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C’è poco da sperare

10 Maggio 2012

È tornato (ma in realtà non se n’è mai andato) Gianni Letta a consigliare Silvio Berlusconi. Quando le disgrazie cominciano è molto difficile porvi riparo.

Gianni Letta è colui che ha ispirato le mosse sbagliate del Cavaliere sia nell’estate del 2010, quando Fini se ne andò, sia nel novembre scorso quando consigliò Berlusconi di esaudire Napolitano che non voleva il decreto a riguardo delle misure da adottare   secondo gli impegni dettati dall’Ue. Fu l’inizio del declino e l’altro giorno, con le amministrative, della disfatta.
Se tanto mi dà tanto, il ruolo di Gianni Letta non fa sperare nulla di buono.

Sembra che Berlusconi l’altro ieri sera fosse infuriato con il governo Monti, sia per l’impudenza che aveva avuto di addossare i suicidi che stanno diffondendosi in Italia all’operato del governo Berlusconi, sia perché le recenti elezioni hanno bocciato senza mezzi termini la politica bocconiana, dando a Berlusconi la colpa di tenere in vita uno schiacciasassi che stritolerà l’Italia senza che ciò porti alcun beneficio.

Invece, come si legge su “La Stampa”, Gianni Letta è riuscito a calmarlo e a convincerlo che il governo non si può mollare.
Ciò significherà la distruzione del Pdl, ma forse a Gianni Letta questo non interessa.

Chi mi legge sa che ho sempre imputato a Gianni Letta gli errori commessi dal Cavaliere, e mi sono domandato e mi domando ancora come mai egli non abbia mai tratto conclusioni logiche dalle sue disgrazie.
L’amicizia di Letta con Napolitano ha favorito Napolitano e non certo Berlusconi. Berlusconi se n’è mai reso conto?
Spero che si tolga il velo dagli occhi e le nebbie dalla mente.

Come scrive Feltri, è giunta l’ora di mollare Monti per il bene del Paese, costi quel che costi, perfino la probabilissima vittoria del Pd.

Anche Giuliano Ferrara è tornato ad essere il pompiere che abbiamo conosciuto nel 2010, quando, uscito Fini, sconsigliò il cavaliere ad andare ad elezioni anticipate. Come ormai anche i sassi sanno, questo fu – tra i tanti errori – quello più grave.
Oggi Ferrara auspica che nel 2013 si riformi la grande coalizione con Monti timoniere.
Che è una grande corbelleria. Poiché non sarà mai possibile, come dimostra l’esperienza Monti, fare alcunché quando a sostenere l’azione del governo ci sono partiti che hanno finalità contrapposte.

Si segua l’appello di Feltri, si stacchi la spina a Monti, prima che il disastro verso cui sta portando l’Italia diventi irreversibile.
Filippo Facci ieri ha scritto di sentirsi un po’ grillino.

Beh, anch’io me lo sento. Per la rabbia di non trovare un solo partito che faccia l’interesse del Paese, piuttosto che i propri.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart