Dopo Khol anche Fischer bacchetta la Merkel

Sono passati alcuni mesi da quando il grande statista Helmut Khol criticò la sua pupilla Angela Merkel, avvertendola che la sua ostinata resistenza avrebbe portato al crollo dell’Ue e alla fine di un sogno. Ma la Merkelha proseguito nella sua intransigenza come uno schiacciasassi ed oggi alla voce di Khol si aggiunge quella dell’ex ministro degli esteri tedesco e vice-cancelliere al tempo del governo di Gerhard Schröder Joschka Fischer. Le sue parole sono come pietre aguzze scagliate contro la cancelliera e mi ha fatto piacere che egli abbia portato nella sua riflessione quanto anch’io vado sostenendo, ossia:

«Per due volte, nel XX secolo, la Germania con mezzi militari ha distrutto se stessa e l’ordine europeo. Poi ha convinto l’Occidente di averne tratto le giuste lezioni: solo abbracciando pienamente l’integrazione d’Europa, abbiamo conquistato il consenso alla nostra riunificazione. Sarebbe una tragica ironia sela Germaniaunita, con mezzi pacifici e le migliori intenzioni, causasse la distruzione dell’ordine europeo una terza volta. Eppure il rischio è proprio questo »

Dunque, l’ostinazione della cancelliera Merkel rischia di richiamare alla mente nientepopodimenoche gli errori tedeschi delle due guerre mondiali e in particolare della Seconda guerra mondiale. Le qualità incontrovertibili della Germania quando sono messe al servizio di un’idea di egoismo e di onnipotenza, che non ha mai lasciato quel Paese, costituiscono anche il suo tallone d’Achille. Il passo in più che trasforma la saggezza in follia.

Ora, i richiami alla Merkel da parte di suoi autorevoli connazionali si sono fatti estremamente chiari (per non parlare di quelli dell’aria socialdemocratica), e meraviglia che di fronte alle tragiche previsioni che disegnano per la Germania un futuro assai pericoloso, ossia il suo sicuro declino strettamente legato al crollo dell’Ue, la Merkel non mostri nemmeno i minimi segni di un ripensamento.

Aiutare l’Europa a salvarsi è al tempo stesso aiutare la Germania a mantenere la sua prosperità.   Investire in Europa accettando, ad esempio con gli eurobond, la unificazione dei debiti sovrani, è nell’interesse del popolo tedesco. Questo investimento (accollarsi una parte del debito altrui aiutando a pagarlo) è in tutto simile a quello di un’impresa che immetta capitale fresco sapendo che per i primi anni esso non produrrà frutto, ma solo perdita. Questa perdita però è necessaria e funzionale per produrre guadagno e salvezza per il futuro.

Ho scritto altre volte (e non si tratta di un ricatto alla Germania) che essa ha prodotto con il Terzo Reich danni immensi all’umanità e in particolare all’Europa. Danni irrisarcibili.
Sarebbe tempo che se ne ricordasse oggi, quando l’Europa ha bisogno del suo aiuto.

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Commenti

3 risposte a “Dopo Khol anche Fischer bacchetta la Merkel”

  1. Avatar Giampietro
    Giampietro

    Come sempre ottimi articoli, in riguardo alla Merkel purtoppo e’ tosta quello che basta, ma ovviamente prosimamente con  la sua tastardagine si trovera’ isolata e dovra’ cedere, l’unico suo fedele servitore Mario Monti incomincera’ a prendere le distanze e la signora entrera’ nell’ordine delle idee di tutti gli altri componenti della unione europea.

  2. Lo spero, Giampietro. Sarebbe un risultato storico per l’Europa.

  3. Egr. Giampietro, lei sottovaluta la testardaggine tedesca. La Merkel, con la Grecia, si è comportata in questo modo: in un palazzo di otto piani scoppia un incendio in un appartamento al primo piano provocato dalla incuria dei proprietari che sono partiti per le vacanze lasciando una pentola sul fuoco. Cosa farebbero delle persone di normale buon senso? Chiamerebbero i pompieri per spegnere subito l’incendio che altrimenti si propagherebbe in tutto il palazzo. La Merkel, invece, come il caso della Grecia ha dimostrato, ha fatto il seguente ragionamento: lasciamo che l’appartamento vada completamente distrutto dal fuoco così i proprietari verranno puniti per la loro stupidità. Così facendo però sta mandando a fuoco tutto il palazzo.