Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Fate voi: o si ride o si piange

29 Ottobre 2010

Ma come sono fatti gli uomini della sinistra? Nella testa, voglio dire, nel cervello. Mi convinco ogni giorno di più che hanno il paraocchi come i cavalli, e vedono solo in una direzione, e da lì non si scostano.

Prendete il caso di Ruby e della telefonata che Berlusconi ha fatto alla Questura di Milano per aiutarla ad uscire dalla brutta situazione in cui si era trovata. Si tratta, a quanto ho capito, di una ragazza incorsa già in problemi con la polizia.

A causa di questa telefonata, Bersani, Franceschini e la Finocchiaro chiedono le dimissioni del premier:

“Franceschini chiede che il premier chiarisca in Parlamento («la telefonata del premier è da dimissioni »)”.

«Non voglio entrare dentro la questione che riguarda le nottate del premier, né mi appassionano – dice Angela Finocchiaro, presidente dei senatori Pd – Stendiamo un pietoso velo. Quello che m’interessa è l’aspetto che riguarda il ruolo istituzionale del presidente del Consiglio. Se la telefonata alla questura di Milano fosse vera, ci troveremmo di fronte a un grave abuso ».

E Bersani: “L’inchiesta che ha al centro Ruby ha però sollevato un vero e proprio polverone, tanto da spingere il segretario del Pd Pier Luigi Bersani a chiedere le dimissioni dell’esecutivo.”

Il giornalista d’assalto D’Avanzo addirittura ci scrive sopra un delirante articolo dal titolo solenne: “L’abuso di potere”. Sentite come la mette:

“L’abuso di potere per Berlusconi ne annuncia sempre altri. Non occorre un mago Merlino per sapere che, nei prossimi giorni, una nuova “violenza” si scatenerà sulla ragazza. La poveretta, come è accaduto anche per Noemi Letizia, dovrà rettificare, correggere, negare, contraddirsi, smentire ciò che è scritto nero su bianco in un pugno di interrogatori che raccontano quanto disordinati siano tornati ad essere i comportamenti del capo del governo.”

Non si fa proprio mancare nulla. Non dice invece che i primi a sbattere questa ragazzina sulle pagine dei giornali sono stati proprio il Fatto Quotidiano e la Repubblica. Insieme ovviamente a quei magistrati milanesi che hanno lasciato sfilare sotto i loro occhi la fuga di notizie.

A D’Avanzo non significano niente le parole accorate di Ruby:

«Sono dispiaciuta per quanto sta accadendo. Mi spiace soprattutto perché vedo che sono state coinvolte persone che mi hanno aiutato senza chiedere niente in cambio ». E ancora: «Sono amareggiata – spiega Ruby -, la mia verità è stata manipolata ». «È ingiusto rovinarmi così », risponde poi in merito alla presunta «manipolazione » delle sue dichiarazioni. «Hanno sparato solo cavolate! » Un’intervista completa a Ruby si può leggere sulla Stampa, da cui estraggo:

“In che senso sei stata «manipolata »: dai giornali o dalla Procura?
«Dai giornali e anche da Pietro Forno, il giudice. A lui, quando ero in comunità, interessava solo colpire   il Presidente ma con me non è arrivato a sapere nulla perché di base non c’è nulla ».

Cioè, non è vero che sei stata a casa del premier ad Arcore?  
«Io sono stata a casa del premier una sola volta ma lui pensava che io fossi una 24enne. Appena ha scoperto che io ero minorenne non ha voluto più rivedermi ».

Suppergiù le stesse cose vengono ripetute nell’intervista al Fatto Quotidiano.

Ma a D’Avanzo torna bene che Ruby sia messa nel tritacarne, sacrificata per tentare di abbattere l’odiato avversario politico.

Naturalmente anche L’Unità e il Fatto ci si buttano a capofitto.
Insomma, sul caso Ruby si stanno sparando cannonate alla cieca, colpendo chi si trova lungo la gittata.

