Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

FUMETTI: Epoxy

27 Novembre 2009

[da:‚ÄĚEnciclopedia dei fumetti‚ÄĚ a cura di Gaetano Strazzulla, Sansoni, 1970]

GLI AUTORI

JEAN VAN HAMME – Volendo cercare le moti ¬≠vazioni d’origine che, sulla scia di quel classico ormai della bande dessin√©e erotica ch’√® Barbarella, hanno fatto accostare anche altri au ¬≠tori di lingua francese a codesto genere ormai ricco di titoli e di personaggi ovviamente nella totalit√† femminili, bisognerebbe compiere un approfondito studio sociologico. Uno studio ca ¬≠pace di coinvolgere √Ę‚ÄĒ a partire dagli anni ses ¬≠santa √Ę‚ÄĒ l’intero apparato iconografico, la cosi chiamata ¬ę civilt√† dell’immagine ¬Ľ nella sua to ¬≠talit√†. Dal cinema alla pubblicit√† cartellonistica: una ventata di liberalizzazione dell’immagine, del nudo femminile, che √Ę‚ÄĒ come ogni fenomeno di qualsiasi forma – non poteva non portare anche a massicci e macroscopici scompensi, a esagerazioni tanto pi√Ļ vistose, poich√© anda ¬≠vano in pasto a un pubblico prigioniero di fer ¬≠rei tab√Ļ e di intoccabili, fino al giorno prima, tradizioni moralistiche.

Per Jean Van Hamme (e per il disegnatore Paul Cuvelier, al quale dedichiamo di seguito una nota personale) si √® trattato evidentemente di una specie di sfida, dettata dal desiderio di provare che dal settore ragazzi dei fumetti si poteva passare tranquillamente al settore adulti, confezionando nel contempo un’opera di rimar ¬≠chevole anticonformismo appunto erotico. Ci√≤, pi√Ļ che per Van Hamme, per Cuvelier. Jean Van Hamme entra in scena nell’universo fu ¬≠mettistico nel 1966 come traduttore delle tavole umoristiche americane che vengono pubblicate dal giornale belga Le Moustique. Si badi: non ancora come sceneggiatore. Ci√≤ avverr√† comun ¬≠que di l√¨ a pochi mesi, conosciuto appunto Paul Cuvelier al quale sottopone in lettura la storia di Epoxy: un genere totalmente estraneo al collega designer, che si lascia tentare. Ne na ¬≠sce, sulla scia di altri, di Barbarella, di Ione Sloane, di Jodelle, di Pravda, di Scarlett Dream, tutti editi dal parigino Eric Losfeld, il volume di grande formato con tavole a un unico colore che varia con il progredire dei capitoli recante per titolo √Ę‚ÄĒ come i precedenti √Ę‚ÄĒ il nome della protagonista, Epoxy, per l’appunto. A Cuvelier, per√≤, appena terminato questo la ¬≠voro, consegna pure una nuova storia sceneg ¬≠giata per ragazzi con un personaggio che i frui ¬≠tori del periodico illustrato a fumetti Tintin co ¬≠noscono da lunga data: Corentin. Ne parle ¬≠remo occupandoci di Cuvelier, in quanto fu lui, nel 1946, a dargli vita scrivendo e disegnando il primissimo episodio apparso con la tavola iniziale nel n. 1 del menzionato Tintin. Sar√†, almeno fino ad ora, un’occasione unica per Jean Van Hamme. Quest’esperienza nel set ¬≠tore pi√Ļ genuinamente tradizionale del fumetto, quello cio√® destinato da sempre alla giovent√Ļ, lo immette a viva forza ¬† in ¬† un ¬† universo che ¬† lo avvilupper√† ¬† ¬† in ¬† ¬† modo ¬† ¬† totale, ¬† ¬† dimostrando ¬† ¬† co ¬≠munque fervidit√† d’idee.

Nel 1968 prepara una dozzina di storie sceneg ¬≠giate per il disegnatore milanese (ma residente a Bruxelles e collaboratore fisso del settimanale Tintin) Dino Attanasio, dal titolo dei due prota ¬≠gonisti, Modeste e Pompon: eroi di comicissime gags, irresistibilmente attratti dai guai ch’essi stessi maldestramente combinano. Attanasio do ¬≠na una verve particolare a queste storie, cari ¬≠candole di umori freschissimi tutti dentro una cifra di paradossale inventiva. Per inciso diremo che Attanasio, il quale pi√Ļ tardi avrebbe fornito al Corriere dei Piccoli le avventure comiche di Ambrogio e Gino, dopo la lontanissima espe ¬≠rienza nel ¬ę cartone animato ¬Ľ con il lungome ¬≠traggio di Anton Gino Domenghini La rosa di Bagdad (1943-47), in Belgio aveva dato vita a una parodia dell’italiano gesticolante con la ta ¬≠vola di Monsieur Spaghetti, divenuta anche di ¬≠segno animato.

Il personaggio comunque di ¬† maggior successo per Jean ¬† Van ¬† Hamme ¬† rimane ¬† Gaston ¬† Legaffe, lo ¬† ¬† scombinato ¬† ¬† combinaguai ¬† ¬† giovane ¬† ¬† ¬ę addetto di redazione ¬Ľ che con i disegni, insostituibili, di Andre Franquin, apparve nell’altro periodico per ragazzi belga Spirou. La sua furbizia √® stata appunto quella di sapersi affiancare a creatori d’indubbio talento e di altrettanto furbo me ¬≠stiere. Franquin (e lo sanno anche i lettori del Corriere dei Piccoli che di lui hanno visto i di ¬≠segni sia di Gaston Legaffe, cognome composto di trasparente allusione ai guai appunto che codesto giornalista confusionario combina, viene il sospetto, apposta per non farsi fagocitare dal ¬ę sistema ¬Ľ, sia di quell’immaginario animale di colore giallo tigrato denominato all’origine Mar-supilami e divenuto in Italia Martagone) √® con ¬≠siderato uno dei capofila della scuola europea del fumetto.

 

PAUL CUVELIER – Quando, nel 1967, Jean Van Hamme, conosciuto il disegnatore Paul Cuve ¬≠lier, gli fa leggere la sua storia erotica, am ¬≠bientata √Ę‚ÄĒ a differenza delle altre spesso tra ¬≠sportate in lontani universi persi nell’oceano galattico √Ę‚ÄĒ dentro le suggestive correnti della mitologia greca (con un inizio comunque e un finale che si rifanno alla fantascientifica ¬ę spac ¬≠catura del tempo ¬Ľ), intitolata Epoxy, il disegna ¬≠tore belga ha alle spalle oltre vent’anni di atti ¬≠vit√†. Il suo primo lavoro a fumetti, del quale scrisse anche la sceneggiatura, dopo averne inventato l’intreccio, √® Les aventures de Corentin Feldo√ę, che cominci√≤ ad apparire nel 1946 nel nuovo settimanale per ragazzi Tintin. Personag ¬≠gio, codesto Corentin, che ha conosciuto delle lunghe eclissi, il quale tuttavia continua a es ¬≠sere ancor oggi uno degli eroi pi√Ļ amati e pi√Ļ seguiti dai ragazzi del periodico belga, dovuto in seguito a sceneggiatori diversi, compreso, nel 1968, Jean Van Hamme. Corentin √® un ra ¬≠gazzetto biondo, europeo, il quale vive le sue avventure movimentatissime, alla stregua di quanto accadeva nel film di Zoltan Korda Il principe Azim (1938), in un’India favolosa e scin ¬≠tillante, invischiata in misteriosi intrighi. Solo che l’epoca √® pi√Ļ lontana: i personaggi vivono agli inizi del Settecento. Ve dentro, naturalmente, anche il ricordo di Kipling e, volendo cercare tra le righe o tra i quadretti, anche quello del nostro Salgari. E bench√©, come s’√® detto, affi ¬≠dato a soggettisti diversi, rimane di diritto pro ¬≠priet√† di Cuvelier, che gli diede vita creandolo dal nulla e portandolo quindi avanti con il suo disegno preciso, puntuale, realistico, da ¬ę vec ¬≠chia scuola ¬Ľ.

Su sceneggiature di Greg (pseudonimo di Mi ¬≠chel Regnier), redattore capo di Tintin, disegna verso il 1960 due nuove storie, Flamme d’argent e Line. Quest’ultima diviene poco dopo testata di un nuovo settimanale a fumetti, destinato alle ragazze. Prima di disegnare Epoxy, aveva ini ¬≠ziato, sempre per Tintin, nuovi episodi con pro ¬≠tagonista un piccolo indiano di nome Wapi.

 

IL PERSONAGGIO

 

EPOXY – Un tuffo nella mitologia greca e uni ¬≠versale, pretesto per distaccarsi √Ę‚ÄĒ da parte dei due autori, Jean Van Hamme per la sceneg ¬≠giatura e Paul Cuvelier per i disegni √Ę‚ÄĒ il pi√Ļ possibile da quanto finora era stato fatto con l’altro analogo fumetto erotico, come questo all’origine raccolto in sofisticati volumi di lusso ¬ę da biblioteca ¬Ľ, di lingua francese. Epoxy, la protagonista e leit-motiv iconografico della sto ¬≠ria che potrebbe anche rientrare nel filone fan ¬≠tascientifico rivolto al passato mitico (gli altri due filoni della science-fiction, com’√® noto, sono rivolti l’uno al futuro, il secondo al nostro pre ¬≠sente sommandosi a ci√≤ che un neologismo re ¬≠cente usa chiamare ¬ę fantapolitica ¬Ľ), √® una ra ¬≠gazza floridamente bella, appartenente ai giorni nostri, la quale finisce, a causa di una ¬ę spac ¬≠catura nel tempo ¬Ľ, per precipitare nell’universo della mitologia √Ę‚ÄĒ appunt√≤ √Ę‚ÄĒ popolata di quei personaggi che tutti abbiamo incontrato sui testi scolastici.

Accade durante il primo capitolo: mentre ve ¬≠leggia con il suo barchino su una laguna pun ¬≠teggiata di isole rocciose, paesaggio inconfon-dibilmente greco, Epoxy viene investita da un motoscafo d’alto mare; finisce in acqua e an ¬≠negherebbe se una provvidenziale rete non la facesse riemergere alla luce del sole. Da qui, per√≤, comincia l’incubo. Epoxy si trova, capi ¬≠tolo dopo capitolo, nel bel mezzo di Amazzoni e Centauri, di Satiri, Ninfe, Fauni, Naiadi; incon ¬≠tra il figlio di Zeus, il gigante Argo dai cento occhi, Antigone, Dionisio, Teseo, Poseidone, Afrodite, perfino Cerbero il cane dalle tre teste che sta al fianco di Caronte a guardia dello Stige. Insomma un collage di figurazioni che vengono mescolate come gli ingredienti √Ę‚ÄĒ non importa in quali dosi √Ę‚ÄĒ di un cocktail, il cui sapore in fondo non reca un’autentica novit√†. Sa di conosciuto. √ą qualcosa che abbiamo gi√† accolto dentro di noi, rimuginato dopo gli anni di scuola su testi classici e ribaltati da altre interpretazioni.

La cosa strepitosa del fumetto riguarda non tanto la crudelt√†, il sadismo, la violenza, che spesso accompagna come un incubo provocato durante il sonno da cattiva digestione, bens√¨ l’erotismo: come, cio√®, √® trattato il nudo nelle sue conseguenze sessuali. Certo con compia ¬≠cenze che vanno oltre le gi√† scioccanti inven ¬≠zioni del Forest di Barbarella, provocate dai pre ¬≠testi appunto mitologici. Si veda l’amplesso con Zeus incarnato in un Toro, amplesso interrotto da un’aquila… gelosa. Oppure quello del gio ¬≠vane adone inviato da Zeus per uccidere Argo nel sonno (sfatando la leggenda che voleva che cinquanta dei suoi cento occhi restassero aperti quando gli altri si chiudevano per dargli il ne ¬≠cessario riposo), il quale giovane diviene invi ¬≠sibile calzando sul capo l’elmo del signore del regno sotterraneo Ades. O ancora le disarmate difese di Epoxy quando capita, come prima visita della sua avventura onirica, tra le Amaz ¬≠zoni, la cui regina la vuole intimamente con s√©. Le sequenze, agganciate alle altre in cui la magia predomina e rende infine tutto accetta ¬≠bile secondo una logica misurabile soltanto con il metro dell’arcano e dell’invenzione mitica, trovano giustificazione nel concetto ossessivo dell’amore carnale che predomina la storia dal ¬≠l’inizio lungo ogni sua piega. Falsando per ci√≤ alcune motivazioni come, ad esempio, quella che vuole le Amazzoni, affinch√© potessero meglio trar d’arco, con la mammella destra bruciata fin dall’et√† pubere. Qui invece abbiamo per ra ¬≠gioni erotico-estetiche la loro integrit√† fisica; talune Amazzoni sono bellissime, altre sono virago di mascolina violenza e potenza fisica. Iconograficamente, l’universo mitologico √® reso con accattivante suggestione, anche se privo di autentici slanci poetici e magici. Vi si scorge, talora, il ricordo shakespeariano del Sogno di una notte di mezza estate: nella sequenza dei fauni e dei centauri. Appena uno sprazzo, pre ¬≠sto dimenticato. Il lettering, tranne che nel primo e nell’ultimo capitolo fatti svolgere in epoca attuale, echeggia la grafia dei caratteri greci, e ci√≤ lega anche se in maniera non eccezionale all’insieme compositivo di ogni tavola. Abba ¬≠stanza facile, √®, infine, il pretesto che d√† con ¬≠clusione alla storia. Epoxy si trova a dover traversare lo Stige, invisibile, aggrappandosi alla barca di Caronte. Ma ormai appartiene al regno dei morti: quando un minatore trover√† il suo corpo in un cunicolo, meravigliato di tanta florida bellezza nuda e in vita a quella profondit√†, Epoxy non lo segue: torner√† negli inferi. Cos√¨ la storia chiude, con due sostan ¬≠zialmente brutti capitoli, l’iniziale e l’ultimo, a corollario di episodi discutibili, abbastanza spe ¬≠culativi sul piano erotico, comunque di una gradevole resa grafica.


Letto 3184 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart