Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

E la nave va

9 Agosto 2011

Io credo allo stellone di Berlusconi. Un uomo – come si diceva una volta – nato con la camicia.

Ne ha passate di tutte. Un uomo che fosse inciampato così tante volte (inciampato per sua imprudenza o colpa) e che al contempo fosse stato e fosse tutt’oggi attaccato su ogni fronte con una virulenza   degna di miglior causa, e – lasciatemelo dire – tutta antitaliana, sarebbe già crollato e finito sottoterra.

Immaginatevi i vari Camilleri, Eco, Travaglio, Benigni, ruzzolanti per il mondo a spargere veleno sul governo da lui diretto, a dirne peste e corna. Immaginate i quotidiani sinistroidi stranieri foraggiati da suggeritori che vorrebbero l’Italia ridotta peggio di uno straccio.

Immaginatevi una opposizione, quella soprattutto di Bersani, della Bindi e di Franceschini (questi ultimi due catto-comunisti, e quindi propensi all’odio a tutti i costi), ai quali si aggiunga la voce gracchiante di Di Pietro, una opposizione, ossia, che in ogni cosa che fa o dice lascia trapelare, anzi traboccare, la voglia di vedere l’Italia in ginocchio, e domandatevi se un uomo politico normale, perfino un Andreotti, sarebbe stato in grado di resistere e sopravvivere.

Berlusconi oggi ha la possibilità di mettere all’angolo tutti costoro, non solo, ma di affibbiargli un uppercut di quelli alla Monzon; stenderli a terra; rendere ridicoli i loro lamenti da iellatori, smascherarli di fronte all’opinione pubblica.

La Bce chiede al governo di accelerare i tempi per realizzare il programma messo in piedi con l’ultima finanziaria e la sinistra come risponde? Mandando in scena la recita che in questo modo l’Europa ci ha commissariato e ha calpestato la nostra dignità.

L’opposizione avrebbe sicuramente preferito chela Bceavesse disapprovato la nostra manovra finanziaria. Non è accaduto e ci è rimasta molto male, giacché dovrebbe riconoscere che il governo ha agito nella direzione giusta.

Allora si inventa la parola d’ordine del commissariamento, e ha imposto a tutti i suoi scagnozzi di predicare il nuovo vangelo: L’Italia è commissariata dall’Europa. Dimenticando che non è la prima volta che l’Ue interviene su di noi e anche su gli altri Stati della comunità per correggerne la rotta.

Se siamo in Europa, e se davvero ci auguriamo di arrivare ad un’Europa politica (ma la sinistra la vuole?) non ci dovremmo meravigliare di interventi simili, ormai diventati consueti.

Se la sinistra vuol mettere in discussione l’Europa, allora sarà bene che esca allo scoperto e lo dica chiaramente. Così gli elettori sapranno regolarsi. Ormai gli elettori sanno bene, grazie a questa crisi che non ha l’eguale, che senza l’Europa sarebbero stati guai assai più seri per tutti. Forse, addirittura – questo penso io -, l’Europa saprà difendersi dalla crisi e dalla speculazione meglio degli Usa di Obama, “commissariati”  dalla Cina, il suo massimo creditore.

Agli elettori di sinistra è opportuno ricordare che solo pochi giorni fa, la sinistra teneva d’occhio piazza Affari per ammannirci la lezione che il crollo della borsa dipendeva dalla poca credibilità all’estero del nostro governo. Oggi le borse (tedesca, francese, inglese, per non parlare di Wall Street) vanno a picco più della nostra. Che cosa significa ciò? Che la sinistra è in affanno e manca dell’ossigeno necessario per alimentare il cervello. Non ragiona più e, come scrissi, affonda.

La lettera a firma di Trichet e di Draghi, diretta all’Italia, ha approvato in pieno la linea programmatica del governo Berlusconi, tanto criticata dalla sinistra. Al punto che non ne chiede il cambiamento, bensì l’accelerazione, affinché produca più rapidamente i suoi effetti.

Che strilla a fare, dunque, la sinistra? Non dovrebbe invece plaudire e anzi, visto che ci stiamo muovendo in sintonia con le indicazioni europee, sedersi al tavolo con Berlusconi, e portare il proprio contributo costruttivo?
Non sembra alla sinistra troppo facile limitarsi a criticare e a fabbricare slogan disfattisti?
Che ne pensano i suoi elettori di questa strategia che punta allo sfascio del Paese?

Niente di costruttivo ci viene dalla sinistra in un momento in cui ci sarebbe bisogno dell’apporto di tutti, visto che questa crisi finanziaria ed economica è una calamità peggiore della guerra.

Invece la sinistra si limita ad accusare Berlusconi di non essersi accorto per tempo della crisi, e che con ciò ha ingannato gli italiani.

In realtà il governo, che ha sempre il dovere di non creare panico e di mantenere la rotta dell’ottimismo, ha sempre operato per medicare questa nostra economia malata. Ed oggi che si deve passare ad operazioni chirurgiche, poiché le medicazioni non bastano, ecco che la sinistra si mette di traverso e, dopo aver predicato che la crisi era grave e Berlusconi la sottovalutava, oggi vorrebbe che non solo non si passasse alla chirurgia, ma che ci si ribellasse contro l’Europa per salvaguardare la nostra dignità e mostrare a tutto il mondo, e a Mario Monti in modo particolare, che non siamo commissariati da nessuno.

Solo che la sinistra dimentica che noi facciamo parte dell’Europa, e che l’Europa si è data certe regole in economia che tutti i Paesi membri sono tenuti a rispettare. Non solo noi, dunque, e infatti, come dichiara Trichet, le lettere ricevute dall’Italia sono una normalità, una consuetudine che vale per tutti.

L’avallo ricevuto dall’Europa e dalla Bce all’azione del nostro governo, lo rende dunque più affidabile e più forte. Non è un caso che in pochissime ore lo spread tra i Bond italiani e tedeschi è sceso di circa 100 punti. Mica una bazzecola.

Chi sa perché la sinistra, che dovrebbe esserne felice – se davvero ama il Paese – ha messo il muso.
La verità è   che lei il nostro Paese non l’ama affatto, e vorrebbe vederlo andare in malora, pur di salire al potere.

Altri articoli

“Lettera del ministro Sacconi al Corriere”. Qui. Il Corriere della Sera si è ben guardato dal metterla in evidenza qui.


Letto 1150 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart