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Comincerà il tanto atteso percorso di cambiamento?

29 Ottobre 2013

Credo di sì. A partire dal pomeriggio di oggi quando si deciderà se andare al senato con il voto palese o segreto per decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi.
Ilvo Diamanti firma, su la Repubblica, un bell’articolo, che conclude così:

“Prepariamoci. Dopo il prossimo 8 dicembre nulla resterà come prima.”

Non vi è dubbio che la vera novità di un percorso che non solo si annuncia interessante, ma anche di salutare svolta di una politica arrivata alla completa paralisi a causa della prevalenza dell’odio piuttosto che del confronto tra i due maggiori partiti, è rappresentata dalla figura di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze lo si dava solo qualche mese fa come un protagonista di bell’aspetto, dalla chiacchiera facile, ma di poca sostanza. Si pensi che ancora oggi Massimo D’Alema ci ha scherzato sopra, dicendo che come la bella Virna Lisi allorché furoreggiava al cinema e in tv con il suo smagliante sorriso, Renzi con quella bocca può dire ciò che vuole, il cui senso è un bel masso posto innanzi al cammino di colui che ormai è accredito come il prossimo giovane segretario del Pd.

Della sua leadership resta tuttavia l’ambiguità di quell’accozzaglia di vecchi marpioni che sono subito saliti sul suo carro e che Matteo, contrariamente a quanto si pensasse, ha accolto senza battere ciglio.
Quanto costoro possano rappresentare una catena ai suoi propositi di cambiamento, lo vedremo subito quando Renzi muoverà i primi passi.

Tuttavia, a prescindere dall’esito finale di questa nuova leadership, nella storia dell’ex Pci non si è mai avuta una novità di così vasta portata come quella rappresentata dal sindaco di Firenze.
Qualcuno lo ha soprannominato il Berluschino per lasciare intendere, criticamente, che la sua politica ha molti punti in comune con quella dell’ex presidente del consiglio.

Per quanto mi riguarda si tratta invece di un aspetto molto positivo, poiché i cambiamenti che promette, tra cui la riforma della giustizia con la divisione delle carriere tra giudici e pm, possono trovare più facilmente un’intesa con il centrodestra e perciò diventare finalmente realtà, dopo anni e anni di promesse e di chiacchiere.

Ilvo Diamanti fa solo l’errore di considerare il Berlusconi acciaccato di oggi, come un uomo messosi all’inseguimento di Matteo Renzi, il Berluschino.
Non è così. Matteo Renzi resterà – e positivamente – una creatura della novità liberale portata in politica da Silvio Berlusconi.
Anche il giovane Renzi ha captato oggi ciò che Berlusconi captò nel 1994, ossia il meno statalismo nella economia del Paese, il meno tasse, la riforma dello Stato e della giustizia.

Ovviamente, egli cercherà di realizzare questi obiettivi con strumenti propri e con strategie tutte sue: ciò che è giusto che sia. E proprio per questo determinante sarà l’appoggio che l’attuale Pd darà alla sua azione.
Potrebbe succedere che Renzi porti a segno le riforme per le quali Berlusconi ha inutilmente combattuto e sacrificato la sua immagine. Ossia che una sinistra guidata dall’ex rottamatore riformi finalmente lo Stato e lo restituisca, gradualmente guarito, al consesso delle grandi democrazie occidentali.

E allora? Per gli italiani andrà bene ugualmente. O venga da sinistra o venga da destra, chi riuscirà a guarire questo Stato malato non potrà che ottenere la stima e il ringraziamento di tutti i cittadini, a qualunque colore appartengano.
Ma non si dovrà mai dimenticare che la strada del cambiamento fu aperta tanti anni fa da un uomo che ha patito per questo suo coraggio e che ancora oggi, umiliato e ferito, ha intatta la volontà di perseguirlo.

L’8 dicembre, per una coincidenza (voluta?), a vincere la battaglia intrapresa da entrambi nei loro schieramenti saranno due uomini che si somigliano a tal punto che si potrebbe sostenere con ottime ragioni che il vero erede di Berlusconi è colui che a dicembre prenderà la guida del Pd.
Sono sicuro che a quel punto l’odio scomparirà dalla scena politica di casa nostra, e si aprirà la tanto attesa fase del confronto che, vista la somiglianza degli obiettivi, farà sperare tutti noi che l’inizio di una nuova Italia sia finalmente cominciato.

I miei lettori ricorderanno quante volte ha messo in campo il potere vindice della Nemesi.
Non ci vedete anche in questa fase così sorprendente e inattesa la sua mano?


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Bart