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Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Dimenticare Beppino

7 Agosto 2010

di Mauro Cristofani
(La sua galleria di quadri qui)

‚ÄúMais pourquoi m’entrainer vers ces sc√®nes pass√©es?
Laissons le vent gémir et le flot murmurer;
Revenez, revenez, o mes tristes pensées!
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Je veux r√©ver et non pleurer…‚ÄĚ ¬†

                           (A. De Lamartine)  

¬† ¬† ¬† ¬† La Galleria era in una via del centro chiss√† se c’√® ancora, Beppino col suo fare cordiale forse un po’ esagerato amava l’arte ma era innanzi tutto un venditore. Carissimo se sei ancora vivo certo ti ricorderai del giorno quando entr√≤ quel tipo mai visto prima. Guard√≤ bene tutti i quadri della mostra e noi, poi con aria spersa chiese timido: ‚ÄúScusate√Ę‚ā¨¬¶a chi devo dire?…vorrei quell’opera‚ÄĚ indicando il quadro pi√Ļ grande, pubblicato in catalogo e quindi anche il pi√Ļ caro. ¬†

¬† ¬† ¬† ¬† Tu Beppino resti di stucco, non ti √® mai successa una cosa simile, figurati se uno entra guarda ammira e deciso compra un pezzo senza prima aver chiesto vita morte e miracoli sul conto dell’artista, sul perch√© e il percome e cosa ha voluto dire insomma che sconto mi fa, ¬†roba che potrebbe una volta o l’altra indurre allo spicin√¨o del cliente. E magari dopo che tu Beppino hai dato il meglio di te in spiegazioni e risposte inventando tutto quello che c’√® da inventare, quello dice ci penso ripasso chiedo a mia moglie poi buonasera se ne va√Ę‚ā¨¬¶Da augurargli almeno un inciampo nello zerbino! ¬†

¬† ¬† ¬† ¬† Invece quello ‚ÄúQuanto costa?‚ÄĚ fa deciso, domanda semplice e grandiosa. E ci√≤ che indica col suo ditino non √® un paio di scarpe un tubetto di dentifricio o una scatola di fichisecchi, √® un’opera d’arte (o almeno ci prova). Finalmente √® entrato in Galleria uno con le idee chiare. Vero signore, chiede quanto costa il suo quadro preferito mettendo la bella mano affusolata al libretto degli assegni. ¬†

¬† ¬† ¬† ¬† Nostre espressioni, mie e di Beppino, vagamente attonite. Ma l’amico gallerista sa come riassumere alla svelta il suo physique du role, spara il prezzo e quello firma e stacca. Il gesto incantevole allarga il cuore (il mio) e fa brillar di cupidigia gli occhi di Beppino (ma solo un po’, in giusta quantit√†), e sembra soprattutto soddisfare pienamente l’acquirente, ghiottamente entrato in possesso del suo quadro preferito (‚Äú√® una grande opera‚ÄĚ scandisce ammirato√Ę‚ā¨¬¶e grande di misura lo √® di certo, centodieci per novanta).
¬† ¬† ¬† ¬† Ora che il pi√Ļ √® fatto artista venditore e acquirente possono tranquillamente divagare. ¬†

¬† ¬† ¬† ¬† Monsieur non ha un cognome qualsiasi (ma per me sar√† solo August). E’ ricco colto sensibile tanto da poter dedurre dalle immagini dipinte tutto quello che implicitamente ci sta dietro, e analizzare anche l’autore. Ma se il quadro √® un test ce lo siamo fatto vicendevolmente, stabilendo fra noi due una correntina appiccicosa d’intese stimolanti√Ę‚ā¨¬¶ ¬†

¬† ¬† ¬† ¬†Gli regalo una cartella con tre litografie, lui mi ricambia con cortesie di gran classe: ‚ÄúHo una torretta, sul lago√Ę‚ā¨¬¶Ecco le chiavi, le tenga e ci vada se le piacer√†‚ÄĚ. ¬†

¬† ¬† ¬† ¬†Mi piacer√†, e sulla torre deliziosa divento un castellano d’altri tempi e sono dentro una favola. Dalla cima merlata osservo un fantasmagorico veliero carico di forzieri d’oro, aspettando che uno squillo di tromba annunci l’arrivo dell’amico mecenate. ¬†

¬† ¬† ¬† ¬† Ma l’ospite discreto viene solo dopo alcune mie solleciti chiamate. ¬†
¬† ¬† ¬† ¬† Mi porta un disco in regalo, un vinile prezioso dove √® incisa una voce che sembra venir dall’aldil√†. Note sospese d’un adagetto parole affidate all’eterno mormor√¨o del lago, misteri nell’ombra e nostalgie, due bimbi restano a lungo appesi a un batuffolo di zucchero filato√Ę‚ā¨¬¶ ¬†

¬† ¬† ¬† ¬† Il gallerista Beppino vender√† altri miei quadri incontrer√† altre persone intascher√† altri assegni, ma non conoscer√† mai pi√Ļ altri August, e nemmeno io. Attestati di sincera stima gratificazioni inviti e altre amicizie, ma nessuno mi elegger√† mai pi√Ļ suo castellano. ¬†

¬† ¬† ¬† ¬† Oggi torno sui luoghi amati, la torre √® diroccata e morto √® il proprietario. Beppino trasferito chiss√† dove, la Galleria d’Arte diventata un fast-food puzzolente e chiassoso. Nascosto in un angolo, io ladro di ricordi lo guardo e piango sulle macerie ¬† della vita ch’√® passata troppo in fretta e mi sento deluso, tradito, defraudato.


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2 Comments

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco ¬Ľ LETTERATURA: Dimenticare Beppino — 7 Agosto 2010 @ 14:48

    […] Articolo completo fonte: Bartolomeo Di Monaco ¬Ľ LETTERATURA: Dimenticare Beppino […]

  2. Commento by claudio grosset — 7 Agosto 2010 @ 19:13

    Pu√≤ essere veramente disarmante assistere alla ‚Äėdecadenza’ dei luoghi, qui rappresentata da un ‚ÄėGalleria d’Arte’ trasformatasi in un anonimo fast-food e, pure ‚Äú√Ę‚ā¨¬¶puzzolente e chiassoso‚ÄĚ. Qualcuno direbbe√Ę‚ā¨¬¶ cosi va il mondo, cos√¨ va il tempo! Certo l’arte modernista , se e quando vera arte, ha luoghi non comuni o non luoghi, marciapiedi o carrozze ferroviarie, piazze, interni immensi di palazzi o strutture etc.. ¬† Ed il nuovo mecenate non √® necessariamente ‚Äú√Ę‚ā¨¬¶ colto e sensibile‚ÄĚ ma interessato non tanto all’arte in se quanto all’eco conseguente, banalmente ottenerne Pubblicit√†! Per√≤ che gioia collettiva, a volte, il ritrovamento inaspettato in qualche scantinato di opere di artisti trascorsi e riscoperti. La Gloria, anche se postuma, √® proprio dietro ‚Äú√Ę‚ā¨¬¶ nascosta(o) in un angolo‚ÄĚ!

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