L’avete mai visto uno che per difendere l’amico accusa l’avversario di aver fatto le stesse cose?
Se non l’avete ancora incontrato, ve lo presento io: si chiama Giuseppe D’Avanzo e scrive (e ti pareva) su la Repubblica. Stamani mi sono sbellicato dalle risate, perché dice cose scontate sul fatto che le imprese di Berlusconi, non solo le sue (non lo sa, D’Avanzo?), ma un po’ tutte le imprese italiane e mondiali, hanno costituito nei paradisi fiscali società off-shore.
D’Avanzo si dimentica che Berlusconi non segue più direttamente le sue aziende, e inoltre si dimentica che Berlusconi non ha mai dato lezioni a nessuno sulla moralità, sulla legalità e sulla trasparenza, sapendo evidentemente che non può essere lui a scagliare la prima pietra. Gli italiani conoscono il suo passato e, ciò nonostante, lo hanno votato, in qualche modo considerando secondari i suoi peccati rispetto ai suoi meriti.
Per Fini, il discorso cambia radicalmente, egli si è messo a fare prediche da moralista, quando non aveva – e lo sapeva – le carte in regola. È per questo che Feltri, come con Boffo, si è piccato e ha voluto andare a vedere le carte. E che carte! Fini ne ha combinate di tutti i colori e, ciò che è grave, nasconde la verità agli italiani.
Inoltre egli ha trattato con società off-shore situate in paradisi fiscali messi all’indice dall’Ocse. Vorrà pur dire qualcosa a carico del presidente della Camera?
Si può avere sul più alto scranno di Montecitorio uno che risulta un ostinato mentitore? È di stamani la foto pubblicata da il Giornale in cui è mostrata la famosa cucina Scavolini ben piazzata nella casa di Montecarlo. Ed è di stamani l’approfondimento di Gian Marco Chiocci sulla contraddizione contenuta nel videomessaggio circa i lavori pagati da Giancarlo Tulliani, ma fatturati a carico della Timara Ltd. Per non parlare delle e-mail che portano a Giancarlo Tulliani.
Eppure, nonostante le bugie, Fini è ancora al suo posto. Ci fa sapere nel videomessaggio di avere la coscienza a posto. Di che tipo di coscienza parla non lo ha detto, però. Credo che prima o poi avremo anche le foto delle sue visite a Montecarlo durante i lavori di ristrutturazione, visite che egli nega di avere effettuato, smentito in questo da alcuni testimoni monegaschi.
Povero D’Avanzo! Il suo odio per Berlusconi lo acceca e fa il paio, se non lo supera addirittura, con quello di Travaglio. Cosa succederà a D’Avanzo quando Fini si dimetterà, e il cumulo delle prove contro di lui sarà diventate una montagna? Un travaso di bile? Un ricovero urgente per perdita di senno?
Oggi anche Farefuturo consiglia a Fini di lasciare lo scranno di Montecitorio. La giustificazione è che in questo modo può dedicarsi meglio e con più vigore alla politica. Ci va bene pure questa giustificazione. Non vogliamo infierire più di tanto, anche se sappiamo bene che lo scranno di Montecitorio, se non fosse per la sfacciata ostinazione di Fini, avrebbe dovuto essere abbandonato da tempo, e proprio per le losche vicende legate alla casa di Montecarlo, e per gli intrallazzi compiuti in Rai.
Suggerisco a Fini di approfittare dell’assist di Farefuturo e di dimettersi subito, prima di cadere nell’abisso.
Articoli correlati
Saviano difende Fini. Qui.
Casa di Montecarlo ed altro. Rassegna stampa del 28 settembre 2010. Qui.
“CHI HA FIRMATO, nel 2004, la licenza per l’Atlantis di Corallo”. Qui.
“Fiducia, Berlusconi: “Serve chiarezza” “Una scelta positiva”. Finiani verso il sì”. Qui.