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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Giallo: Gigolò/A detective story: Gigolo (Trad. Helen Askham) #13/22

23 Agosto 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Gigolò #13

Si potrebbe fare molto per la povera gente, e non si fa nulla. La politica dovrebbe tendere a questo, essere questo, anch’essa una missione.
A Rio de Janeiro, Maria e il suo fidanzato vivevano felici. Poiché Quinto si era laureato in medicina, il suo arrivo, oltre a recare gioia a Maria, fu considerato un dono di Dio. La sera, la comunità lasciava che Quinto e Maria avessero i loro momenti di intimità. Ne approfittavano qualche volta per andare in giro e discorrere avendo sempre sotto gli occhi una umanità che era più vera di quella che avevano lasciato in Italia.
«Quando vorrai, Maria, io ti sposerò. In questo modo, voglio legare la mia vita alla tua fede. » Maria era partita con l’intenzione di prendere i voti e farsi suora per dedicare la sua vita a favore dei poveri. Ma considerava la presenza accanto a sé di Quinto un segno della Provvidenza, e l’aver conosciuto questo ragazzo buono e ricco di generosità doveva significare qualcosa anche per lei. Così non rispondeva di no a Quinto.
«Se Dio lo vorrà » rispondeva.
«Si può fare del bene anche da sposati » diceva lui sorridendo, prendendola in giro. Lei lo guardava ed avvertiva il fascino della sua bontà.
Vestivano dignitosamente, ma Quinto aveva dimenticato i begli abiti alla moda e non li desiderava più. Aveva imparato ad essere umile.
Ogni tanto scoppiava qualche sommossa contro il governo. Ciò accadeva un po’ dappertutto nei Paesi poveri, che dovevano soffrire anche quest’altra miseria prodotta dalla guerra. A seconda di chi scatenava la lotta, spesso ne andavano di mezzo le comunità religiose. Sembrava che si volesse cancellare quel po’ di sollievo che veniva arrecato, nel timore che esso potesse far sorgere nell’animo dei deboli il desiderio della libertà. La miseria facilita la sottomissione e la schiavitù. Chi soffre quasi mai alza la testa, ma sta chino sulle proprie ferite. Chi comanda lo sa. Rispetto all’Occidente, la soglia della libertà qui è lontana e irraggiungibile come l’orizzonte. La speranza è frustrata.
Quinto più di Maria avvertiva questa differenza. Per molto meno i francesi si erano ribellati e avevano scatenato la rivoluzione. Perché quando la miseria si fa profonda si rinuncia a lottare? Perché si allontana la speranza?
Tuttavia, era qui che si poteva constatare anche un’altra amara verità, e cioè che tanto una rivoluzione quanto un grande atto di amore, come per esempio perfino quello compiuto da Madre Teresa di Calcutta, non riescono mai a mutare il corso della storia e a scalfire l’egoismo dell’uomo. Provocano solo dei sussulti, poi tutto è riassorbito e tace.
Maria e Quinto quel giorno vagavano liberi per le strade della periferia degradata di Rio de Janeiro; erano sereni, scacciavano i cattivi pensieri e avvertivano che comunque il loro atto di amore, nel momento che giungeva a destinazione, dava gioia alla loro anima e agli altri. Erano piccoli uomini rispetto all’immensità del dolore, ma sapevano far nascere la gioia.
Giorgio dalla sua poltrona, chiuso nei pensieri, li vedeva.

Anche Into si accorse di una presenza dentro la sua anima e nella sua mente. Non vi assumeva un ruolo, era lì e basta, una presenza neutrale, ma una presenza nuova. Non riusciva a dimenticare Janne. Stava per ore alla finestra, con lo sguardo perduto oltre quella distesa bianca di neve. Sua moglie e suo figlio non ci facevano più caso ed immaginavano che Into in questo modo invecchiasse.
Tutto fu come il passaggio di un fulmine.

«Possibile che quel Giorgio non si sia accorto di nulla? » Era Jacopetti, e lo domandava al commissario mentre si recavano in macchina dalla signora Giulia.
«Mi sembra un sognatore, quello lì, con la testa tra le nuvole. »
«Succede quando si va in pensione. »
«A me non succederà, Jacopetti. A te, caso mai… »
«E chi può prevedere che cosa succederà al nostro cervello. Ad un certo punto s’inceppa come il motore dell’automobile. Solo che non si trova un meccanico in grado di ripararlo. Questo è il guaio. Così, prima si comincia a sognare, non si sta più coi piedi per terra, e poi ecco che si rimbambisce. »
«È proprio ciò che succederà a te, Jacopetti. Già ora, mi pare… »
«Già ora che, commissario… » Aveva fatto la faccia scura, pensando alla sua promozione.
«Via che sto scherzando. Piuttosto, vediamo di non farci imbambolare da quella bella signora. Non mi dirai che non ci hai fatto un pensierino. »
«Altroché! »
«Allora vedi di non distrarti mentre la interrogo. »
«Non mi sono mai distratto. »
«Uhm. »
«Lei è convinto che le donne possano mettermi di mezzo. Non è ancora nata la donna che si prende gioco di me. »
«E Esterina? »
«Quella mica si prende gioco di me. Quella mi comanda, che è un’altra cosa. Ed io ubbidisco. »
Con la macchina imboccarono il viale. La signora Giulia fu sorpresa della visita, e li fece accomodare un po’ infastidita. Il marito, per fortuna, era assente.
«Finirà che la servitù s’insospettisce e qualcosa giungerà all’orecchio di mio marito. Insomma, mi pareva di aver detto tutto quello che potevo. Cos’altro volete sapere da me? Io non so nulla della morte di quel giovanotto, e maledico il giorno che l’ho incontrato. Rovinerà la mia vita, me lo sento. »
«Non gliela roviniamo certo noi, signora. Comunque sono tornato perché l’alibi col parrucchiere non torna. Lei è stata dal parrucchiere dalle sei alle otto. È così? »
«Più o meno. »
«L’altra volta è stata precisa. »
«Sì, mi pare che sia così. »
«La morte del giovane è stata fatta risalire intorno alle 20,30, 21. Così c’è lo scarto di mezz’ora, e forse addirittura di un’ora. Quindi lei potrebbe aver avuto tutto il tempo per salire dalla vittima ed ucciderla. »
«E perché avrei dovuto farlo? »
«Gelosia, per esempio. »
«Ho avuto altri amanti, non l’ha capito? »
«E allora? »
«Sono abituata a praticare certi uomini. L’ultima cosa di cui può incolparmi è proprio la gelosia. Con gli uomini ci faccio l’amore e basta, visto che mio marito se lo merita. »
«E perché se lo merita? »
«È un donnaiolo, e mi trascura. Preferisce le altre donne. »
«Non ci credo. Lei è una donna bellissima. E attraente. »
«Non la pensa così mio marito. »
«Da quanto tempo suo marito la tradisce? »
«Dopo poco che ci eravamo sposati scoprii che aveva una relazione, poi scoprii che andava regolarmente a donne, anche prostitute. Una umiliazione. »
«Se non l’ha ucciso lei, potrebbe averlo ucciso suo marito. »
«Se lo tolga dalla mente. Alfredo non è capace di uccidere una mosca. »
«Potrebbe essersi ingelosito. Oppure quell’Alberto potrebbe essersi vantato con qualcuno di avere lei per amante. La cosa è giunta all’orecchio di suo marito. Quell’Alberto potrebbe aver urtato in qualche modo la sua suscettibilità, e così suo marito ha deciso di ucciderlo. Trova che sia una ipotesi insostenibile? »
«In teoria, potrebbe andare, ma non per mio marito, che le ripeto, non è capace di essere cattivo. Lui è indifferente a tutto, salvo che alle donne. Ma questa è una malattia, secondo me. »
«Bisognerà interrogare suo marito. »
«Non lo faccia, commissario. Mi aveva promesso… »
«O è stata lei ad uccidere Alberto o è stato suo marito. Non ci sono altre possibilità. Lei ha un buco nel suo alibi, e il buco di un’ora, o anche di mezz’ora, può essere stato più che sufficiente a consentirle l’omicidio. Dunque… »
«Ma lei, commissario, è davvero convinto che sia stata io? »
«Lei o suo marito, gliel’ho detto. »
«Non sono stata io! E lei non può rovinarmi andando a parlarne con mio marito. »
«Ma signora, crede davvero che suo marito, in tutti questi anni, non abbia capito che lei aveva degli amanti? Via, non crederà di essere riuscita a nascondere le sue relazioni. Suo marito se la spassava con le altre donne e sapeva benissimo che lei faceva altrettanto con gli uomini. A lui andava bene così. »
«Questo lo afferma lei. Invece, anche se non lo crede possibile, mio marito è convinto che io continui ad essergli fedele, nonostante i suoi tradimenti. Molti uomini che hanno delle amanti sono convinti che la loro moglie gli resti ugualmente fedele. Mio marito non è il solo ad esserne convinto. Gli uomini sono degli stupidi, e non lo sanno. »
«Tutti? » Era Jacopetti, questa volta.
«Tutti » fu la risposta, perentoria.
«Non abbiamo altra scelta. Dovremo per forza interrogare suo marito, nonostante lei sia convinta che non conosca la vittima. Nel nostro mestiere abbiamo imparato a diffidare perfino della logica, e, mi creda, tutto può accadere, soprattutto quando di mezzo ci sono storie di sesso. »
«Il sesso è dappertutto » disse Jacopetti, con gli occhi che sprizzavano bagliori.
«Io non sono stata. »
«Ci accontentiamo della sua parola, al momento. Ma andremo a far visita a suo marito. »
«Mi ucciderà. »
Scesero il viale senza proferire parola.
 

Gigolo #13

 Much could be done for the poor and yet nothing is done. Politics should aim at this, be this. It should be a mission.
Maria and her fiancé were happy living in Rio de Janeiro. Since Quinto was a qualified doctor, his arrival not only brought joy to Maria but was regarded as a gift from God. In the evening, the community let the two of them have some time alone together. Sometimes they used this time to go out for a walk and talk together and wherever they went, they saw a humanity that was truer than the one they had left behind in Italy.
“I’ll marry you, Maria, whenever you want. I want to bind my life to your faith in that way.”
Maria had left home with the intention of taking her vows and becoming a nun so that she could dedicate her life to the poor. But now she felt that having Quinto at her side was a sign from divine Providence. She had understood that this boy, so good and so generous, must mean something in her life too. So she didn’t say no to him.
“If it’s God’s will,” she replied.
“People can do good even when they’re married!” he said with a smile, teasing her a little.
She looked at him and saw the charm of his goodness. They were both dressed simply and modestly. Quinto had forgotten his fine fashionable clothes and no longer wanted them. He had learned humility.
Every now and again a revolt against the government broke out, as was happening throughout the poor countries where people had to endure the further misery that war produced. Depending on who started these outbreaks, the religious communities found themselves involved. It seemed those responsible wanted to do away with the little relief the communities provided for fear this might kindle a desire for freedom amongst the weak. Poverty breeds submission and slavery. Those who suffer poverty do not hold their heads high but are bowed down by their wounds and those in power know that. Compared with the West, liberty here was as distant and unreachable as the horizon. Hope had soured.
Quinto saw this difference more than Maria did. The French had risen up for much less and started a revolution. Why was it that people ceased to struggle when poverty and misery ran deep? Why did hope disappear?
And it was here another bitter truth was to be found – that neither a revolution nor a great act of love, such as the work carried out by Mother Teresa of Calcutta, can ever change the course of history or have any effect on man’s selfishness. They cause shockwaves but these are absorbed and fall silent.
That day Maria and Quinto wandered through the streets on the wretched outskirts of Rio de Janeiro. They were happy. They drove away sad thoughts and they saw that what they did for others out of love gave joy to their own souls and to others. They were insignificant people in the midst of the immensity of sorrow, but they could awaken joy.
Giorgio sitting in his armchair, shut up in his thoughts, saw them.

Into, too, was aware of a presence in his soul and in his mind. It did not play any part, it was there, that was all, a neutral presence but a new one. He couldn’t forget Janne. He stood for hours at the window, looking out over the great white expanse of snow. His wife and son paid no attention any more and supposed that Into was simply getting old. Everything was like a passing flash of lightning.

“Can Giorgio really have noticed nothing?” asked Jacopetti as he and Renzi were on their way to see Giulia.
“He seems like a dreamer to me, head in the clouds.”
“It happens when you retire.”
“It won’t happen to me, Jacopetti. As for you…”
“Who can tell what’ll happen to our minds? There comes a time when it seizes up, like the engine in a car. Only there’s no mechanic to fix it. That’s the trouble. First you start dreaming, then you can’t stand up on your own, and then, there you are, in your second childhood.”
“That’s just what’ll happen to you, Jacopetti. Maybe already…”
“Maybe already what, sir?” Jacopetti’s face clouded as he thought of his promotion.
“Come on, I’m joking. However, we don’t want to appear foolish in front of this good-looking woman. You’re not going to try and tell me that you haven’t been thinking about her, are you?”
“Of course I have!”
“Well just make you sure you keep your mind on your work while I’m asking her questions.”
“I always keep my mind on my work.”
“Hmm.”
“You’re convinced women make a fool of me but the woman who can do that is not yet born.”
“What about Esterina?”
“She doesn’t make a fool of me, no way. She bosses me about, which is quite another thing. And I do as I’m told.”
The car turned into the drive. Giulia was surprised by their visit and seemed rather annoyed as she asked them to sit down. Her husband, fortunately, was out.
“If this goes on, the servants will get suspicious and my husband will get to hear about it. It seemed to me that I’d told you all I could. What else do you want to know from me? I know nothing about the death of that young man and I curse the day that I met him. He’s going to ruin my life. I feel it.”
“We certainly won’t ruin it for you, signora. However, we’ve come back because your alibi of being at the hairdresser’s isn’t watertight. You were there from 6.00 to 8.00. Is that right?”
“More or less.”
“Last time you were sure.”
“Yes, the times seem right.”
“The young man’s death has been put at about 8.30, 9.00 p.m. So there’s a gap of half-an-hour, maybe even an hour. Therefore you would’ve had all the time you needed to go to his flat and kill him.”
“But why would I’ve done that?”
“Jealousy, possibly.”
“I had other lovers. Didn’t you understand that?”
“What do you mean?”
“I’m accustomed to associating with certain men. The very last thing you can accuse me of is jealousy. I make love with men and that’s all. My husband deserves it.”
“Why?”
“He’s a philanderer. He’s unfaithful to me. He prefers other women.”
“I can’t believe it. You’re a very good-looking woman. And attractive.”
“My husband doesn’t think so.”
“How long has he been unfaithful?”
“Soon after we were married I discovered he was having a relationship. Then I realised that he frequently went with other women, even prostitutes. Humiliating.”
“If you didn’t kill him, could your husband have done so?”
“You can forget that. Alfredo couldn’t kill a fly.”
“He could’ve been jealous. Or maybe Alberto boasted to someone that he was your lover and your husband got to hear about it. Alberto could have wounded his pride in some way and so your husband decided to kill him. Is that a possibility?”
“It might be, in theory, but not for my husband who, as I said before, is incapable of being violent. He doesn’t care about anything except women, but that’s a kind of illness, in my view.”
“We’ll have to speak to your husband.”
“Don’t do that, superintendent. You promised me.”
“It was either you or your husband who killed Alberto. There are no other possibilities. There’s a gap of half-an-hour or even an hour in your alibi. That could have been more than enough to allow you to commit the murder. So…”
“But, superintendent, are you really convinced I did it?”
“You or your husband, as I said.”
“It wasn’t me! And you mustn’t ruin me by speaking to my husband.”
“Signora, do you really believe that your husband, in all these years, hasn’t known that you have lovers? Surely not. You can’t suppose you’ve managed to hide all your relationships. Your husband amuses himself with other women and knows full well that you do the same with other men. And that’s fine by him.”
“So you say, but in fact, even if you don’t believe it possible, my husband is sure that I continue to be faithful to him, despite his affairs. Many men with lovers are convinced that their wife stays faithful to him just the same. My husband isn’t the only one to believe that. Men are stupid and they don’t know it.”
“All of them?” said Jacopetti.
“All of them,” she said curtly.
“In that case, we have no choice. We must perforce speak to your husband, even though you’re sure he didn’t know the young man. In our job we’ve learned to distrust logic and, believe me, anything can happen, especially when there’s sex in the middle of it all.”
“Sex is in everything,” said Jacopetti, his eyes sparkling.
“I had nothing to do with it,” Giulia said.
“We’ll take your word for it at the moment, but we’ll have to call on your husband.”
“He’ll kill me.”
They went down the drive without another word.

 


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart