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Far cadere Berlusconi è come darsi la zappa sui piedi

25 Novembre 2009

Quando Oscar Luigi Scalfaro nel 1994, dopo la caduta del primo governo Berlusconi, cerc√≤ di ripristinare la prima Repubblica, che era stata messa in soffita dal maggioritario, met√† dell’Italia insorse, ma lui se ne infischi√≤ e, Costituzione alla mano, sentenzi√≤ che non c’erano state novit√† di rilievo costituzionale tali da indurlo a non lasciare che i partiti, attraverso il parlamento, facessero i cavoli loro, ossia stracciassero il risultato elettorale.

Si sa come andarono le cose. Si ebbe il governo di Lamberto Dini, sorretto dall’attuale Pd, che fu il peggior governo della storia della Repubblica. Ci si vergogn√≤ e, dopo qualche tempo, qualcuno reag√¨, e cos√¨ si ebbe la riforma elettorale del 2005.

Oggi pare che quella resistenza e quel senso di vergogna siano spariti in gran parte della classe politica. Si ritorna a guardare a Scalfaro come al precursore di una lotta di sopravvivenza.
Il corpo elettorale √® tornato ad essere visto come fumo negli occhi: Grave se lasciamo ad esso la decisione di chi ci debba governare. Il governo √® cosa seria; √® l’esecutivo, ossia l’organo destinato a realizzare, ad agire direttamente nel Paese.
Il corpo elettorale è ignorante; è becero; è un gregge di pecore buone sole a ubbidire.

Questa è la musica.

Oggi un articolo di Angelo Panebianco, qui, parla esplicitamente di “Bipolarismo al tramonto”.
I segnali ci sono tutti, ed io pi√Ļ volte da questo blog ne ho segnalato il pericolo, ed oggi aggiungo che siamo a pochi passi dalla sconfitta.

Se la magistratura – che giorni fa ha schierato in tv i due procuratori aggiunti di Milano e di Palermo, ossia Spataro e Ingroia, due grossi calibri, quale ammonimento e avviso agli alleati di tenersi pronti – riuscir√† ad accusare Berlusconi come il mandante, grazie alle ‘rivelazioni’ del pentito Spatuzza, delle stragi di Falcone e Borsellino, e tramite questa assurda accusa, potr√† ottenere il sequestro dell’intero patrimonio di Silvio Berlusconi (qui), proseguendo alla grande nell’operazione avviata in avanscoperta con la condanna di 750 milioni di euro inflitta alla Fininvest, per il Lodo Mondadori, dal giudice Mesiano (subito ricompensato dal Csm con la promozione), il gioco √® bell’e finito. Il giocattolo Berlusconi si √® rotto e pace all’anima sua.

Premesso che, spero, Berlusconi non si dimetta di fronte ad accuse di tale assurdità, e premesso anche che i cittadini non cadranno nella trappola, diventata ormai troppo vistosa, tesa dai suoi oppositori, io mi domando se davvero ci si renda conto di cosa significhi la caduta di Silvio Berlusconi.

Invito chi si √® battuto e ancora si batte per sotterrare per sempre la prima Repubblica, una maleodorante palude di sabbie mobili che ha sempre preso e affondato gli elettori, ad analizzare bene cosa si nasconde dietro l’obiettivo di far cadere Berlusconi.

Se liberiamo l’uomo dai suoi vizi umani e consideriamo la sua azione squisitamente politica, ci accorgiamo che i suoi governi si sono sempre mossi per modificare l’Italia, per traghettarla verso il nuovo.

Se Berlusconi, di fronte a tante critiche interessate, si rifugia dietro l’ampio consenso popolare che continua a riscuotere presso i cittadini, il motivo √® che egli √® legato al corpo elettorale. Gli impegni che assume in campagna elettorale, li assume come dovere inderogabile. Si vedano le realizzazioni gi√† fatte e in corso. Perfino le calamit√† naturali si sono messe in mezzo, ed egli √® stato capace di affrontare e superare anche quelle. La crisi mondiale dell’economia, vede l’Italia tra i migliori Paesi che hanno saputo affrontarla con strumenti idonei.

Lo stato nuovo, quella che è stata chiamata la seconda Repubblica, ha finito per avere solo in lui il portabandiera. Molti, infatti, si sono tirati indietro (Fini in primis). Molti hanno capito che la seconda Repubblica avrebbe esposto eccessivamente gli eletti davanti al giudizio degli elettori. Un rischio troppo grande, prima non adeguatamente analizzato. Meglio, perciò, evitarlo, fermare il progetto, tornare indietro, fare proprio il pensiero di Oscar Luigi Scalfaro (al quale forse sarà dato il titolo di capo dello Stato ad honorem e a vita).

Vivere nel pantano, e lontano dagli occhi degli elettori, ha i suoi profitti. La prima Repubblica lo ha dimostrato. Perché pensarci su due volte? Torniamo alla prima Repubblica.

La caduta di Berlusconi significherebbe questo. La vittoria della prima Repubblica: il ritorno al buio e al disprezzo per la sovranit√† popolare. Non prendiamoci in giro. La partita che si sta giocando vuole ripristinare il muro che divide la gestione della politica dalla sovranit√† popolare, che appartiene al popolo, e unicamente al popolo, come sancisce inequivocabilmente l’art. 1 della Costituzione. Dovrebbero essere tutti gli elettori ad aprire gli occhi e a ribellarsi. Altro che il “No B-day”! Chi sfiler√† in piazza il 5 dicembre non sa davvero che significato negativo, autolesionistico per l’Italia e per se stessi come elettori, ha quella manifestazione.

Chi non vuole quel ritorno (come me) deve aggrapparsi con tutte le forze all’unico che ancora vuole il cambiamento. Non guardiamo ai suoi difetti, ma al progetto a cui abbiamo legato molte speranze. Seppellire la prima Repubblica. Voltare pagina. Assicurare che la sovranit√† popolare sia rispettata. Oggi pu√≤ farlo solo lui, considerato che alcuni alleati lo stanno abbandonando.

La riforma dello Stato, quella che cambierà realmente le cose, e certificherà un passaggio storico, è affidata a Berlusconi; caduto lui, il sogno è infranto.

Si dicano pure peste e corna su di lui, si continui a farlo passare per Belzeb√Ļ, ma si sappia che una volta che Berlusconi decider√† (stufato) di uscire di scena, ai molti che diranno: “Finalmente!” gli rinfacceremo la definitiva morte del nuovo nel nostro Paese.

Che si tengano la prima Repubblica e non si lamentino, però.
Avremo diritto solo noi di lamentarci e di ricordare il sogno infranto.

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Elogi di Obama a Berlusconi. Qui.
Interviene Napolitano. Qui e qui.

La successione di Berlusconi. Qui.


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9 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 25 Novembre 2009 @ 21:09

    Temo che, se dovessero veramente affossare Berlusconi, la cosa non si evolverebbe tornando alla Prima Repubblica. La mentalità popolare ha subito una svolta che indurrebbe le masse a non accettare supinamente quello che sarebbe un vero e proprio colpo di Stato.

    Bianco ? , tanto pi√Ļ bianco perch√© senza un preciso punto di riferimento se non un vero e proprio Stato di Polizia con tanto di simbolo: un bel paio di manette.

  2. Commento by Ambra Biagioni — 25 Novembre 2009 @ 21:13

    Ancora una parola.

    Vuol venire a trovarmi sul quotidiano on line   www. legnostorto.com ? Sarei felice della sua partecipazione   Ambrarosa

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 25 Novembre 2009 @ 21:17

    Io confido, Ambra, nel caso che Berlusconi si dimetta e non si torni alle elezioni, in una rivolta popolare.

    Spero che si capisca che la partita in gioco non è tanto la persona di Berlusconi, ma le modifiche che egli vuole apportare ad una Repubblica   che si è sempre messa sotto i piedi la sovranità popolare.

    L’operazione di fare di Berlusconi l’uomo pi√Ļ abietto del pianeta √® davvero un’offesa alla intelligenza degli elettori.

    Tutti coloro che firmano appelli, che scrivono articoli per dipingere Berlusconi come l’attentatore della democrazia e l’uomo pi√Ļ corrotto del Paese, dovrebbero vergognarsi e renderne conto quando arriveremo, chi sa quando , alla verit√†.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 25 Novembre 2009 @ 21:24

    Ambra, ho dato un’occhiata al tuo sito, e mi fa piacere vedere che anche tu metti in guardia gli italiani dagli inganni di una classe politica ipocrita.
    Ce ne vorrebbero tante di voci cos√¨. Speriamo che ci si svegli e si lavori tutti per un’Italia dove la sovranit√† popolare sia rispettata e punto di riferimento della democrazia.

  5. Commento by Ambra Biagioni — 25 Novembre 2009 @ 21:36

    Bart, non è il mio sito, ma il sito a cui sono affezionata e al cui forum partecipo regolarmente, per questo mi sono permessa di invitarti a parteciparvi.

    C’√® bisogno di persone come te, per saper controbattere a certi sinistri che lo invadono inesorabilmente.

    Vedi, la Proprietà si picca di non volerli bannare, perché vanta un liberalismo che impedisce la censura delle opinioni(?).

    Per il resto che dici in risposta al commento sulla situazione politica siamo assolutamente d’accordo.

     

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 25 Novembre 2009 @ 23:10

    Purtroppo, Ambra, debbo gestire anche la mia rivista letteraria, poi devo ¬† anche ¬†curare le mie letture letterarie… Insomma gi√† il mio blog √® un di pi√Ļ che ho sentito il dovere di utilizzare per smascherare l’ipocrisa di certi partiti e di certa politica. ¬† ¬†
    Però so che, insomma, ci sono altri come te a lottare per la verità, e li ringrazio tutti, a cominciare da te.

  7. Commento by giorgio — 29 Novembre 2009 @ 17:08

    Vengo subito al punto:
    una persona normale, un padre o una madre di una famiglia numerosa che si senta responsabile dei suoi figli, o anche un dirigente di un’azienda in crisi , non vanno a letto la notte senza questo pensiero in testa.
    Come è possibile che un uomo , responsabile del governo di un paese di 60 milioni di persone, in anni di crisi mondiale, la notte a casa sua, faccia i festini ?
    E’ chiaro che non gliene frega niente.
    E’ chiaro che il mio voto non l’avr√† mai, anche se fosse un genio.
    Capisco anche che molte delle persone che lo criticano o lo difendono senza rendersi conto di questo fatto al massimo nella loro vita sono state responsabili dei loro interessi personali : potere, successo, stima, soldi
    Le scrivo perch√® penso che l’opportunit√† del voto come possibilit√† di scegliere chi ci governa si stia perdendo; ci si identifica nel voto con la figura che appare vincente sentendosi cos√¨ similmente vincenti e si difende il suo operato e i suoi argomenti difendendo cos√¨ l’idea di se stessi e non se stessi veri. E non so quanto, per molti, questo meccanismo comune sia consapevole.

     

  8. Commento by Ambra Biagioni — 29 Novembre 2009 @ 17:40

    xGiorgio

    Siamo alle solite.

    Lei dice che il voto, come opportunità di scegliere, si stia svuotando di significato e di valore e dà per presupposto che gli Italiani che votano siano una gran massa di idioti, tanto superficiali da idntificarsi con una vuota immagine di..non so che cosa.

    E’ classico che lei pensi cos√¨, dal momento che √® il primo ad esercitare questo tipo di pensiero; infatti si capisce immediatamente come dia per scontato tutto quanto per un’estate intera sono andati scrivendo su Republica il duo B&D.

    Questa √® la fonte dalla quale sono arrivate le notizie dei “festini”, ripresi poi dalle cosiddette trasmissioni di approfondimento RAI e se lei crede acriticamente tutto quato scritto e detto da certe fonti, beh, capisco la sua disillusione.

    Fortunatamente gli Italiani non sono gonzi e la realtà se la vedono, se la guardano e sa la giudicano senza bisogno dei suggerimenti di certi marpioni.

  9. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 29 Novembre 2009 @ 22:15

    Le democrazia, Giorgio, non √® perfetta, lo sappiamo tutti. Per√≤ si pu√≤ migliorare, facendo tesoro dell’esperienza. E l’esperienza ci ha insegnato tante cose, ma a me ora basta indicartene una.

    Nella prima Repubblica gli elettori (sempre quelli sono, tanto quando votano centrodestra che quando votano centrosinistra) votavano senza sapere chi sarebbe andato a governarli né con quale maggioranza. Doveva subire, e magari essere scontenti delle scelte dei partiti.

    Noi dobbiamo invece conquistarci il diritto di scegliersi maggioranza e premier.

    Gli schieramenti vengo da noi, ci illustrano i programmi, ci dicono chi sarà il capo del governo, e noi decidiamo con il voto. Nessuno potrà cambiare le nostre decisioni. Per il cambiamento si dovrà ritornare da noi. La sovranità popolare appartiene a noi. Ti invito a leggere il mio post su questo argomento, qui.

    Come avviene in America, tante cause giocano a favore di un leader: prestigio, carisma, ricchezza, simpatia, capacità, eccetera. Lo sappiamo, ma la democrazia non può escludere chi non ci piace. Sono gli elettori a decidere e il risultato che esce dalle urne tutti lo si deve rispettare.

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