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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Giallo: Gigolò/A detective story: Gigolo (Trad. Helen Askham) #20/22

30 Agosto 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Gigolò #20

In Europa, su quindici Paesi della Comunità, ben tredici erano a guida socialista. Da più parti si cominciava a sperare che un indirizzo diverso, più incisivo sul versante della lotta alla disoccupazione, potesse essere assunto. Sabato 24 ottobre e domenica 25 del 1998 in Austria i capi di governo si erano riuniti per discutere su questo tema. Vi era anche il problema dilagante dei clandestini che dai Balcani, dall’Asia minore, dall’Africa stavano invadendo le coste dell’Italia, che faceva fatica a contenerli. L’Occidente, ancorché in crisi, appariva ai clandestini come una terra promessa. In un mondo così grande e così esteso, pareva che il sogno di gran parte dell’umanità derelitta e abbandonata fosse quello di mettere piede sul suolo dell’Europa. Dovunque si soffriva, anche in Europa, ma la voragine di miseria che si era aperta per esempio nel Sudamerica, nell’India, in Africa, scuoteva molte coscienze. I generosi come Maria e Quinto si moltiplicavano. Le comunità religiose sparse dovunque ricevevano più ascolto che nel passato, si arrivava tardi, ma non era impossibile alleviare le sofferenze. Piccole rivolte, modeste rivoluzioni si accendevano qua e là dando il senso di un disagio che non voleva rassegnarsi, e di una umanità che non si considerava ancora sconfitta. Vi erano regioni dove l’uomo viveva in condizioni peggiori delle bestie. Solo nei Paesi del Nord Europa si poteva respirare un certo benessere. Ma una maledizione sembrava diffondersi dovunque anche lassù, e se non si soffriva la miseria come nel resto del mondo, si pativa un’inquietudine che consumava come la fame, divorava la coscienza. Da parte di menti sensibili come quella di Giorgio non si riusciva a comprendere dove stava il progresso del mondo.
L’uomo uccideva e si uccideva, in continuazione, sotto mille forme, e le più velenose, le più mortali erano ora diventate la miseria e l’inquietudine.
Giorgio non si staccava dalla sua finestra. Anziché guardare la piazzetta e la fontana, teneva gli occhi lontani, oltre gli alberi delle Mura. Iniziava un viaggio che riusciva a portarlo ovunque nel mondo. Dentro la sua mente turbinavano le tempeste di ogni angolo della Terra. Nessuno sapeva di certe sue notti, in cui gli pareva di vivere altrove, di incontrarsi e di tendere la mano a molti che nemmeno conosceva.
Avrebbe voluto, non sapeva perché, assumere dentro di sé tutti i dolori che affliggono l’uomo.
L’immagine di un bambino lo richiamò a se stesso. Il bambino corse ad aprire il rubinetto della fontana, si chinò, mise la bocca sotto il rubinetto e bevve a larghe sorsate. Si bagnò le scarpe, ma finì di bere, e poi corse via, sparendo in direzione della chiesa.
Comparve il commissario; si fermò proprio sotto di lui, alzò gli occhi, ma non lo scorse. Giorgio si era ritratto.
Renzi salì all’appartamento della vittima, non entrò. Verificò soltanto che i sigilli fossero intatti. Jacopetti l’aiutò a controllare. Poi ridiscesero le scale.
«Andiamo dalla signora Giulia, commissario? »
«Non vedi l’ora di incontrare quella bella donna, non è vero, Jacopetti? »
«Meglio lei di quell’antipatico di suo marito. Non lo posso soffrire. Si dà delle arie… »
«Se la spassa con le donne, ecco perché ti è antipatico. Vorresti essere al suo posto, questa è la verità. »
«Al suo posto no di certo. Non si dimentichi che potrebbe essere lui l’assassino. Questa ipotesi mica la si può ancora accantonare. »
«A questo punto propendo per la moglie. Ha sottratto lei il portaritratti per far sospettare del marito. »
«Ma potrebbe essere stata anche la cugina della vittima, quella prostituta. »
«E per quale motivo? Non ne vedo uno. »
«Per i soldi, per esempio. Quell’Alfredo Giannini non è uno stupido. Se voleva eliminare l’amante della moglie, sapeva benissimo che sarebbe stato il sospettato numero uno, e così ha pagato un killer. »
«E tu chiami killer quella povera prostituta? »
«Non bisogna essere James Bond per uccidere un uomo. »
«Secondo te, Ada si è fatta dare il portaritratti, poi una sera è andata a trovare il cugino, glielo ha regalato, e forse ci è andata anche a letto, non è così? »
«Mica le faceva schifo il cugino… »
«E l’ha ucciso. Ma ciò non liberava il marito dai sospetti, visto che la signora Adele aveva regalato a lui il portaritratti. »
«Questo è vero, ma il marito ha dichiarato che gli è stato rubato, e dobbiamo essere noi a trovare la prova che è stato lui ad uccidere. E se lui davvero si è avvalso di Ada, sarà difficile che qualcuno possa averlo visto introdursi in casa della vittima. Mentre Ada vi andava ogni tanto, come vi andavano anche Adele e molto probabilmente Alessandra, non generando particolare attenzione e sospetti. »
«Alessandra ha sempre dichiarato di non conoscere la vittima. »
«Potrebbe aver mentito. »
«E forse vi andava anche Giulia. »
«Un bel ginepraio, eh, commissario? »  

Si continuavano a contestare gli Stati Uniti un po’ dappertutto, perché ormai, venuta meno l’altra superpotenza, l’Unione Sovietica, si credevano i padroni del mondo e di poter fare il bello e il cattivo tempo dovunque. Il presidente Bill Clinton era implicato perfino in uno scandalo denominato sexgate, dal quale rischiava di uscire con le ossa rotte. Tuttavia non tutta la sua politica era da buttare, per esempio nei confronti dell’annosa questione della pace in Palestina il suo impegno era determinato, ostinato, e qualche frutto si cominciava a cogliere. Si moltiplicavano, infatti, i fautori della pace, e si riducevano gli estremismi. Del resto, la pace è una conquista di ogni giorno, dovunque, anche nei confronti di noi stessi, della nostra coscienza. Bello sarebbe che ogni popolo vivesse in pace, nella serenità, accontentandosi del poco. Un’utopia. Il personaggio di Gracco, in Uomini e no di Elio Vittorini, era sorpreso nel vedere che uomini buoni, che non avrebbero fatto male ad una mosca e desiderosi soltanto di vivere una vita semplice, ma in pace, si davano ad uccidere in azioni partigiane per conquistare la pace. “Perché se erano semplici, se erano pacifici, lottavano?”
Giorgio stava alla finestra e pensava a quante cose accadono nel mondo in contraddizione con l’esigenza della semplicità e della pace; tutto sembrava congiurare contro di essa, come se delle forze straordinarie si coalizzassero per sconfiggerla.
Dovunque nel mondo, molti operavano il male, e pochi lottavano per il bene. La pace è il bene tra i più alti. Into e Maria non rappresentavano forse le contraddizioni del mondo?
Come potesse conoscere ciò che avveniva nel mondo, a migliaia di chilometri dalla sua casa, era un mistero anche per Giorgio. Una condanna? Una espiazione? O addirittura una conquista?
Renzi aveva cominciato a sospettare anche di lui. Era troppo pacifico per non essere un assassino. Jacopetti lo assecondava.
«Forse dobbiamo metterlo in cima alla lista, commissario. Ha sentito cosa ha detto di lui quell’Adele? Che, pur facendoci all’amore, si sente a disagio. Non è normale, non crede? »
«Però, dedurre da ciò che sia lui l’assassino… »
«Però, lo sospetta, non è così? »
«È così. »
Erano nella piazzetta della fontana. Alzarono il capo e intravidero, dietro le tendine, l’ombra del professore.
«Ci spia. »
«Saliamo da lui, commissario? »
«Non ancora, non ancora. »
 

Gigolo #20

 In Europe, of the fifteen countries in the EEC, thirteen had socialist governments. People were beginning to hope for a change of direction, for a more effective approach to the unemployment problem. In Austria, on the Saturday the 24th and Sunday the 25th of October 1998, heads of government met to discuss this subject. There was also the increasing problem of illegal immigrants from the Balkan countries, Asia Minor and Africa, who were arriving on the shores of Italy which was struggling to contain them. The West, despite being itself in the midst of a crisis, seemed a Promised Land to them. In such a wide, wide world, it seemed that the majority of lost, abandoned humanity dreamt of setting foot on European soil.
There was suffering everywhere, even in Europe, but the abyss of poverty that had opened up in South America, India and Africa, for example, had struck the conscience of many. The number of generous-hearted people like Maria and Quinto was growing. Religious communities scattered everywhere were receiving more attention than previously. Help was arriving late but it was not too late to relieve suffering. Minor revolts and revolutions were breaking out here and there, giving a sense of an unease that did not want to give up, of a humanity that did not yet regard itself as defeated. There were places where people lived in worse conditions than the animals did. Only in the northern European countries could one have a certain sense of wellbeing. But even there a curse seemed to be spreading and, although people there were not suffering as in the rest of the world, they felt a disquiet that filled them with a kind of hunger and engulfed their consciousness. Apart from those with sensitive minds like Giorgio, people could not understand where progress in the world was leading to. Men went on killing and killing themselves in a thousand ways and the deadliest and the most poisonous were now poverty and unrest.
Giorgio scarcely left the window. Instead of looking down over the little piazza and the fountain, his gaze went far away, beyond the trees on the Walls. It was the beginning of a journey that would take him all over the world. Storms in every corner of the earth whirled in his mind. No one knew of those nights when he seemed to live elsewhere, meeting and offering his hand to people that he didn’t know. Though he didn’t know why, he wished he could take all the troubles that afflict mankind upon himself.
The image of a child brought him back to himself. The boy was running to the fountain, turned the tap, leant down, put his mouth to the tap and took great gulps of water. His shoes got wet, but he finished drinking, ran away in the direction of the church and disappeared.
Detective-Superintendent Renzi appeared. He stopped directly below Giorgio, looked up but didn’t see him. Giorgio had drawn back from the window.
Renzi went up to the dead boy’s flat but didn’t go in. He simply checked that the seals were intact. Jacopetti was there to help him check. Then they went downstairs again.
“Are we going to see Giulia, sir?”
“You can’t wait to meet that beautiful woman, can you?”
“Rather her than her unpleasant husband. I can’t stand him. He gives himself such airs…”
“He amuses himself with women. That’s why you don’t like him. You’d like to be in his shoes and that a fact.”
“In his shoes no. Don’t forget he could be the killer. You can’t dismiss that theory yet.”
“At the moment I tend to think it was his wife. She was the one who took the frame to make us suspect her husband.”
“It could also have been that prostitute, the victim’s cousin.”
“But what motive did she have? I can’t see one.”
“Money, for example. Alfredo Giannini is no fool. If he wanted to do away with his wife’s lover, he knew full well he’d be suspect number one, so he paid someone to do it for him.”
“And you think that poor prostitute might be a hired killer?”
“You don’t have to be James Bond to kill someone.”
“According to you, Ada got him to give her the picture frame, then one evening she went to see her cousin and gave it to him and maybe even went to bed with him. Is that what you’re saying?”
“Her cousin was pretty attractive…”
“And then she killed him. But that wouldn’t have put the husband beyond suspicion because Adele had given him the frame.”
“That’s true but the husband told us it had been stolen from him so we have to find proof that it was him who committed the murder. And if he really did use Ada, it’s unlikely anyone would’ve seen her putting it in the flat. Meanwhile, Ada went there now and again, as did Adele and very probably Alessandra, without arousing any special notice or suspicion.”
“Alessandra insists she didn’t know him.”
“She could’ve been lying.”
“And maybe Giulia went there too.”
“It’s a fine old tangle, sir.”

People were continuing to challenge the United States almost everywhere, since the other superpower, the Soviet Union, was diminished, and because they believed the Americans to be the masters of the world with the power to lay down the law wherever it liked. President Bill Clinton had been enmeshed in a sex scandal from which he was unlikely to escape unscathed. Some of his policies were good, however, such as his dealings with the difficult problem of peace in Palestine in which his commitment was determined and persistent and beginning to produce results. Advocates of peace were increasing and extremism was on the wane. In any case, peace must be won every day, everywhere, as it must be one within ourselves, in our conscience. It would be wonderful if everyone lived in peace, contenting themselves with little. Utopia. Gracco, a character in Men or not Men by Elio Vittorini, is surprised to see good men who wouldn’t hurt a fly and who wanted only to live a simple life, but in peace, setting out to kill in partisan actions in order to win that peace. “If they were simple, if they were peace-loving,” he asks, “why were they fighting?”
Giorgio was at the window thinking of how many things happen in the world that conflict with the need for simplicity and peace. Everything seemed to conspire against that, as if outside forces were trying to overpower it. All over the world, there were many who did evil and few who did good. Peace was the greatest good. Did Into and Maria perhaps represent the contradictions of the world?
How he could know what was happening in the world thousands and thousands of miles from his home was a mystery to him. Was it a punishment? Expiation? Or even a conquest?
Renzi had begun to suspect Giorgio as well. He was too a peaceable man not to be a murderer. Jacopetti agreed.
“Perhaps we should put him at the top of the list, sir. You heard what Adele said about him. That she felt uneasy when they were making love. That’s not normal, is it?”
“Deducing from that that he’s a murderer, however…”
“But you suspect him, don’t you?”
“I do.”
They were standing by the little piazza with the fountain. They looked up and glimpsed Giorgio’s shadow behind the curtains.
“He’s watching us.”
“Shall we go up and see him, sir?”
“Not yet, not yet.”

 


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart