Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Due articoli

17 Maggio 2012

Offerta di poltrone elettorali all’Aquila
di Mario Sechi
(da “Il Tempo”, 17 maggio 2012)

Una citt√† devastata dal terremoto, dal lutto, da una ricostruzione difficile, da una corruzione che emerge tra mattoni vecchi e nuovi, da una crisi che si accanisce contro la rinascita, meriterebbe una politica dal volto umano, un impegno diverso dei partiti, una trasparenza non solo dichiarata ma praticata. E invece no. All’Aquila sembra che neanche questo elementare impegno sia possibile. A tre giorni dal ballottaggio per eleggere il sindaco della citt√†, emerge un carteggio davvero istruttivo tra i partiti. I protagonisti sono il Pd e Futuro e Libert√† i quali in campagna elettorale sbandierano ¬ęalti ideali ¬Ľ, propositi di rinascita, ricostruzione, rilancio morale e via discorrendo. Poi si spengono i microfoni e torna la realt√†. Quella delle poltrone e dei posti di comando barattati per l’appoggio al secondo turno, con tanto di scambio di lettere, protocolli d’intesa e manuale Cencelli. I pi√Ļ cinici diranno che si usa cos√¨, ma vedere in un luogo simbolico come L’Aquila esponenti del Partito Democratico offrire posti per avere voti, francamente, √® troppo anche per uno allenato a vederne di ogni colore. I duri e puri di Futuro e Libert√† trattavano il loro gruzzolo di consensi in cambio dei seguenti incarichi: un assessore, la presidenza di una municipalizzata, un consigliere d’amministrazione nella Asm, la presidenza di una commissione consiliare, la presidenza del collegio dei revisori dell’Ama, un posto nel collegio dei revisori del Comune, un consigliere d’amministrazione nella Gran Sasso Acque, un membro nel consorzio dei Beni Culturali, un pacchetto di consulenze e contratti part-time. Tutto ci√≤ conferma che il Paese ha bisogno di un nuovo inizio. Finch√© i partiti non la smetteranno di occupare e lottizzare ci√≤ che va assegnato per merito e non per cooptazione di regime, l’Italia non far√† alcun passo in avanti. Il candidato sindaco Cialente dir√† che quell’accordo non si √® realizzato materialmente, √® saltato. Solo formalmente – per l’opposizione di altre liste – visto che dai carteggi emerge un impegno a dare contropartita in nomine in cambio di appoggio elettorale sottobanco da parte di Fli. Non siamo di fronte a un fatto di provincia, ma alla metafora dell’Italia. Un suk politico che suscita una profonda rabbia e tristezza. Nella citt√† dove la ricostruzione post-terremoto ha visto gli sciacalli in azione, si consumano commerci politici da basso impero e i partiti continuano a fare e disfare come in questi mesi nulla fosse successo e tutto va bene madama la marchesa. S√¨, L’Aquila √® ferita, ma gli avvoltoi volano ancora in alto.


Per aiutare le riforme meglio un messaggio alle Camere che non a Monti
di Paolo Cirino Pomicino
(dal ‚Äúil Foglio‚ÄĚ, 17 maggio 2012)

Nei momenti difficili per un paese la prima cosa da fare √® non perdere la calma e la seconda √® di non stravolgere, nei fatti, il nostro ordinamento costituzio ¬≠nale con poteri sostitutivi impropri. E’ la prima considerazione che ci viene in mente dopo la notizia dell’incontro al Quirinale tra il nostro amato presidente, Giorgio Napolitano, e il premier Mario Monti. Argomento della riunione sono state le riforme costituzionali tra cui quella del cosiddetto bicameralismo per ¬≠fetto (peraltro presente in molti paesi tra cui l’America), dei poteri del primo mini ¬≠stro, della sfiducia costruttiva e della ri ¬≠duzione del numero dei parlamentari. Su molti di questi argomenti c’√® un’ampia convergenza ma questa volta non si trat ¬≠ta di discutere dei contenuti. Il tema che vogliamo porre √® quello di iniziative im ¬≠proprie, almeno nella forma. Non ce ne voglia il presidente Napolitano, peraltro ricco di tanti meriti, se sottolineamo che questi argomenti non vanno discussi con il governo, e in particolare con questo ti ¬≠po di governo, figlio dell’emergenza eco ¬≠nomica e della crisi della politica e com ¬≠posto esclusivamente da tecnici fuori dalle forze politiche presenti in Parlamen ¬≠to. Sia chiaro, il presidente Napolitano ha tutti i motivi per preoccuparsi (anche noi, pi√Ļ modestamente, lo siamo) mala Costituzionegli offre uno strumento auto ¬≠revole e diverso dagli incontri con il pre ¬≠sidente del Consiglio, quello di un mes ¬≠saggio alle Camere. L’interlocutore unico di quelle riforme, infatti, √® il Parlamen ¬≠to della Repubblica in particolare, lo ri ¬≠petiamo, quando alla guida del paese c’√® un governo come quello di Mario Monti. E’ vero che dal1992 inpoi (da Oscar Lui ¬≠gi Scalfaro) l’Italia ha assistito a un ruo ¬≠lo del presidente della Repubblica “bor ¬≠derline” rispetto al dettato costituzionale ma se alla drammatica crisi della politica e alla sua crescente inadeguatezza ag ¬≠giungiamo anche lo stravolgimento dei ruoli istituzionali non faremo una cosa saggia. Sappiamo bene che le motivazio ¬≠ni del nostro presidente Napolitano sono alte e nobili, ma la saggezza popolare ci insegna che la strada dell’inferno √® tutta lastricata di buone intenzioni. Se il ricor ¬≠do non ci tradisce, sinora, il presidente Napolitano non ha mai usato lo strumento del messaggio alle Camere che, al con ¬≠trario, mai come in questi momenti sa ¬≠rebbe una cosa utile. Avr√† avuto certa ¬≠mente le sue ragioni, ma in alternativa poteva chiamare i presidenti delle Came ¬≠re per essere informato sulle difficolt√† che incontra il cammino delle riforme co ¬≠stituzionali e, tramite loro, inviare una sollecitazione ai gruppi parlamentari. Se sottolineamo quella che a noi sembra, sul terreno della forma, una impropria inter ¬≠ferenza √® perch√© nel paese circola un vento gelido sulla tenuta democratica nel paese che nasce da una brutta sensazio ¬≠ne di massa e cio√® l’inutilit√† del Parla ¬≠mento. Se anche il presidente della Re ¬≠pubblica lo supera e lo ignora, involonta ¬≠riamente finisce per mettere un sigillo autorevole sull’antiparlamentarismo di massa. Conosciamo Napolitano e sappia ¬≠mo anche che questa √® l’ultima cosa che pensa ma se ci riflette un po’ vedr√† che anche le nostre preoccupazioni sono al ¬≠trettanto giuste in una stagione in cui nuovi autoritarismi, silenti e sofisticati, soffiano in Europa attraverso mille stra ¬≠de diverse, non ultima quella del capita ¬≠lismo finanziario.


Letto 1110 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart