Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Giallo: Gigolò/A detective story: Gigolo (Trad. Helen Askham) #9/22

19 Agosto 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Gigolò #9

L’omicidio di Alberto aveva tutti i caratteri del delitto passionale, ma la polizia brancolava nel buio.   Si era giunti a scoprire la relazione con la   signora Giulia, ma per l’ora in cui si presumeva fosse avvenuto l’omicidio, aveva un alibi: si trovava dal parrucchiere. Si era raccomandata che il marito non venisse a sapere nulla e il commissario Renzi glielo aveva promesso.
«Se lo viene a sapere, mi uccido. »
«Bisognava pensarci prima » scappò detto a Renzi, che subito si pentì. Jacopetti, che stava accanto a lui, era contento invece che glielo avesse detto. Lui aveva sempre in mente il concetto che le donne sono dei diavoli, e sono sulla Terra solo per combinare guai.
«Allora, significa che lei, commissario, lo dirà a mio marito? »
«Non credo proprio. »
«Se l’ho tradito, ho le mie ragioni, mi creda. Quando una donna cerca un altro uomo, c’è sempre una ragione. Non si tradisce volentieri il proprio uomo. »
«Alberto era un bel ragazzo… »
«Capisco cosa vuol dire. »
«Lo sa che quello di andare con le donne era il suo lavoro? »
Giulia abbassò gli occhi e non rispose.
«Comunque signora, questi sono fatti suoi. A meno che le indagini non mi ci costringano, suo marito non saprà niente da me. »
«Si può fidare di noi » disse Jacopetti, come per consolarla.
Appena fuori, mentre imboccavano il vialetto che conduceva al cancello, Jacopetti non si trattenne.
«Presto quella donna si cercherà un altro amante. Ce l’ha scritto in fronte. »
«La cosa non ci riguarda, Jacopetti. Non è la sola a comportarsi così. »
«Povero marito. È destinato ad essere cornuto per tutta la vita. »
«Anche lui doveva pensarci prima. »
«La signora è una bella donna. Sarà rimasto accecato dalla sua bellezza. »
«Al contrario di noi due, che ancora ci vediamo benissimo. »
«Però Maria e Esterina[1] sono delle donne che non ci dànno pensiero. Una donna bella porta sempre dei guai. »
«La bellezza costa cara, non è vero Jacopetti? Lo ricordo a te, che quando vedi una bella donna perdi la testa, e ti dimentichi delle cose che dici. »
«Ha ragione, commissario. Sono un debole, io. Su me, non metterei la mano sul fuoco. »
«Vallo a dire alla tua Esterina… »
«Quella mi castrerebbe, glielo dico io, commissario. Non le mancherebbe il coraggio. Lo sa che quando sono davanti al televisore con la mia Esterina, e compare una bella donna, io faccio finta di non vedere, e se la mia Esterina, da furba qual è, mi fa il trabocchetto e vuol sapere cosa ne penso di quella donna, io rispondo sempre che mi pare bruttina, anche se il cervello mi ha preso fuoco. Sa, commissario, le donne belle non sono tutte eguali, però. »
«Lo so da me, Jacopetti. Che fai? ti sei rimbambito? »
«Voglio dire che quando vedo una donna bella, mica mi faccio accendere dalla passione… »
Renzi gli batté una mano sulla spalla.
«Non dire citrullate. »
«Subito. Accendere subito dalla passione, volevo dire. Ma lei non mi lascia mai finire, commissario. »
«Perché stai mettendo in fila una corbelleria dietro l’altra. Ma ti rendi conto di quello che dici? »
«Certo che me ne rendo conto. Ma mi stia a sentire, commissario. Volevo dire che prima io la osservo ben bene una donna bella, perché vede, se lei potesse scegliere fra due donne belle, come si comporterebbe? Scommetto che non ci ha mai pensato, commissario. »
«Non ci ho mai pensato no. Quando mai mi capita di scegliere tra due donne belle, se nemmeno me ne capita mai una. E anche te faresti bene a non pensarci. Mica ti capitano queste cuccagne. A me la vuoi raccontare? »
«Lei sceglierebbe a caso, commissario, ecco che cosa farebbe. E qui commette l’errore. Perché potrebbe portarsi a casa la donna sbagliata. »
«Ossia? » Renzi si voltò a guardarlo pieno di benevola curiosità.
«Anche due donne gemelle non sono uguali per un uomo. »
«Questa poi. »
«Eh sì, commissario. Bisogna saperla scegliere, per non portarsi a letto quella sbagliata. »
«E qui ti volevo. Sempre a letto, te, le pensi le donne. Il sesso ce l’hai dentro il cervello, Jacopetti. »
«Ma la felicità sessuale è quella che decide della felicità coniugale. Su questo punto non c’è filosofo che la possa spuntare con me. »
«Esageri, Jacopetti. »
«Non esagero, è la verità. Lei la deve guardare bene negli occhi una donna, e deve riuscire a capire se le piace fare all’amore. Tutto qua. »
«Te, sempre a questo pensi. E poi mica è così facile capire. »
«Invece, non è difficile. Bastano poche parole, a volte anche una sola occhiata, e si avverte subito se la donna risponde, se c’è affinità, se prova la nostra identica inclinazione. »
«E se c’è affinità? » Ora Renzi cominciava a divertirsi.
«Ha la felicità assicurata, commissario. Quando la sera rientra a casa… »
«Quando rientro a casa, non mi reggo in piedi, Jacopetti. Figurati se penso a fare all’amore. »
«Io sì, invece. Sempre. »
«Povera Esterina! »
«Ma lei mica mi dice di sì, commissario. Mi fa certe prediche, che subito mi passa la voglia. »
«Allora non hai scelto la donna giusta, Jacopetti. Fai tanto l’intenditore, e poi, quando hai dovuto scegliere per te, hai fatto fiasco. Bel maestro che sei, e vorresti insegnare a me? »
«Non mi vuol mica far intendere che lei, al contrario, ha scelto bene. »
«E se ti dicessi di sì? »
«Non ci crederei, commissario. Lei scherza, non è vero? »
«Mica sei invidioso. »
«Eh sì, lo sarei proprio. Ma lei scherza, lo so. »
«Siamo due disgraziati, Jacopetti. Quante volte te lo devo ripetere. A noi solo la fortuna di sgobbare ci è toccata. Per il resto, nisba[2]. » E fece il gesto con la mano.
«Mi lasci sognare, però, commissario. Mi lasci sognare, se no io divento pazzo. »
Ma erano giunti davanti al cancello e si voltarono a guardare la villa, che era immersa nel verde di un parco immenso.
«Certa gente non si accontenta mai. »
«È proprio quando uno ha tutto, commissario, che commette le più grandi sciocchezze. »
«Cosa c’è nella testa di noi mortali, resterà sempre un mistero. »
«Quello sì che sarebbe un bel caso da risolvere. »
Jacopetti, mentre diceva queste cose, andò ad aprire lo sportello della macchina al commissario. Quindi, salito anche lui, si allontanarono.

Giorgio sta davanti alla finestra, anche lui. Contempla il cielo, che è grigio. Stanno passando dei nuvoloni neri, gonfi d’acqua. Giungerà la pioggia, pensa. Dalla parte del mare il cielo è già tutto coperto. Quelle che stanno passando sono soltanto le avanguardie del temporale. Vorrebbe scendere al piano di sotto, a trovare Adele e Cornelia e scambiare con loro quattro chiacchiere scaramantiche. Ha sempre avuto paura dei temporali, e dei fulmini, che con quello schianto terribile sembrano squarciare anche il corpo di un uomo. Tutta quella energia, pensa, non viene scaricata inutilmente sulla Terra. L’arrivo della piena, lassù nel cielo, quel coprirsi minaccioso, hanno su di lui un’attrattiva funesta. Gli pare che tutto quel nero si diriga verso di lui, entri dentro di lui per scaricarvi chissà che cosa. D’improvviso, senza alcun indugio, apre la porta e si trova sulla rampa di scale. Adele è sul pianerottolo e sembra attenderlo.
«Scendo da lei, Adele. Non voglio star solo. »
«Mi farà contenta. »
Adele s’era agghindata, come se avesse intuito il suo arrivo. Sensuale come non mai, dal vestito lasciava trasparire la coscia nuda, rotonda. Lui con la mano le carezzò il viso, non appena lei ebbe chiuso l’uscio.
Tremò la sua mano e tremò il corpo di Adele.
«Cornelia dorme » sussurra appena, mentre offre le sue labbra. Una frenesia li prende, finché la donna, quasi nuda, non lo afferra, conducendolo nella sua camera. Finisce di spogliarlo, poi si getta sul letto e lo attende. In tutto quel tempo non una sola parola uscì dalle loro labbra.
Ancora distesi sul letto, sprofondati in quella quiete dolcissima che segue ad una forte passione, furono destati dalle grida di Cornelia.
«Ci ha veduti? » domandò Giorgio.
«È la sua malattia » rispose Adele, carezzandolo. «Spesso ha dei sogni terribili. «Aspettami qui. Tornerò presto. »
Cornelia era avvolta in un bagno di sudore, gli occhi aperti, sbarrati, sembravano attendere qualcuno che non fosse la sua mamma.
«Sono qua, piccina. Sono io, dormi, dormi. »
«O mamma, o mamma… » diceva Cornelia.
«Dormi piccola mia. » Si avvicinò al letto, si sedette sulla sponda e prese a carezzarla.
«Voglio morire, mamma. Fammi morire. » Non era la prima volta che Adele udiva quell’invocazione disperata. Aveva ancora sul corpo il profumo dell’amore. Ne era invasa, lo sentiva, ed ora avvertiva il mescolio che dentro di sé faceva quell’acuto dolore.
Quando tornò in camera, Giorgio la desiderò un’altra volta, e Adele non seppe resistere. Gli si abbandonò, e se il pensiero di Cornelia stava per turbarla, lei si offriva con più ardore.

[1] Ricordiamo che sono rispettivamente le mogli del commissario e di Jacopetti.
[2] Termine gergale, per significare nulla.

 

Gigolo #9

Alberto’s murder had all the signs of a crime of passion but the police were making little progress. They’d found out about his relationship with Giulia but she had an alibi for the presumed time of death. She’d been at the hairdresser’s. She’d begged the police not to tell her husband anything and Detective-Superintendent Renzi had given her his promise.
“If he finds out, he’ll kill me.”
“You should have of that before,” Renzi had said.
It had slipped out and he immediately regretted it but Jacopetti, standing at his side, was glad he’d said it. He had the fixed idea that women are devils and here on earth only to cause trouble.
“Does that mean you will tell my husband, superintendent?”
“Not at all.”  
“I had my reasons for being unfaithful, believe me. When a woman goes looking for another man, there’s always a reason. A woman doesn’t cheat on her husband willingly.”
“Alberto was a good-looking boy…”
“I understand what you mean.”
“Did you know he was a gigolo, that he earned his living by going with women?”
Giulia looked down and said nothing.
“Well, that’s your business. Your husband will learn nothing about this from me unless our investigations require it.”
“You can trust us,” said Jacopetti, as if to comfort her.
As soon as they were outside and as they went down the drive leading to the gate, Jacopetti burst out, “It won’t be very long before that woman’s looking for a new lover. It’s written all over her face.”
“Well, it’s no business of ours, Jacopetti. Anyway, she’s not the only one like that.”
“Her poor husband. Destined to be a cuckold all his life.”
“He too should’ve thought of that.”
“She’s a good-looking woman. He must’ve have been dazzled.”
“Not like us two. We can still see quite clearly.”
“But Maria and Esterina[1] are women that cause no worries. A beautiful woman means trouble.”
“Beauty comes at a cost, eh, Jacopetti? Can I remind you of that when you see a gorgeous woman and lose your head and forget everything you’ve said?”
“You’re right, sir. I’m weak. You could never count on me.”
“Tell Esterina that.”
“I tell you, she’d castrate me. I’m not kidding, sir. She wouldn’t be scared to. You know, when I’m watching TV with Esterina and a good-looking woman appears, I pretend not to notice. And if Esterina, cunning little minx that she is, sets a trap for me and asks what I think of the woman, I always say she’s nothing special, even though I fancy her.” Then he said, “You know, sir, beautiful women aren’t all the same.”
“I can see that for myself, Jacopetti. What’s the matter with you? Are you losing your wits or something?”
“I mean when I see a beautiful woman, I don’t get carried away…”
“Stop talking nonsense.”
“At once. I don’t get carried away all at once, was what I meant. You never let me finish, sir.”
“That’s because you string one piece of nonsense after another. Do you actually understand what you’re saying?”    
“Of course I do. Just listen for a minute, sir. I meant that first I look at a beautiful woman very closely because, look, if you could choose between two beautiful women, how would you do it? I bet you’ve never thought about, sir.”
“I certainly haven’t. I’ve never had one beautiful woman, so I’m unlikely ever to have to choose between two. And you’d do better not thinking about it. You’re never going to have such luck. Anyway, tell me what I’d do.”
“You’d choose at random, sir, that’s what you’d do. And you’d be making a mistake because you could take the wrong woman home with you.”
“Meaning?” Renzi turned and gave Jacopetti a look full of kindly curiosity.
“Even twins aren’t the same for a man.”
“True.”
“It is true, sir. You need to know how to choose so as not to take the wrong one to bed.”
“As I thought. You think women are always in bed. You’ve got sex on the brain, Jacopetti.”
“But happy sex is what makes for a happy marriage. No philosopher can disagree with me there.”
“You’re going too far, Jacopetti.”
“No I’m not. It’s the truth. What you have to do is look deep into the woman’s eyes and see if she likes making love. That’s it.”
“You always say this but it’s not that easy to understand.”
“You’re wrong. It is. A few words are enough, sometimes just a glance, and you can see if she’s the right woman for you. You can see if there’s an affinity, if you’re both feeling the same way.”
“And if there’s an affinity?” Renzi was beginning to enjoy himself.
“Then your happiness is assured, sir. When you get home in the evening…”
“When I get home, I can hardly stand. The last thing I think about is making love.”
“But I do. Always.”
“Poor Esterina.”  
“But she doesn’t say yes. No way. She ticks me off about something and I lose the urge.”
“Then you didn’t choose the right woman, Jacopetti. You make out you’re a great expert but when you had to choose for yourself, you made a mess of it. Fine teacher that you are, maybe you’d like to teach me?”
“You’re not trying to tell me you made the right choice, are you?”
“What if I said yes?”
“I wouldn’t believe you, sir. You’re joking, aren’t you?”
“Surely you’re not jealous.”
“I would be, sir, but you’re joking. I know you are.”
“We’re both unlucky, Jacopetti. How many times do I have to tell you? Our fate is to slave our lives away. And that’s it. Zero.” He made an O with his thumb and forefinger.
“But let me dream, sir. Let me dream. Otherwise I’ll go mad.”
By this time, they had reached the gate and they turned to look at the villa and its parkland.
“Some people are never happy,” said Renzi.
“In fact, it’s when people have everything that they do the stupidest things.”
“What we mortals have in our heads is a mystery and always will be.”
“It would be a good mystery to solve.”
As he spoke, Jacopetti went to open the car door for Renzi. Then he got in himself and they drove off.  

Giorgio was at the window, like Into, looking at the sky which was grey with drifting water-laden clouds. It’s going to rain, he thought. The sky to the west above the sea was already thick with rain. The clouds above him were the forerunners of a thunderstorm. He thought he would like to go downstairs to Adele and Cornelia’s flat and chat with them, to ward off bad luck. He’d always been afraid of thunder and lightning storms whose fearsome crashing seemed to press down on his body. All that energy, he thought, was not discharged on to the earth in vain. The storm clouds up in the sky and the menacing darkening had a horrid fascination for him. It felt as if all the blackness was directed at him, getting inside him to discharge who knew what. Suddenly, without thinking, he opened the door and found himself on the stairs. Adele was on the landing, apparently waiting for him.
“I’m coming to see you, Adele. I don’t want to be on my own.”
“That’s nice.”
Adele was dressed up, as if she’d known he would come. She was looking sexier than ever, her dress revealing a bare, rounded thigh. As soon as the door was closed, he stroked her face. His hand trembled and Adele quivered.
“Cornelia’s sleeping,” she whispered as she raised her face for his kiss.
Desire seized them. Adele, almost naked, broke away and led him into the bedroom. She undressed him, lay on the bed and waited for him. Not a word had been spoken in all that time.
 They were still lying on the bed, deep in the sweet calm that follows passion, when they were wakened by Cornelia shouting.
“Did she see us?” asked Giorgio.
“It’s her illness,” said Adele, caressing him. “She has nightmares sometimes. Wait here for me. I’ll be back soon.”
Cornelia was bathed in sweat and her wide, staring eyes seemed to be waiting for someone else and not her mother.
“Here I am, little one. I’m here. Go back to sleep.”
“Oh mum, mum…” said Cornelia.
“Sleep, my little girl.” Adele sat down on the bed and stroked her.
“I want to die, mum. Do something to make me die.”
It wasn’t the first time Adele had heard this desperate plea. On her body was the odour of love. It was all over her, she could smell it and now she became aware of the confusion that was giving her a sharp inner pain.
When she went back to the bedroom, Giorgio wanted her again and Adele could not resist him. She gave herself to him and whenever the thought of Cornelia started to trouble her, she abandoned herself to him all the more.

[1] Maria is married to Renzi and Esterina to Jacopetti.


Letto 6012 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart