Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Il cassetto

17 Maggio 2012

di Mariapia Frigerio

Giulietta è al balcone. Non a quello di Verona. A quello della sua camera, nella casa dove tra breve si trasferirà.
Di fronte c’è la finestra della caserma dei pompieri. Ciò che vede è meno romantico di quello che vedeva la sua omonima Capuleti. Più utile, però.
Giulietta ha pulito. Sistemato. Vuole che tutto sia in ordine per quando ci andrà a vivere con i suoi figli.
Giulietta, appoggiata alla ringhiera del balcone, pensa ai suoi bambini. Con amore.
Poi pensa a sé bambina. Con nostalgia.
Il pensiero della sua infanzia è il pensiero di un cassetto.
Il terzo cassetto sopra gli sportelli nel mobile della cucina di sua nonna.
Un cassetto delle meraviglie, quello a cui ripensa Giulietta.
Crema Manila per le mani, scatola Caffarel di latta prugna con elastici, tappi di sughero, tappi di plastica, caramelle sparse, Morositas  e Alpen Liebe anni ’80, oggetti da cucina, fogli pubblicitari, un bracciale in argento liscio, un bracciale a catena con ciondolo apribile a palla (aperto e richiuso un milione di volte), un piccolo papa Giovanni in cornice bianca e oro, l’acqua santa nella Madonna di Lourdes con tappo a corona.
Tutto stipato in quel cassetto non troppo grande. Il terzo cassetto.
Giulietta pensa a una canzone. Il mare in un cassetto.
Ma il suo non era il mare. Era un mondo. Il mondo in un cassetto.
Il mondo di sua nonna.
Pensa a quel cassetto. E si sente invadere dalla commozione.

Giulietta pensa ai suoi figli. Sa che anche loro hanno un cassetto dalla nonna. Dalla loro di nonna. Un cassetto di rame grande. Un cassetto per la cenere.
Ma la cenere non c’è mai stata. Perché non c’è mai stato il fuoco né la brace.
Ci sono, invece, bustine di zafferano, di curry, tappi colorati, piccoli animali di ceramica, libretti d’istruzione per elettrodomestici, spago per arrosto, strani ombrellini di retina coprivivande. Pieni di polvere. La passione dei suoi bambini.

Giulietta pensa alla magia dei cassetti.
Pensa che i suoi figli sono fortunati. Fortunati come lei.
Pensa che per crescere bene tutti i bambini dovrebbero avere un cassetto. Un cassetto pieno di mistero nella casa di una nonna.
Giulietta ha male alle braccia. Alla schiena. Ha fregato troppo per ripulire lo sporco lasciato dagli operai.
Ma il pensiero del cassetto l’allieta. La culla. La fa tornare bambina.

Giulietta si accende una sigaretta per assaporare meglio la tenerezza dei suoi pensieri. L’affetto per la sua nonna. Il bene per i suoi bambini.
Un vento leggero le porta la cenere nella stanza. Sposta piccoli frammenti di brace.

«Oddio » pensa «se il parquet prende fuoco! ».
Poi torna con lo sguardo alla finestra di fronte – la finestra dei pompieri – e sorride. Tranquilla.


Letto 1594 volte.


1 commento

  1. Commento by claudio grosset — 20 Luglio 2012 @ 14:34

    In questo breve racconto c’è tutto ciò che i nostri tempi vorrebbero riuscendoci quasi sempre, cancellare: sostare indolenti, inconcludenti su pensieri e ricordi “…con nostalgia”, “amore… meraviglie… commozione… passione… magia… mistero…”.

    E c’è anche l’illusione adolescenziale, che da adulti si trasformerà in una cosciente utopia, del sogno, del mare, del mondo ‘in un cassetto’, immaginando di poter racchiudere, conservare cose utili, indispensabili ed esaustive di ogni nostra necessità, in uno ristretto angolo spazio, quasi segreto ed a noi soli accessibile. Come forse, ‘il cielo in una stanza’ di Gino Paolo. L’importante, anche per poco, è crederci!

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart