Memo, Racconti in grigio, Libertà edizioni 2009

di  Marisa Cecchetti

Tra i “Racconti in grigio”, genere letterario che Memo dimostra di saper padroneggiare, “L’inquilina” è senza dubbio la storia che dà corpo all’intera raccolta.  Le mura della città, ma soprattutto interni grigi di palazzi del centro storico, fanno da sfondo alla storia di lui, anziano e premuroso infermiere della moglie malata, e di lei, una giovane donna arrivata in questa città per lasciarsi alle spalle un passato pesante e trovare nuova energia e nuova vita. L’altro è un giovane presso la cui agenzia la donna ha trovato lavoro. Un incipit narrativo pacato si trasforma rapidamente, in un crescendo di tensione, con la sensazione di una trappola in agguato. L’anziano, che vede nella giovane l’ultima sua possibilità di amare dopo la scomparsa della moglie, ne diventa un astuto persecutore, e con mente criminale la svuota di ogni energia psicologica, fino a dominarne mente e corpo. Inutile ogni tentativo del giovane amico della ragazza, che esplode in un gesto di follia ed apre su un finale di violenza crescente. Sono racconti che lasciano un disagio profondo, che colgono il male di vivere, la sconfitta, e negano la possibilità della gioia. Sono personaggi privi di luce interiore, di forza vitale, forse simboli di una società che non riesce a individuare qualcosa di vero e profondo per cui combattere?

Memo, Racconti in grigio, Libertà edizioni 2009

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