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Elezioni subito e il Pdl presenti l’interrogazione parlamentare sull’affaire Montecarlo

7 Agosto 2010

L’ordine dato dall’opposizione alla stampa fiancheggiatrice è stato chiaro e perentorio. Un breve cenno per non lasciarsi accusare di tacere del tutto, e poi toni ancora più bassi nel momento in cui la vicenda sta mostrando tutta la sua gravità. Interessante questa denuncia di Marco Lillo su Il Fatto Quotidiano:

“Solo sulla rete Pigi Battista, già vicedirettore del Corrierone definito da Marco Travaglio cerchiobattista  intima: “a questo punto Gianfranco Fini una spiegazione sulla casa di Montecarlo deve darla, lo deve all’opinione pubblica”. Solo su Facebook, Alessandro Campi, direttore di Fare futuro, il think tank dei Finiani risponde: “concordo e l’ho pubblicamente sostenuto” e solo su Facebook l’inviata del Corriere Maria Teresa Meli squarcia il velo dell’ipocrisia redazionale: “A Pi’ perché lo scrivi solo su Facebook?”.

È una vergogna di cui dovrebbero prendere atto gli stessi elettori della sinistra, se non fosse che sono trinariciuti.

Come? C’è uno scandalo grosso come una montagna, in cui si intravvedono varie infrazioni alla legge, e nessuno ne parla, e nessuno presenta in Parlamento una interrogazione? Qui non si tratta di eventuale malaffare commesso da un parlamentare qualsiasi, ma si avanzano ipotesi di malaffare in cui potrebbe trovarsi coinvolta la terza carica dello Stato (qui). È saltato perfino fuori il caso gravissimo di pressioni fatte da Fini, già presidente della Camera, in Rai per ottenere un ricco contratto a favore del cognato. Sempre e ancora lui, questo fratellino di Elisabetta Tulliani, diventato un po’ troppo ingombrante. Sono pubblicate “date, cifre e conversazioni virgolettate”. Cosa si vuole di più? Qui il marcio è profondo, qui siamo in presenza di cancrena irreversibile. E quest’ultimo caso appare già sostanzialmente provato.

E l’opposizione tace colpevolmente. E insieme all’opposizione tace colpevolmente il capo dello Stato. Tutti costoro fingono di affidarsi alla magistratura, ciò che non hanno fatto per altri, che avevano la sola colpa di essere avversari politici. E tutto ciò perché sono infettati dall’antiberlusconismo. Eppure ci sono già richieste di dimissioni avanzate, a mezzo dichiarazioni alla stampa, da Di Pietro, Bossi, Maroni e Berlusconi. E da altri: mi pare Mantovano e Matteoli, ad esempio. Uno di questi è addirittura il presidente del Consiglio. E Napolitano continua a tacere!

Che spettacolo indegno, che fa rivoltare lo stomaco! Qui potete leggere il testo integrale della denuncia inoltrata dagli uomini della Destra di Storace.

Riguardo alla situazione politica mi rafforzo nell’idea che il governo deve dimettersi subito. A settembre avremo solo una perdita di tempo. I finiani potrebbero, come lasciano intendere, votare la fiducia e poi, quando si entrerà nel merito dei provvedimenti, tornare a mettere i bastoni fra le ruote. Qui potete leggere un articolo interessante di Paolo Armaroli, docente universitario di diritto pubblico comparato e di diritto parlamentare, dal titolo: “Se Berlusconi insiste può sciogliere il parlamento”.

Gli elettori del centrodestra sono pronti a tutto, ma non vogliono che il governo resti paralizzato dall’azione dei finiani e degli altri disturbatori.   Tra i quali Pisanu, che ha dichiarato che non vuole andare ad elezioni, e così altri che temono di non essere rieletti.

E con ciò? Quando è guerra è guerra, e appare evidente che la strategia migliore non è quella di lasciarla fare ai finiani (votano la fiducia a settembre, poi si rimettono a fare i guastatori), ma di tenerla stretta nelle proprie mani. Via dunque le colombe, che combinano solo pasticci. Come scrissi, mesi fa, ora è il tempo dei falchi. Come suggerì Belpietro in un suo recente editoriale, si apra subito la crisi, ora, prima di ferragosto. Voli Berlusconi a Stromboli da Napolitano e rassegni le dimissioni. Ci ha abituato a mosse geniali. Questa è una di quelle. Saper leggere subito che la crisi c’è e che i finiani lo terranno a bollire.

Le motivazioni, infatti, ci sono già tutte e sono le dichiarazioni dei finiani che continuiamo a leggere sui giornali. Le loro intenzioni bellicose sono espresse a tutto tondo. Berlusconi dovrà far presente a Napolitano che è inutile perdere tempo prezioso. I finiani a settembre voteranno la fiducia, ma la voteranno in malafede, per sabotare poi l’azione di governo. Tutto questo è chiaro come la luce del sole. Napolitano non potrà rispondere: Aspettiamo di vedere. Il tempo ha la sua importanza. Ho già scritto, trovando con mia sorpresa d’accordo Lamberto Dini, che i mercati puniscono una governabilità incerta e traballante, mentre non li preoccuperebbe un ritorno al voto in tempi brevi, ad esempio in autunno.

Contrariamente a tanti ipocriti dell’opposizione, all’Italia fa più danno una governabilità pasticciata (il governo di transizione) o insidiata da trabocchetti, che un ritorno in tempi rapidi alle urne.

Napolitano, se dovesse perdere tempo e sperimentare il governicchio, si caricherà di una grave responsabilità per i danni derivanti al Paese.

Per quanto riguarda i trenta e passa parlamentari del Pdl che non vorrebbero andare alle elezioni giacché capiscono che non saranno ricandidati, scelgano pure di passare dall’altra parte. Camperanno pochi giorni in più, poiché qualsiasi governicchio è destinato a naufragare in fretta, e avrà messo però in moto la speculazione internazionale. È questo che vuole l’opposizione? Non capisce che è meglio andare subito al voto? E andarci entro l’autunno? Non sono pronti? E noi dovremmo aspettarli mandando in malora il Paese? Se lo tolgano dalla testa.

Berlusconi si consulti con Bossi. Se il Senatíºr sarà d’accordo, prenda l’elicottero e rassegni subito le dimissioni nelle mani di Napolitano.

Nota. Anche il Giornale, su invito dei legali di Elisabetta Tulliani, pubblica i documenti che dimostrano che la famosa vincita all’Enalotto appartiene esclusivamente a lei. Il giornale fa notare che con quella cifra, comunque, non si mette insieme un patrimonio così ingente.


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1 commento

  1. Commento by Ambra Biagioni — 8 Agosto 2010 @ 11:23

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart