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Fini ha l’occasione per dimettersi

24 Agosto 2010

È quella che gli offre la data del 5 settembre prossimo quando terrà un discorso a Mirabello, dove probabilmente, a quel che sostiene Italo Bocchino, sarà anche fondato un nuovo partito.

Sia che sia, fondato o non fondato il partito, Fini, che appare immerso fino al collo (e anche qualcosa di più) nello scandalo di Montecarlo, potrebbe trovare a Mirabello la via per dimettersi da presidente della Camera, giustificandosi proprio con il suo nuovo impegno di partito.

Eviterebbe la caduta verticale, e risparmierebbe a Napolitano di rompersi le ossa con l’inopportuno immobilismo.
Ci guadagnerebbero, insomma, entrambi.

Se ancora avete qualche dubbio su ciò che significa la vendita della casa di Montecarlo, leggetevi questo articolo che vi rende edotti dei prezzi e degli affitti in vigore nella ricca città monegasca.

Le reticenze, le contraddizioni, il voler non spiegare niente da parte di Fini, il non volersi mettere a disposizione della stampa onde fornire i necessari chiarimenti, la dicono lunga sulle sue grosse difficoltà a rendere conto di che cosa sia successo.

Tutti ormai appaiono convinti che il tesoriere Pontone, definito fino ad oggi un galantuomo, non possa aver combinato il disastro della vendita senza aver prima interpellato Fini.

L’appuntamento del 5 settembre offrirebbe, dunque, a Fini una grande occasione. Evitare il boato della sua caduta.

A meno che Fini non faccia parte di quel disegno intrallazzato dai poteri forti che mira a togliere di scena Berlusconi, come scrive Giuliano Cazzola (qui):

“In sostanza, si sta preparando – con un dispiegamento di forze mai visto prima d’ora, tenuto insieme da “un’intelligenza strategica” plurale ed autorevolissima – la medesima operazione del 1994. Fini è uno strumento consapevole di quest’operazione. E in quanto tale sta in una botte di ferro, come dimostra le sorprendenti difesa e solidarietà ricevute dal Quirinale a proposito della discutibile (ma esageratamente discussa) vicenda monegasca. Se Fini non avesse potuto contare su di un sistema ferreo di protezioni non avrebbe mai osato impegnare un’alta carica istituzionale in una lotta di fazione, dirigere i lavori di un’Assemblea legislativa e nello stesso tempo farsi protagonista della scissione di un partito e della nascita di un altro.  Certo, la storia non si ripete mai allo stesso modo, ma gli ingredienti del ribaltone del 1994 ci sono tutti: un “a fondo” della magistratura contro il premier su di un caso clamoroso; un governo tecnico richiesto e sostenuto da tutti i poteri forti; una nuova legge elettorale che assicuri la sconfitta della coalizione PdL-Lega.”

Nel “sistema ferreo di protezioni”, metterei a questo punto anche Napolitano, il quale, sul caso Fini, continua a non sentire, a non vedere e a non parlare.

Al contrario di quanto fa Italo Bocchino (ma chi ha potuto votare uno così?) il quale ci fa cortesemente sapere che ha preso un colpo di sole.

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Casa Montecarlo. Rassegna stampa del 24 agosto 2010. Qui.


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