Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Che cosa non mi convince dello scoop del Fatto Quotidiano sull’età di Ruby

10 Marzo 2011

Oggi sul Fatto Quotidiano ci sono due articoli che si occupano di Ruby, la bella marocchina che assicura di non essere andata a letto con il premier e che invece i pm di Milano sostengono che ci è andata, come se avessero la foto del rapporto sessuale consumatosi nella camera di Silvio Berlusconi. Foto che sembra non esistere e che gli stessi inquirenti hanno ripetutamente negato che esistesse.

Dunque abbiamo la vittima che sostiene di non essere tale, e i pm che insistono che è una vittima. Una giustizia quantomeno strana, questa che vige da noi, stirpe che il diritto lo ha fondato qualche millennio fa e che è stato copiato un po’ da tutto il mondo.
Chi poteva immaginare che scendessimo così tanto di livello da subire un giorno sì e un giorno no le reprimende della commissione di giustizia europea per la nostra malagiustizia?

L’articolo del Fatto Quotidiano porta il titolo “Chi li ha mandati?” ed è firmato nientemeno che da tre autori: Lorenzo Galeazzi, Vittorio Malagutti e Massimo Paradiso.
Nonostante la bellezza di ben tre firme, come se esse volessero autenticare solennemente quanto scrivono, a me qualche dubbio resta.

Si racconta nell’articolo che la dirigente dell’ufficio anagrafe del piccolo paese marocchino dove Ruby è nata, ha rivelato di essere stata avvicinata da due misteriosi emissari italiani i quali le hanno offerto molto denaro affinché arretrasse di un anno la data di nascita della connazionale, portandola dal 1 novembre 1992 al 1 novembre 1991 (o addirittura 1990). In tal modo, Ruby, negli incontri avuti con Berlusconi, sarebbe stata non minorenne ma maggiorenne. Con ciò, sarebbe caduta l’incriminazione a carico del premier di sfruttamento della minorenne a fini sessuali.

Non so se nel maggio 2010 Ruby fosse minorenne o maggiorenne, e per la verità poco mi interessa, poiché, affinché un processo abbia senso, occorre che da una parte ci sia un colpevole e dall’altra una vittima. E Ruby, a meno che non cambi versione all’ultimo momento (lo ha già fatto molte volte su tanti punti di questa storia), dichiara di non essere una vittima.

Inoltre, se ci fosse stato il rapporto sessuale, non credo che si possa identificare Ruby come una vittima della prostituzione minorile, visto che anche nel suo passato di minorenne reputo che si sia trovata altre volte nella medesima situazione. La legge tutela una minorenne che sia stata oggetto di un qualche abuso sessuale da parte di una persona adulta. E non si può dire che questo abuso sia intervenuto nei rapporti tra Ruby e il presidente del Consiglio.

In ogni caso la vicenda Ruby è diventata il grimaldello più importante tra i tanti che sono stati usati sino ad oggi per incastrare Berlusconi e magari mettergli le manette.
Per questo occorre stare attenti a tutto ciò che si muove intorno a questo caso.

Nell’articolo, ad esempio, del Fatto Quotidiano viene riferito quanto segue:

“A metà feb ­braio, tramite un parente, Fati ­ma ha contattato il Fatto Quotidia ­no. Due settimane di verifiche. Poi il viaggio sul posto, in Ma ­rocco, per raccogliere la sua te ­stimonianza e nuovi elementi utili a chiarire la vicenda.”

Lo stesso quotidiano ricorda il titolo del Giornale del 3 marzo: “Il premier cala l’asso: Ruby era maggiorenne”.
Ebbene da queste notizie emergono alcuni dubbi e anche contraddizioni.

Il Fatto dice di essere stato contatto da Fatima (nome fittizio per rispettare la privacy della confidente) a metà febbraio e di aver speso ben due settimane per fare delle verifiche.

Su una notizia bomba di questo tipo, mi permetto di dubitare che il Fatto abbia lasciato scorrere due settimane. Se fossi stato io il direttore Padellaro avrei preso in tutta fretta un aereo e sarei andato direttamente all’ufficio anagrafe del paesetto marocchino e chiesto della dirigente che aveva telefonato.

Vogliamo mettere due giorni di tempo per diffondere la notizia, dopo aver consultato la detta anagrafe e raccolto la confidenza della dirigente circa le pressioni ricevute?
Secondo me, il Fatto era in condizioni di rendere pubblica una tale pressione presso la dirigente marocchina (uno scoop notevole se fatto a tamburo battente) già nei primi giorni della seconda metà di febbraio. Sul perché ciò non sia accaduto non credo valga la giustificazione che sono occorse ben due settimane per verifiche e compagnia bella.

Inoltre, sempre su questo punto va precisato che non è stato il Fatto a muoversi per primo (ad esempio: per avviare un’indagine sulla vera età di Ruby, visto che sul problema già era emerso qualcosa nel passato: su un documento stava scritto che Ruby era nata nel 1991), ma si è mossa per prima la dirigente marocchina.
Dunque, sorge spontaneo l’interrogativo grande come una casa: Perché la dirigente ha cercato il Fatto Quotidiano?

L’altro dubbio riguarda la notizia apparsa sul Giornale. Se i due emissari fallirono l’impresa, perché il quotidiano di Sallusti il 3 marzo, ossia a distanza di quasi un mese dal fallimento, scrive che Berlusconi sa che Ruby nel maggio 2010 era maggiorenne?

Evidentemente c’è un forte contrasto tra la notizia del fallimento dell’impresa, avvenuto il 7 febbraio, come dichiarato da Fatima (“La mattina del 7 febbraio mi hanno chiamata fuori dal mio ufficio”) e invece la dichiarazione trionfalistica apparsa sul Giornale, che parrebbe essere distinta da quella missione. Infatti, è mai possibile che Berlusconi a quasi un mese di distanza non sapesse (posto, come si lascia supporre, che sia lui il mandante) del fallimento di essa?  Ossia non sapesse che dall’anagrafe risulta che Ruby è nata nel 1990?

Insomma, le due notizie si inseriscono ancora una volta in una strategia dai contorni assai nebulosi.
Tutto ciò consiglia molta vigilanza e molta prudenza.

Articoli correlati

“Riforma della giustizia, sì dal governo. Il premier: «In aula avrò soddisfazione »”. Qui.

“Anm: “Riforma punitiva nei confronti dei giudici”. Qui.

“Lerner difende Bocchino poi attacca Dagospia Ma chi manovra chi?” di Andrea Indini. Qui.

Sullo scoop del fatto Quotidiano. Qui.

“Marocco, «offerti soldi per cambiare la data di nascita di Ruby »”. Qui.


Letto 1478 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart