di Marco Tarquinio
(da “l’Occidentale” dell’8 dicembre 2011)
C’è un fantasma che s’aggira per l’Italia. Il fantasma dell’Ici “non pagata” dalla Chiesa cattolica sulle attività a fini di lucro che si svolgono all’ombra dei campanili. Il fanta sma che sarebbe figlio di un’ingiusta esenzione di legge.
I fantasmi non esistono, e questo in particola re è una pura invenzione. Nessuna legge sta bilisce un simile «privilegio ». Le attività com merciali svolte da enti e realtà riconducibili al la Chiesa sono tenute a pagare l’Ici sugli im mobili che le ospitano e tutte le altre imposte previste esattamente come ogni attività com merciale.
Gli immobili di proprietà di enti re ligiosi dati in affitto sono assoggettati all’Ici e alle altre forme di tassazione come qualunque altro immobile dato in affitto. L’abbiamo scrit to un’infinità di volte, e un’infinità di volte l’ab biamo dimostrato con le nostre inchieste gior nalistiche: citando la norma, illustrando casi, fornendo dati, pubblicando i bollettini dei pa gamenti di presunti evasori indicati (con cla more e nessuna verifica) su altri mass media…
Un’infinità di volte abbiamo spiegato che se qualcuno cercasse di non pagare il dovuto su attività a fini di lucro riconducibili alla Chiesa, violerebbe la legge e meriterebbe di esser san zionato: i Comuni hanno i mezzi per farlo.
Un’infinità di volte abbiamo chiarito che le e senzioni previste per le attività solidali e cultu rali svolte senza l’obiettivo di guadagnarci ri guardano non solo la Chiesa cattolica, ma o gni altra religione che abbia intese con lo Sta to italiano e ogni altra attività non profit di qua lunque ispirazione, laica o religiosa.
Chi dice il contrario mente sapendo di menti re. E chi riaccende ciclicamente la campagna di mistificazione sull’«Ici non pagata » non lo fa per caso, ma perché intende creare confusio ne e, nella confusione, colpire e sfregiare un doppio bersaglio: la Chiesa e l’intero mondo del non profit. Non sopportano l’idea che ci sia un «altro modo » di usare strumenti e beni.
Vor rebbero riuscire a tassare anche la solidarietà, facendo passare l’idea che sia un business, un losco affare, una vergogna. E vogliono farlo nel momento in cui la crisi fa più male ai poveri, ai deboli, agli emarginati, alle persone comun que in difficoltà. Sono militanti del Partito ra dicale e politicanti male ispirati e peggio in tenzionati. Battono e ribattono sullo stesso fal so tasto, convinti che così una menzogna di venti verità. E purtroppo trovano anche eco. Ma una menzogna è solo una menzogna. È questa la “vergogna dell’Ici”.
Tratto da Avvenire