro Ma ti sembra il caso? casa editrice Feltrinelli, si tratta di una corrispondenza epistolare, nutrita e nutriente, tra lo scrittore napoletano e un altro napoletano illustre, Paolo Sassone-Corsi, biologo di fama internazionale che da trent’anni vive in California, occupandosi di genetica e più in particolare dei geni clock che producono proteine all’interno delle cellule. Erri rispolverando un’annosa querelle tra poesia e scienza, o meglio tra cultura umanistica e scientifica, e ostentando, non senza un pizzico di civetteria, una certa incompetenza nel campo delle scienze, sottopone all’amico i suoi dubbi, le sue incertez ­ze, provocandolo o interrogandolo semplicemente, e nello scambio di opinioni che mirano a sgombrare il campo della discussione da luoghi comuni, equivoci, superstizioni o ingiustificate credenze il carteggio ami ­cale diventa occasione di una disamina approfondita e di una vera avven ­tura della mente e dello spirito. Entrambi sono convinti che la poesia e la scienza siano due modi diversi, ma complementari, di leggere ed interpre ­tare la natura di cui l’uomo è parte integrante e con cui vive in simbiosi, anche se nessuna delle due – scienza e poesia – è riuscita a risolvere il mistero del perché viviamo che da un lato ci spinge alla ricerca e alla spe ­rimentazione ma dall’altro è la causa della drammatica condizione umana. Prima, comunque, di approdare non senza sgomento alla conclusione che il senso della vita è il non senso del dover morire – Erri cita a tal proposito un verso eloquente del poeta russo Josif Brodskij “Al mondo non ci sono cause, esistono solo effetti” – vengono affrontati – ed in questo caso è Sassoni-Corsi a parlare – tanti problemi di genetica o meglio ancora di epi ­genetica: la plasticità del genoma, l’orologio circadiano, i ritmi biologici, le sollecitazioni ambientali, il Caso (rigorosamente con la lettera maiu ­scola) e la Necessità, titolo tra l’altro di un bellissimo libro di J. Monod, che affronta non solo il rapporto che esiste tra microcosmo cellulare e ma ­crocosmo galattico ma ribadisce l’insignificanza dell’uomo catapultato per caso nel teatro dell’universo.

Tra Erri e Paolo ci sono indubbiamente delle affinità (sono entrambi napoletani curiosi, nell’accezione più alta e più ampia del termine, alla ricerca della verità, di risposte più o meno soddisfacenti) ma esistono anche profonde differenze: Paolo è proiettato nell’avventuroso futuro e intento alle sue ricerche molecolari usa il mi ­croscopio chiuso nel suo laboratorio, confortato però dalla moglie Emi ­liana Borrelli, anche lei scienziata, con cui c’è un mutuo e fecondo scam ­bio di idee oltre che di affetti; Erri, invece, è single, vive in campagna con la sola compagnia dei libri o si arrampica sulle montagne, guarda al tempo già trascorso apprezzandolo a prescindere dal fatto che sia stato buono o cattivo (nel primo caso proprio perché buono nel secondo caso perché è già passato). In entrambi però c’è la spinta a inoltrarsi verso nuove mete mossi da incessante desiderio di conoscenza che non ammette soste com ­piaciute né tanto meno approdi definitivi. Del resto entrambi provengono da un Sud che traballa e frigge sopra una graticola di vulcani.

È una conversazione, quella tra i due famosi napoletani, che non stanca, pur affrontando temi e problemi decisamente impegnativi, e che strappa alla poesia, illuminando il carteggio, più di un brandello. Penso alla carambola di stelle oppure alla splendida definizione che Erri dà di loro due che si affannano dietro la conoscenza e che costituisce la chiusa più significativa di questa conversazione a distanza:

“Siamo due agrimensori e misuriamo a pollici un deserto, mendicanti che sanno tendere la mano e non si vergognano di chiedere.”


Letto 3761 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart