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Chiariamo al Pdl un equivoco

8 Dicembre 2011

Nel Pdl ci sono due anime, una che reclama mutamenti alla manovra economica tali che non colpiscano ad esempio la prima casa, l’altra che si nasconde dietro l’atteggiamento ipocrita che la situazione è delicata e pertanto la manovra va approvata, anche se non è la manovra del Pdl.

Chi appartiene a questa seconda anima è di sicuro tra quelli che hanno fatto la rovina del Pdl e di Berlusconi.
Perché una cosa deve essere chiara: se la manovra è stata congegnata dal governo Monti, essa apparterrà, senza alcuna giustificazione, a tutti i partiti che l’avranno approvata.
Il cittadino non è disposto ad accettare cavilli di questo tipo, odiosi e vili.
La politica deve liberarsi da individui di questa fatta, e devo registrare positivamente che la spaventosa crisi che ci ha coinvolto ha aiutato tanti elettori, almeno del centrodestra, a conoscere e a distinguere tra parlamentare e parlamentare.

Mi par di capire che tra gli ostinati ad esigere modifiche in senso più equo, ci siano soprattutto esponenti dell’ex An, tra i quali Matteoli.
Costoro mi piacciono. È così che si deve fare. Non si può rinunciare a certi principi solo perché qualcuno grida al lupo al lupo.
L’esenzione dell’Ici sulla prima casa fu una importante bandiera del Pdl, e non è accettabile che vi rinunci. Nemmeno ci si sta accorgendo che questa bandiera la vanno raccogliendo i partiti che prima erano all’opposizione, tra cui lo stesso Pd.

Un Pdl che cala le braghe ogni volta che c’è da fare una battaglia, è un partito che non ci serve, perlomeno non serve a certi elettori, come me.
Già ho mal digerito che Berlusconi si sia fatto mettere nel sacco da Napolitano quando la partita volgeva tutto a suo favore ed egli, il 2 novembre, avrebbe potuto emanare quel decreto legge che avrebbe avuto gli stessi effetti sul mercato di quello di Monti, con il vantaggio che non ammorbava di tasse (si pensi a quella sulla benzina) la nostra economia. Cosa che ne appesantisce la fase recessiva, come ormai tutti riconoscono.

Monti non ha fatto altro che propinarci la solita politicaccia dei due tempi.
Il primo è tutto a carico dei cittadini, ormai stremati e senza più un centesimo in tasca (salvo coloro che vanno alla prima della Scala. Vergogna!); il secondo è rimesso nelle mani della provvidenza.

Mettiamoci in testa che, salvo un miracoloso cambiamento di rotta, il governo Monti non sta innovando in niente.
Somiglia ai tanti governi che ci hanno messo le mani in tasca, e per indorarci la pillola ci hanno promesso un Godot che non è mai giunto e non giungerà mai.

www.i-miei-libri.it

Altri articoli

“Il Pd non ci azzecca più con Di Pietro” di Emanuele Macaluso. Qui.

“Chi parla di “vergogna dell’Ici” dimostra solo di essere in malafede” di Marco Tarquinio. Qui.

“Il nodo da tagliare” di Antonio Polito. Qui.


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Bart