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Finalmente un po’ di chiarezza

26 Ottobre 2013

L’Ufficio di presidenza del Pdl si doveva fare e si è fatto, gli incarichi sono stati azzerati e tutto potrà ricominciare impostando la strategia del partito su basi di lealtà e di trasparenza. È l’occasione per mettere da parte non solo i traditori che si sono manifestati apertamente, ma anche coloro che hanno mostrato di voler più galleggiare che essere roccaforte degli ideali liberali del partito.
Trascinato fuori dalla porta il cavallo di Troia con all’interno tutti i traditori sia quelli già operativi che quelli in pectore, sono sicuro che non ne potrà che derivare un migliore rapporto con gli elettori.

Sarà difficile che Quagliariello, Cicchitto, Alfano e compagni possano organizzare un partito che da solo superi il 4%; più probabile che confluiscano in un nuovo raggruppamento che nascerà dalla unione di una serie eterodossa di transfughi che, nell’illusione di ricostruire una specie di balena bianca, diventeranno lo zimbello del Paese, non solo per le liti che l’affliggeranno, ma per l’altalena di alleanze da prima Repubblica che i cittadini faranno presto a rifiutare.
Con Casini, infatti, prenderà corpo l’immagine terribile della prima Repubblica, visto che vi sono pochi dubbi che egli non diventi il leader del nuovo corpaccione pieno di vento, destinato a sgonfiarsi con il voto elettorale.

Poiché per l’8 dicembre (contestualmente al congresso del Pd) si terrà il Consiglio Nazionale del Pdl, si può dire che questo primo segnale di chiarezza è solo una tappa di un percorso non ancora definitivo. La contesa che si aprirà, e di cui già fervono i preparativi, avrà una eco assai più vasta di quella avuta dalla riunione di ieri, e forse farà il paio con quella del congresso Pd ove risultasse vincitore Matteo Renzi.

Il governo sta in mezzo ai due fuochi e non potrà fare granché nel frattempo (non avvertite anche voi aria di smobilitazione?), minacciato in più dall’esito ai primi di novembre della votazione in aula sulla decadenza di Berlusconi in forza della discussa Legge Severino.
Sarà un prezioso banco di prova che consentirà a Berlusconi di misurare la doppiezza dei traditori e metterla sotto gli occhi degli elettori.
Probabile che alcuni di essi, Quagliariello in testa, balbetteranno ridicole giustificazioni per il loro probabile mancato sostegno in pro di Berlusconi: il solito bene del Paese che viene invocato sempre più a sproposito quando non si ha nient’altro da dire.

Gli elettori avranno modo di vedere e di valutare, e infine di giudicare al momento del voto.
Se il voto al senato sulla decadenza del leader di centrodestra sarà confermato per il 4 novembre, esso potrebbe infatti rappresentare non la vittoria del centrosinistra, come superficialmente potrebbe sembrare, bensì quella del centrodestra che avrà modo di far calare le carte sul tavolo a coloro che lo hanno attorniato qualificandosi come suoi fedelissimi  e poi lo hanno pugnalato alle spalle. A punire Bruto ci pensò Antonio, a punire i vari Bruto del Pdl saranno gli elettori.

Andiamo più avanti: al Consiglio Nazionale del Pdl previsto per l’8 dicembre. Che cosa potrà succedere?
L’unica cosa che non dovrà succedere è il compromesso: ciò metterebbe una grossa catena ai piedi del partito, si chiami Forza Italia o continui a chiamarsi Pdl. Dovrà essere l’occasione, invece, da cui dovrà uscire un risultato netto. Chi vincerà? Penso che alla fine – in considerazione che ormai le elezioni sono alle porte e quindi i poltronisti non hanno più molto interesse ad appoggiare il governo, ma piuttosto quello prevalente di posizionarsi adeguatamente per entrare in lista – Berlusconi e i lealisti prevarranno. Ma se fosse il contrario, andrà benissimo ugualmente. Un partito ridimensionato ma costituito da solidi pilastri resistenti al canto delle sirene e ai sussurri portati dal vento varrà assai di più di un partito più numeroso.
Senza contare che i numeri e le maggioranze che usciranno l’8 dicembre sono temporanei e molti aleatori, dovendosi misurare quasi subito con la verifica elettorale.

Berlusconi, dunque, vada a diritto e non si volti più indietro. Il 4 novembre lo cacceranno dal senato, ma per gli avversari sarà una vittoria di Pirro.
Il partito che guiderà avrà – per moltissime ragioni, ivi compresa la persecuzione giudiziaria –  il consenso di moltissimi italiani. E sarà per tutti i cannibali e per tutti i traditori una amara ma sacrosanta lezione.
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Per conoscenza, pubblico di seguito il comunicatodell’Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà:

L’Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà, riunito a Roma oggi, venerdì 25 ottobre 2013:

1. Denuncia la persecuzione politica, mediatica e giudiziaria in corso da vent’anni contro il Presidente Silvio Berlusconi eletto liberamente e democraticamente da milioni di cittadini italiani. Un attacco che colpisce al cuore la democrazia, lo Stato di diritto, e il diritto alla piena rappresentanza politica e istituzionale di milioni di elettori.

2. Ritiene assolutamente inaccettabile la richiesta di estromissione dal Parlamento italiano del leader del centro-destra, sulla base di una sentenza ingiusta ed infondata e sulla base di una applicazione retroattiva di una legge penale (altresì contestata da numerosi e autorevoli giuristi), palesemente contraria ai principi della Costituzione italiana (art. 25) e della “Convenzione europea dei diritti dell’uomo” (art. 7).

3. Ribadisce l’impegno assunto solennemente dinanzi agli elettori, nella scorsa campagna elettorale, a battersi per un rilancio vero della nostra economia, in primo luogo attraverso una significativa riduzione della spesa pubblica e una corrispondente forte riduzione della pressione fiscale che grava su famiglie, imprese e lavoratori. In tal senso, i nostri rappresentanti di governo, governo a cui continueremo a dare il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni programmatici assunti al momento dell’insediamento, i nostri deputati e i nostri senatori sono impegnati a contrastare ogni iniziativa che vada nella direzione opposta e a proporre efficaci misure per la ripresa della nostra economia in sintonia con le altre economie dei Paesi membri dell’Unione europea.

4. Ribadisce l’impegno per una riforma indifferibile della giustizia italiana, sia civile che penale, l’impegno per una riforma presidenzialista delle nostre istituzioni e l’impegno per un limpido bipolarismo, che veda un centrodestra liberale e riformatore alternativo alla sinistra italiana, come accade in tutti i Paesi dell’Occidente avanzato.

5. Ribadisce l’adesione alla grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa, il Partito Popolare Europeo, con cui condivide la carta dei valori e di cui fa parte dal 1999.

6. Delibera la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, per convergere verso il rilancio di “Forza Italia” già pubblicamente annunciato dal Presidente Berlusconi con un appello a tutti gli italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi.

“Forza Italia” è il Movimento a cui tanti italiani hanno legato e legano tuttora la grande speranza di realizzare una vera rivoluzione liberale e di contrastare l’oppressione giudiziaria, l’oppressione burocratica, l’oppressione fiscale.

7. Ricorda che “Forza Italia” non è una parte, ma è un’idea, un progetto nazionale che unisce tutti e difende i valori della nostra tradizione cristiana, il valore della vita, della famiglia, della solidarietà, della tolleranza verso tutti a cominciare dagli avversari.

8. Affida al Presidente Berlusconi pieno mandato politico e giuridico per attivare le necessarie procedure, anche attraverso le convocazioni degli organi statutari, per l’attuazione di questa Deliberazione Politica e gli conferisce le responsabilità connesse alla guida del Movimento per definire obiettivi, tempi e modi della nuova fase di attività secondo lo Statuto di “Forza Italia”.


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3 Comments

  1. Commento by zarina — 26 Ottobre 2013 @ 09:48

    In realtà   mi pare sia il pdr ad essere in mezzo ai fuochisti del   “suo”governo.   Per quanto riguarda le mire centriste, è un film   già visto. Erano rimasti in tre, Rutelli, Fini e Casini,   i primi due sono già finiti nel dimenticatoio e, come si dice: non c’è due senza tre.  
     

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 26 Ottobre 2013 @ 10:09

    Speriamo. Toccherà agli elettori rottamare anche Casini, salvatosi per il rotto della cuffia alle ultime elezioni.

  3. Commento by Franco Cattaneo — 27 Ottobre 2013 @ 10:47

    Ricordo nel 94/95 decine e decine di lettere al “Giornale” di donne (presumo ultracinquantenni) che invitavano Berlusconi a farsi da parte e a cedere la guida del centrodestra all’orango declamante con voce stentorea vacuità da parrocchietta, Casini….

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