Dice bene Capezzone:

«Ormai è chiaro a tutti che c’è un obiettivo preciso di alcuni ambienti: tenere in costante fibrillazione il governo Berlusconi e la maggioranza, impedire che ci sia anche una sola settimana di lavoro sereno – spiega Capezzone – A questo scopo, tutto fa brodo: gossip, campagne scandalistiche, aggressioni mediatiche, lanci di fango. Gli italiani devono sapere che è in gioco molto più di quel che appare: è messo in discussione il loro diritto a essere governati da chi ha vinto le elezioni. E invece, gli sconfitti nel voto vorrebbero usare la carta dell’aggressione mediatica e giudiziaria come strumento per ribaltare gli esiti elettorali ».

Anche Belpolito muove qualche rimprovero ai magistrati milanesi. Qui:

“mi aspettavo e tuttora mi aspetto che il procuratore capo di Milano metta al più presto fine a questa nuova emorragia di voci che riguardano il presidente del Consiglio e i suoi vizi privati. O che almeno faccia tutto quello che è in suo potere per mettervi fine, perché è chiaro che non tutto dipende da lui. Come abbiamo scritto ieri, ci piacerebbe insomma che su una storia che riguarda una minorenne e Silvio Berlusconi la procura di Milano tenga lo stesso riserbo che la procura di Roma ha tenuto sulla storia che riguardava Gianfranco Fini e suo cognato.” E ancora:

“Eppure, nonostante la gran confusione che c’è ancora intorno a questa storia, essa già comincia a produrre effetti politici: il Pd, per esempio, chiede addirittura le dimissioni del premier per aver telefonato alla Questura di Milano chiedendo un trattamento di favore per la sua conoscente.”

“Il compito di un procuratore capo in una sede come quella di Milano è anche di tener conto delle conseguenze inintenzionali delle sue inchieste. Non per fermarle, ovviamente: ma per riconoscere un obbligo di rapidità e di riservatezza speciale, perché prima ancora di produrre una qualche verità processuale esse possono già aver prodotto rilevanti effetti istituzionali.”

Questa carrellata è stata necessaria (e me ne scuso) per decidere tra noi, carte alla mano, se è il caso di ridere o di piangere.

Infatti, le palle di cannone di tutti questi moralisti da strapazzo dovevano essere bagnate quando, con testimonianze ineccepibili e mai smentite, è saltato fuori che il beneamato (dalla sinistra) presidente della Camera, quel tal Gian-Elisabetto coinvolto nella svendita della casa di Montecarlo (sembra che i Pm ostacolino l’acquisizione delle carte alla parte attrice, due esponenti de La Destra), ha abusato del sua carica per raccomandare i propri familiari in Rai.
Fini non si limitò a telefonare, ma fece correre a Montecitorio uno dei dirigenti Rai, Guido Paglia, perché procurasse lavoro tanto al cognatino Giancarlo, quanto al resto della famiglia.

Dov’erano Bersani, Franceschini, Finocchiaro, D’Avanzo, il Fatto Quotidiano, L’Unità?  Dov’erano i magistrati romani? Eppure la telefonata di Berlusconi fa ridere se messa a confronto con le raccomandazioni Rai di Fini, il cui costo è finito sulle spalle dei cittadini.

Per non dire, inoltre, che, se Berlusconi è la quarta carica dello Stato e ci si accanisce così tanto contro di lui, Fini è la terza.

Articoli correlati

“L’ex questore: “La chiamata? Arrivò Dissero che era parente di Mubarak” di Paolo Colonnello. Qui.

Casa Montecarlo e il caso Ruby. Rassegna stampa del 29 ottobre 2010. Qui.

La stampa estera sul caso Ruby. Qui.


Letto 4372 volte.


3 Comments

  1. Commento by Carlo Capone — 29 Ottobre 2010 @ 23:58

    Ahimè Veronica Lario l’aveva detto: “Va con le ragazzine, è malato, ma per vigliaccheria nessuno del suo entourage fa qualcosa per fermarlo”.

    Che sia malato  lo ribadisce anche l’Avvenire. Prevedo notti insonni per il suo Direttore.

    La premiata fabbrica Feltri & Belpietro sarà già in azione. Mattacchioni!

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 30 Ottobre 2010 @ 01:34

    Lo ha scritto non Avvenire, mi pare, ma Famiglia Cristiana.

    Tratto la questione nel pezzo  postato poco fa.

  3. Pingback by Fate voi: o si ride o si piange | IlTuoWeb.Net News — 21 Febbraio 2011 @ 22:03

    […] Articolo originale: Fate voi: o si ride o si piange Condividi: Gossip […]

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart