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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Giallo: Gigolò/A detective story: Gigolo (Trad. Helen Askham) #14/22

24 Agosto 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Gigolò #14

Andarono a trovare il marito nel suo ufficio, che teneva in un palazzo vicino alla centralissima piazza San Michele. Era un individuo alto, di bell’aspetto, piuttosto antipatico e ambiguo.
Sembrava che non sapesse nulla della doppia vita di sua moglie. Il commissario era incerto sul da farsi. Dentro di sé voleva salvare i segreti della bella Giulia, ma fu lo stesso professionista a risolvere la sua incertezza. Infatti, fu pronto a rispondere quando Renzi gli mostrò la foto di Alberto.
«L’ho visto più di una volta con Ada. »
«E chi è Ada? »
«Una bella ragazza. Una prostituta. »
«Che lei frequenta? »
«Sì. »
«E sua moglie? »
«Non la frequenta, se è questo che mi chiede. »
«No che non è questo, e non faccia finta di non capire. »
«Capire che cosa, mi scusi. »
«Se sua moglie è al corrente delle sue scappatelle. »
«Suppongo di sì, ma non sto certo a chiederglielo. »
«Sua moglie le ha mai fatto scenate di gelosia? »
«Una volta, subito dopo sposati. Poi più nulla. Mia moglie si è dimostrata molto comprensiva. È una donna che capisce le esigenze di un uomo. »
«E quali sarebbero le esigenze di un uomo? »
«Via, commissario, lo sa meglio di me. »
«No che non lo so. » Jacopetti stava con gli occhi spalancati e la bocca aperta, e non se ne accorgeva.
«Non mi dica, commissario, che lei non ha mai fatto un corno a sua moglie. Mica può bastarle una donna sola? Via, che mi capisce anche troppo bene. »
«Non siamo tutti uguali. »
«È che lei non lo vuol dire. Mica si vergogna?… Qui siamo tra uomini. »
«Che rapporti ha con questa Ada? »
«Ogni tanto la vado a trovare. È una prostituta che frequenta un bar non lontano da qui. » Fece il nome. «A fare all’amore è un asso. Ci è nata per l’amore. Quello è il suo mestiere, e avrebbe fatto la prostituta anche se fosse diventata presidente della repubblica. »
«Che sa di questo Alberto? »
«Che era un gigolò. Si faceva pagare dalle donne. Fortunato lui, che se la spassava e ci guadagnava anche. Uno nato con la camicia. A me, le donne, invece, costano salate. »
«Lo invidiava un poco, non è così? »
«Ma che cosa va a pensare. Ognuno è fatto a modo suo, e quella molto probabilmente non sarebbe vita per me. Io, vede, faccio l’avvocato, nel mio lavoro sono uno che ci capisce, e guadagno molto. Sono nato per questo mestiere, ci sono tagliato, mi piace. E subito dopo mi piacciono le donne, ma non come lavoro, m’intende: come passatempo. Avrò pure il diritto di spassarmela, dopo che sgobbo come un miccio. »
«E sua moglie non conta niente per lei? »
«Certo che conta. A mia moglie non faccio mancare nulla. Lei non sa dove abita, probabilmente. » Il commissario gli aveva taciuto di essere stato a casa sua. «Mia moglie vive in una bella villa, ha tre domestici e non ha che da chiedere perché ogni suo desiderio sia esaudito. »
«Può non bastare a una donna. »
«A mia moglie basta. Gliel’ho già detto. È molto comprensiva e delle mie scappatelle sono sicuro che non le importa un fico secco. A lei basta vivere negli agi. »
«Quand’è stata l’ultima volta che ha visto la vittima? »
Rispose che l’aveva vista pochi giorni prima della sua morte, sempre da Ada. Aveva offerto un caffè a tutti e anche a lui, che era capitato lì per prendersi Ada.
«Ma perché siete venuti a interrogare proprio me. »
Il commissario fu pronto.
«Perché lei è amico di Ada e noi sapevamo che aveva conosciuto la vittima. »
«Ah » fece lui. «Ma non sospetta mica di me? »
«Sospetto di tutti. »
«E che motivo avrei avuto per ucciderlo? »
«Questo ce lo deve dire lei. »
«Nessuno. »
Quando Renzi gli chiese se avesse un alibi, rispose che non l’aveva.

Vasco Pratolini racconta da par suo in Cronaca familiare i suoi stenti e il suo proposito di diventare giornalista e scrittore. Non è stato il primo a conoscere la miseria e a trovarsi in tale condizione di spirito, ma desta ammirazione la capacità di aver inteso subito la propria vocazione e di aver respinto ogni cosa che non fosse legata a quella. La stessa determinazione del commissario Luciano Renzi, che sin da ragazzo desiderava fare il commissario, ammaliato dalla convinzione di essere utile in questo modo e di fare del bene, e c’era riuscito rinunciando a molte altre possibilità, che aveva respinto, per non lasciarsi abbindolare dalle vanità, tra le quali anche quella di fare lo scrittore, che lo incantava.
Piazza San Michele era raggiante di luce, che brillava sul candore dei marmi. Lassù il grande angelo vegliava sulla città. Jacopetti alzò gli occhi nella sua direzione.
«Certo che, se venisse giù, farebbe proprio un bel tonfo. »
«È tutto quanto ti ispira; sei un ateo allora… »
«Chissà perché mi è frullato per la testa questo pensiero. »
«Hai cominciato a rimbambirti prima di me. »
«Ma esistono gli angeli? »
«Se sei un credente, non puoi avere dubbi. Esistono, eccome, e ognuno di noi ne ha uno che gli cammina a fianco. » Jacopetti fece cenno di trattenere un sorriso.
«Che c’è Jacopetti? »
«Penso al mio angelo custode quando mi vede fare all’amore con Esterina. Chissà quanto mi compatisce. E forse mi guadagno anche il paradiso. Come lei, commissario. »
«Il paradiso me lo guadagno con le buone azioni, mica a letto con mia moglie. »
«Rispetto alla signora Giulia, però, la sua Maria… »
«Intanto la mia Maria è meglio della tua Esterina. Se la vuoi per questo verso, pìgliatela, te la sei proprio chiamata. »
«Stasera, se mi viene lo sfizio di coccolare la mia Esterina, sa che faccio? »
«Che vuoi che ne sappia delle mattìe che ti passano per il capo. »
«Cerco di chiudere gli occhi e far finta che sia la bella signora Giulia. Lo faccia anche lei, e vedrà come tutto sembrerà più bello. »
«Allora lo hai già provato… »
«Ebbene, sì. E mi ci sono trovato benissimo. Non costa niente. Uno si fa passare per la testa una bella donna; se ne vedono tante, al cinema, alla televisione, sulle riviste, che non si fa nemmeno fatica a ricordarle. Così me la posso godere anch’io, a dispetto di quei ricchi che le belle donne se le possono pagare. »
«Se continui così, Jacopetti, mi dici come posso proporla la tua promozione? Mica puoi aspirare a diventare commissario, con tutte quelle sciocchezze che ti frullano per la testa. »
«Ah, commissario, allora c’è proprio cascato. »
«Uhm. »
«Le ho raccontato un sacco di balle, e lei se l’è bevute come un uovo. Lo voglio proprio raccontare a Esterina, stasera. »
«Raccontaglielo e poi vedrai quel che ti succede. »
«Non dirà mica per la promozione. »
«Certo che sì, e poi non ti porto più con me. Ci porto… » E fece il nome.
«Bel guadagno che ci farebbe. Quello scambia sempre lucciole per lanterne. Sa con quello quanti casi riuscirebbe a risolvere? Nessuno. »
«Ma i casi mica me li hai risolti tu. I casi li risolvo da solo, mi pare. »
«Una piccola particina ce l’avrò pure anch’io. »
«Uhm, piccola piccola, però. » A Jacopetti sembrò abbastanza per continuare a sperare.
 

Gigolo #14

 They went to Alfredo’s office which was in a fine old building near Piazza San Michele right in the centre of town. He was a tall, handsome man, but rather unpleasant and sly-looking.
He seemed to know nothing of his wife’s double life. Renzi was unsure what to do. Part of him wanted to keep Giulia’s secret but it was Alfredo himself who solved his uncertainty. He was quite willing to answer when Renzi showed him a photograph of Alberto.
“I’ve seen him several times with Ada.”
“Who’s Ada?”
“A pretty girl. A prostitute.”
“That you visit?”
“Yes.”
“What about your wife?”
“She doesn’t visit her, if that’s what you’re asking.”
“That’s not what I’m asking and don’t pretend you don’t understand.”
“Understand what, may I ask?”
“I’m asking if your wife is aware of your escapades.”
“I imagine so but I certainly don’t ask her.”
“Has your wife ever made jealous scenes?”
“Once, just after we were married. That’s all. My wife has turned out to be very understanding. She’s a woman who understands a man’s needs.”
“And what would these needs be?”
“Come, come, superintendent, you know as well as I do.”
“No, I don’t.”
Jacopetti was sitting sat with eyes wide and his mouth open without realising it.
“Don’t tell me, superintendent, that you’ve never been unfaithful to your wife. Surely one woman isn’t enough for you. You understand me perfectly well.”
“We’re not all the same.”
“You just don’t want to admit it. Surely you’re not embarrassed? We’re all men here.”
“What kind of relationship do you have with Ada?”
“I go and see her every now and again. She goes to a bar near here.” He gave the name. “As far as love-making is concerned, she’s a star. She was born for it. That’s her profession. She’d be a prostitute even if she became President of the Republic.”
“What do you know about Alberto?”
“He was a gigolo. Women paid him. Lucky young man, enjoying himself and making money at the same time. Born lucky. It’s different for me. Women cost me a lot.”
“Were you a little envious of him then?”
“What’re you getting at? Everyone’s made differently and that kind of life probably wouldn’t suit me. I’m a lawyer, you see. In my kind of work, I’m one who understands and I make a lot of money. I was born for this kind of job, I’m cut out for it, I like it. Next best, I like women, not as a job, you understand, as a hobby. I have the right to enjoy myself since I work like a slave.”
“And your wife doesn’t mean anything to you?”
“Of course she does. I make sure my wife lacks for nothing. You don’t know where we live. We have a beautiful villa and my wife has three servants. She has nothing to ask for because her every wish is granted.”
“It may not be enough for a woman.”
“It’s enough for my wife. I’ve already told you. She’s very understanding and I’m perfectly certain she doesn’t care a jot for my little affairs mean. Living in luxury is enough for her.”
“When was the last time you saw the young man?”
Alfredo replied that he’d seen him a few days before his death, with Ada as usual. Alberto had offered to get everyone a coffee, including Alfredo, who’d come to take Ada away with him.
“But why have you come to me?”
Renzi was ready with his answer. “Because you’re a friend of Ada’s and we were aware that you knew the victim.”
“Ah,” said Alfredo. “But surely you don’t suspect me?”
“I suspect everyone.”
“But what motive would I have had for killing him?”
“You must answer that question yourself.”
“None.”
When Renzi asked if he had an alibi, he said he did not.

In his Cronaca familiare, Vasco Pratolini writes about his struggles and his ambition to be a journalist and writer. He was not the first to experience hardship and to find himself in that state of mind, but the fact that he recognised his vocation so early on and rejected everything that was unconnected to it is something to be admired. Detective-Superintendent Luciano Renzi had had the same determination. He’d wanted to be a detective-superintendent ever since his boyhood, attracted by the conviction that he could thereby be useful and do good, and he’d succeeded, partly because he’d rejected other opportunities, including the chance of becoming a writer, something that had greatly attracted him. He hadn’t wanted vanity to get in the way of his main ambition.
Piazza San Michele was radiant, the sunlight gleaming on the white marble. Above them stood the great angel keeping watch over Lucca. Jacopetti looked up at it.
“It would make a mighty thump if it fell,” he remarked.
“Is that all it makes you think? You’re an atheist now, are you?”
“I’ve no idea what put that thought into my head.”
“You’ve started to go gaga before me.”
“Do angels exist?”
“If you’re a believer, you can’t doubt it. Of course they exist and we all have one walking beside us.”
Jacopetti tried to hide a grin.
“What now, Jacopetti?”
“I’m thinking of my guardian angel watching me making love to Esterina. He must feel sorry for me. Maybe that’s how I’ll get to Heaven. Like you, sir.”
“I’ll get to Heaven through my good works, not for going to bed with my wife.”
“But compared with Giulia, Maria…”
“Maria’s better than your Esterina, at any rate, and if you want to take it in that sense, help yourself, you asked for it.”
“Suppose I fancy a cuddle with Esterina this evening, do you know what’ll do?”
“What makes you think I want to hear about the daft ideas that go through your head?”
“I’ll close my eyes and pretend she’s the lovely Giulia. You do the same and you’ll see how everything is better.”
“So you’ve already tried that then…”
“Yes, and I had a great time. It costs nothing. You picture a beautiful woman in your mind. You see so many of them in films, on the TV, in magazines, that it’s not difficult to recall one of them. That way I can have a good time for free, unlike those rich men that beautiful women can charge good money for the pleasure.”
“Jacopetti, tell me how I can possibly suggest you get promoted if you carry on like this. You can hardly hope to be a superintendent with all those idiotic ideas buzzing round in your head.”
“Sir, you’ve fallen right into it.”
“Eh?”
“I’ve been making it all up and you’ve swallowed the lot. I must tell Esterina this evening.”
“Tell her and then see what’ll happen.”
“Surely it won’t affect my promotion.”
“Of course it will. And another thing. I won’t have you as my assistant any more. I’ll ask…” He mentioned a name.
“Much good would that do you. That guy always gets the wrong end of the stick. Do you know how many cases you’d solve with him? Not one.”
“And what cases have you solved for me exactly? I solve my cases myself, it seems to me.”
“I’ve played a small part.”
“Hmm. Small, yes, very small.”
As far as Jacopetti was concerned, that seemed enough for him to go on hoping.

 

 


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart