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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Giallo: Lo sconosciuto/A detective story: Unidentified Body (Trad. Helen Askham) #8/12

10 Luglio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Lo sconosciuto  #8

Nel pomeriggio presero la macchina e andarono a villa Girani. Pioveva ancora. I cipressi avevano assunto un colore più vivo, e così il grande giardino. L’acqua sembrava rigenerare ogni cosa. Perfino gli intonaci giallastri della villa sembravano seducenti. Scesero e suonarono.
«Il professore non c’è. È nel suo palazzo a Lucca. »
«E la signora? »
«La signora è in casa. »
«Potrebbe annunciarci? »
Furono accompagnati di nuovo in biblioteca.
La signora giunse di lì a poco. Non sembrava seccata, anzi, ostentava tutta la sua bellezza in modo assai provocante, che affascinò i due. Renzi le andò incontro e, cosa rarissima, le fece il baciamano, con sorpresa di Jacopetti, che subito dopo fece altrettanto. Si sedettero sui divani.
«Lei, signora, avrà sentito parlare del cadavere ritrovato sotto le mura… »
«Ho letto, ho letto. Da inorridire. Come si può uccidere un uomo a quel modo? »
«Uccidere è sempre orribile, comunque lo si faccia. »
«Ma capirà che arrivare a spregiare un cadavere, è da incalliti assassini. Quelli che lo hanno ucciso sono gente abituata al delitto. Probabilmente si tratta di una vendetta. »
«Che cosa glielo fa supporre? »
«Proprio il modo in cui è stato barbaramente compiuto il delitto. »
«A chi pensa? »
«A un delitto di mafia. » Jacopetti si mosse sulla sedia, contento.
«Abbiamo ragione di credere » continuò il commissario «che il corpo della vittima appartenga a Oreste Ciglioni, il suo autista. »
«Impossibile. Oreste è una persona dabbene, non ha niente a che spartire con la mafia, di qualsiasi tipo. »
«Lo conosceva così bene? »
«Non usi il verbo al passato, la prego. Oreste è certamente vivo e da qualche parte a godersi una bella vacanza. L’ho detto a mio marito, e lo ripeto a lei. Oreste ha fatto solo una scappatella. »
«Era il suo amante? »
«Come si permette, commissario! » Si alzò di scatto, mentre Jacopetti non stava più nella pelle, e non perdeva di vista sia il commissario che la signora Valeria.
«Abbiamo ragione di credere che sia così. »
«Lei mi offende, commissario. Smentisco nella maniera più assoluta. È una calunnia, se qualcuno ha osato insinuare che l’autista è il mio amante. Non dia credito a queste voci. Vorrei proprio sapere chi le ha messe in giro. È orribile, è orribile. » Tornò a sedersi, con le mani sul viso; sembrava sul punto di piangere.
«Oreste Ciglioni era un bel giovane. »
«E con questo? Ci corre per diventare il mio amante. Io sono una donna sposata. La mia famiglia è una tra le più in vista della città. Badi a come parla, commissario. Non può accusarmi di una nefandezza simile, sulla base di voci raccolte chissà dove. E poi, le ripeto, oltre a non essere il mio amante, Oreste Ciglioni non è morto, e le sue indagini vanno nella direzione sbagliata. Quel cadavere apparterrà a un bastardo immischiato nel giro della droga. Gliel’ho detto. Quando appresi la notizia dai giornali, pensai subito che c’entravano la droga e la mafia. Vedrà che non mi sbaglio. Noi donne abbiamo un sesto senso, lo sa, ed è difficile che si prenda degli abbagli. Indaghi in questa direzione, commissario, e lasci perdere queste assurde chiacchiere. Quando Oreste tornerà, glielo farò sapere e ci faremo quattro risate. »
«Sarebbe disposta a venire con noi per l’identificazione del cadavere? »
«È possibile identificarlo, conciato a quel modo? »
«Non sarà un’impresa facile, lo ammetto. Il cadavere è pressoché irriconoscibile. Uno scheletro, insomma; mi perdoni per come sono costretto ad esprimermi. »
«Verrò, ma non ora. Non me la sento. Capirà, commissario, che non sono abituata a queste cose. Dovrò prepararmi. Sarà un’esperienza terribile. »
«Domattina andrebbe bene? »
«Sì, facciamo per domattina. »
«Alle undici? »
«Alle undici. »
Entrò Eliana.
«Conosce mia figlia, commissario? » Renzi e Jacopetti si erano alzati.
«Sai, Eliana, che cosa mi stava dicendo il commissario? Non puoi nemmeno immaginarlo. Che il cadavere ritrovato qualche settimana fa sotto le Mura, sai quell’orribile cadavere carbonizzato, nudo per giunta, che scempio, che scempio, il commissario ritiene che appartenga, indovina un po’? »
«Non vorrà sostenere, commissario, che appartenga al nostro autista. Questo è impossibile! »
«E per quale ragione è impossibile? » Intanto si erano di nuovo seduti, tutti quanti.
«Perché quello è un delitto di mafia, commissario. Lo capirebbe anche un bambino. Mi perdoni, se mi sono espressa così. Tutti pensano che si tratti di un regolamento di conti tra mafiosi, magari appartenenti al giro della droga. »
«Tutti chi? »
«La gente. Domandi in giro, commissario, e si sentirà rispondere come ho detto io, e cioè che si è trattato di un regolamento di conti. Il delitto è di stampo mafioso, non ci sono dubbi. Come può entrarci Oreste? »
«E che Oreste fosse implicato in un giro di droga, lo sapevate? » Eliana ebbe una reazione violenta.
«È una calunnia mostruosa. Oreste è un bravo ragazzo. Abbiamo imparato a conoscerlo bene. »
«Ma si può conoscere bene una persona che avete preso in casa da pochi mesi? »
La signora non reagì, invece. Con più calma rispose:
«Anche su questo, commissario, lei sta prendendo un grosso abbaglio. Sai, Eliana, il commissario mi ha proposto di andare domattina ad identificare il cadavere. Che dici, devo andare? »
«Fai tu, mamma. »
Renzi e Jacopetti si congedarono.
«Che ne pensa, commissario? » Scendevano lentamente lungo il viale di cipressi, che sgocciolavano dai rami. In quel momento aveva smesso di piovere. Come al solito, guidava la macchina Jacopetti, che aveva girato il capo verso Renzi e per poco non andava a sbattere contro un albero.
«Vedi di riportarmi al commissariato tutto d’un pezzo. »
«Mi dica che ne pensa. »
«Si potrebbe sospettare della donna. »
«L’autista voleva abbandonarla e lei ha deciso di vendicarsi? »
«Forse. Oppure era interessata al giro della droga. Oreste le passava qualche bustina… »
«Allora perché l’ha ucciso, se aveva interesse a ricevere da lui la droga? »
«Le ha chiesto più soldi. Ha capito, visto che era in difficoltà economiche, che poteva spremerle un bel po’ di denaro. »
«Ma come avrebbe fatto a ucciderlo? »
«Mica lo ha fatto lei direttamente. Oppure potrebbe anche averlo ucciso, in un momento in cui hanno litigato. Poi qualcuno l’ha aiutata a disfarsi del cadavere. »
«È un po’ la stessa ipotesi che abbiamo avanzato per l’operaio, non ricorda? »
«Sì, è proprio la stessa. »
«E che cosa la induce a pensare che invece che per l’operaio, la nostra ipotesi è valida nei confronti della signora? »
«Perché ha negato di essere la sua amante. »
«Ma è una donna. E per di più una donna sposata. Mi pare normale. Che cosa credeva, commissario, che le spiattellasse subito in faccia la sua relazione? »
«Ma il fatto che l’abbia negata così duramente, mi ha fatto riflettere. »
«E cioè? »
«Se avesse ammesso di essere la sua amante, noi l’avremmo subito sospettata. La signora lo sa bene. E allora significa che vuole tenere lontano da sé i sospetti, e se vuole tenere lontano da sé i sospetti, significa che è sospettabile, e ha qualcosa da nascondere. »
«L’omicidio? »
«Sì, o quanto meno una complicità. »
«Qualcuno avrebbe ucciso per lei? »
«È probabile. Ricordati che è ricca, e per i soldi ci sono fior di malandrini che farebbero qualunque cosa. »
«Mi dica la verità, commissario, lei è così sicuro che il cadavere sia quello di Oreste Ciglioni? »
«Sempre di più convinto. Specialmente ora che ho finito di ascoltare la signora. Hanno litigato per la droga. L’autista, in qualche modo, si è messo a ricattarla. O ha preteso un maggior prezzo, o addirittura ha minacciato di svelare al marito che la signora si drogava. Ricordati che il marito discende da una delle più ricche e antiche famiglie della città. Sarebbe scoppiato uno scandalo. Il finimondo, insomma, e così la signora ha pensato di sbarazzarsene. »
«E se la signora avesse ammesso di essere l’amante del Ciglioni? »
«Avrei pensato di più all’operaio. »
«Questa poi… Ma l’operaio mica le ha tenuto nascosto che trafficava con Oreste. Le ha aperto il cuore, senza preoccuparsi di dare a lei un movente forte per sospettarlo dell’omicidio. In questo modo, lei usa due pesi e due misure. Più favorevole alla bella donna, ricca e stimata, e più disposto ad accusare una persona certamente più debole… »
«Lo ammetto, ma, per fortuna, a volte bisogna seguire l’istinto, Jacopetti, e l’istinto mi dice che la signora c’entra qualcosa in questo omicidio, mentre l’operaio è fuori. »
«Quell’operaio, però, deve ringraziare la signora, che non ha ammesso di essere l’amante del suo autista. Altrimenti… »
«Altrimenti che cosa? Mica lo avrei sbattuto in carcere. Avrei approfondito, diamine… » Si era impermalito.
Erano giunti al commissariato.
«Domattina, sai che cosa facciamo, Jacopetti? »
«Mi dica. »
«Prima di portarci la signora a identificare il cadavere, ci conduciamo Donato Lorenzini. Sei d’accordo? »
«Mi pare un’ottima idea. »

Alle nove in punto, Donato Lorenzini si trovava davanti alla cella frigorifera, dove erano conservati i poveri resti dello sconosciuto.
«È pronto Lorenzini? »
Lo spettacolo era orripilante. L’operaio fece una smorfia di ribrezzo.
«Ma è impossibile riconoscerlo! Potrebbe essere chiunque. »
«L’altezza è quella, mi pare. »
«Sì, l’altezza è la sua. »
«Non escluderebbe che possa trattarsi proprio di Oreste Ciglioni? »
«Escluderlo? No, potrebbe essere lui, ma come posso affermarlo con sicurezza? Lei, lo vede da sé com’è ridotto. »
«Lei mi dica soltanto se potrebbe essere lui. »
«Sì, lo ripeto, potrebbe essere il mio amico. »
«La ringrazio. Mi basta. Può tornare al lavoro. A proposito come va? Si è riconciliato col padrone? »
«Da quando lei è venuto a trovarmi in officina, non mi leva gli occhi di dosso. Pensa che sia un delinquente. Vedrà che prima o poi perderò il posto. »
«Mi dispiacerebbe. Vuole che ci parli io con il suo padrone? »
«No. Se occorrerà, verrò io da lei. Allora significa che non sospetta più di me? Questo mi fa molto piacere, commissario. Io sono un bravo ragazzo, anche se ho fatto i miei sbagli. Ma chi non li commette? Lei, non ne ha mai commessi? »
«Da giovane, a bizzeffe. »
«Vede. Anch’io, quando avrò la sua età, metterò la testa a posto. Succede così a tutti. Da giovani siamo dei cavalli da corsa e vogliamo andare dappertutto; poi, passando gli anni, diventiamo più prudenti. »
«E più saggi. » Questo era Jacopetti.
«Sì, più saggi. »
«Prima di lasciarla andare, però, è sicuro di non dovermi dire nient’altro? »
«Non credo di dover aggiungere qualcosa a ciò che le ho detto stamani e l’altro giorno. »
«È proprio sicuro? »
«Non la capisco. »
«Dovrebbe dirmi, mi pare, quali sono gli amici di Oreste Ciglioni. Perché, se questo che lei ha visto è il suo corpo, l’assassino o gli assassini si trovano tra i suoi amici. Lei non poteva non conoscerli, visto che frequentava Oreste. »
«Invece, qui si sbaglia. Io non li conosco, gli amici di Oreste. »
«E le bustine che gli forniva? »
«Avevo contatti solo con lui. Non vedevo nessun altro. »
«E quando andava alle feste con lui? »
«Vedevamo solo ragazze. Oreste, gliel’ho già detto, ne conosceva a mucchi. Dove andava, era sempre circondato da belle ragazze. Una fortuna, la sua. Ci sapeva fare con le donne. Anche con la signora della villa. »
«Che altro sa di questa relazione. »
«Con la signora della villa? »
«Certo. »
«Che il marito era al corrente, ma la signora sapeva tenerlo a bada. »
«E come? »
«Ah, questo non lo so. Forse il marito aveva paura dello scandalo. Sa, tra gente ricca, pur di non alimentare qualche scandalo, si passa sopra anche alle corna. »
«È sicuro che è stato Oreste a dirle questo? Che il marito sapeva della loro relazione? »
«Certo che sono sicuro. Queste cose le sapevo solo da Oreste e da chi altri, sennò? »
«Ora vada, e speriamo di non aver più bisogno di lei. »
«È un sollievo per me sapere che non mi sospetta più. »
Renzi lasciò che Donato Lorenzini se ne andasse con questa speranza nel cuore.
«Davvero non lo sospetta più, commissario? »
«Fino a che il caso non sarà risolto, io sospetto di tutti, Jacopetti. Dovresti conoscermi, ormai. »
«Lo immaginavo. E del marito, che ne pensa, ora? »
«Che potrebbe essere stato anche lui. Per liberarsi dell’amante. »
«Non mi è parso, però, uomo da poter commettere un omicidio. »
«La gelosia fa diventare leoni anche i conigli. »
Alle undici fu la volta della signora.
«È lui » disse appena le fu mostrato il cadavere. «È proprio lui » ripeté.
«Come fa ad esserne così sicura? »
«La mascella. Vede? È quadrata. Proprio come quella di Oreste. Noi donne siamo strane. Possiamo ricordare particolari che gli uomini nemmeno riescono a immaginare. Quella mascella è la sua, non ci sono dubbi. Se poi aggiunge che l’altezza corrisponde alla statura di Oreste, che cosa vuole di più? È lui, è Oreste. »
Se ne andò senza aggiungere altro.
«E ora che si fa? » domandò Jacopetti.
«Non ci resta che interrogare il marito. »
Si trovava nel palazzo di città. Andarono nel pomeriggio. Suonarono e salirono la grande scalinata semibuia, illuminata da piccoli e radi lampioni settecenteschi sistemati lungo la balaustra di pietra e sui due pianerottoli che dovettero salire.
Da un domestico furono fatti accomodare nello studio, dove già si trovava il professor Tancredi Girani.
«In certo qual modo, mi aspettavo una vostra visita. »
«Come mai? »
«Vede, oggi a pranzo mia moglie mi ha parlato dell’identificazione del cadavere. Secondo mia moglie si tratta proprio del nostro autista. Non ha dubbi. E così ho pensato: ora vengono da me ad interrogarmi. »
«Ha qualcosa da dirci? »
«Penso che sappiate già che Oreste Ciglioni era l’amante di mia moglie. »
«È così. E allora perché sua moglie si ostina a negarlo? »
«Perché negli ultimi tempi non se la intendeva più con l’autista. Avevano litigato. »
«È stato lei, professore, a consigliare di allentare la relazione? »
«Sì. Stava diventando scandalosa. Si doveva interrompere. Ecco un altro motivo per cui mia moglie nega la relazione e continuerà a negarla. Non intende alimentare più alcuna voce a questo riguardo. Ed io sono d’accordo con lei. »
«Però, lei non ha avuto difficoltà ad ammetterla. Poco fa, non si è fatto scrupolo di manifestare che era a conoscenza della relazione. »
«È vero, ma la cosa detta da me ha un altro significato. »
«Non la comprendo. »
«Non ha importanza. È una faccenda che riguarda la mia dignità offesa. La prego di lasciar perdere. »
«Lei, professore, potrebbe essere sospettato dell’omicidio di Oreste Ciglioni, lo sa? »
«Lo so, ma non sono stato io. Vede, io concordo con mia moglie. Quello è un omicidio di mafia. Lo abbiamo detto subito, anche prima di sapere che si trattasse del nostro autista. »
«Il quale era uno spacciatore di droga. Sa anche questo, professore? »
«Valeria, mia moglie voglio dire, mi ha parlato di questi suoi sospetti, ma stento a crederci. Oreste sembrava un bravo ragazzo. »
«E invece spacciava droga. Su questo siamo più che sicuri. »
«Allora cercate l’assassino nel giro della droga. Mi pare che tutto si semplifichi. Voi conoscerete la rete degli spacciatori. Sarà facile trovare il colpevole o i colpevoli. »
«Anche lei sospetta che siano stati più di uno? »
«Per forza. Chi lo avrebbe potuto trasportare da solo fin sotto le Mura, e poi dargli fuoco? Sono più d’uno sicuramente, i colpevoli. »
«Ha dei bei libri anche qui, professore… » Renzi aveva alzato la testa verso gli scaffali che, allo stesso modo che alla villa, ricoprivano le pareti.
«Direi che i libri più antichi, più preziosi, sono qui. »
«Non ha paura dei furti, se lei trascorre il maggior tempo alla villa? »
«La casa è ben sorvegliata, come del resto la villa. È difficile entrarvi, e più difficile uscirvi, se uno ha la ventura di riuscire a passare i vari sbarramenti di sicurezza. »
«Lei per lo meno si può permettere di adottare un sistema di sicurezza sofisticato. Ma tanti poveri diavoli non riescono a salvarsi dai ladri. »
«Ma i ladri sanno bene quali case visitare. Non andranno mai dove non c’è da racimolare un bel gruzzolo. »
«E invece, oggi, con la penuria che c’è in giro, entrano anche nelle case della povera gente. Non voglio dire dove c’è proprio miseria, ovviamente, ma laddove possono racimolare anche centomila lire, là entrano, e mettono a piangere le famiglie. Perché, vede, oltre al denaro e ai beni che riescono a trafugare, lasciano nei derubati la paura di altre rapine, e allora la vita diventa un inferno ogni giorno. Una rapina non si scorda più. » Era Jacopetti.
«Capisco che cosa vuol dire. »
«Perché dovrei credere che lei non ha ucciso Oreste Ciglioni? » Era tornato a parlare, Renzi.
«Sarà costretto a credermi sulla parola, invece, commissario. Visto che, non conoscendo la polizia il giorno e l’ora del delitto, non è in grado di chiedermi un alibi. »
«Se avrò ancora bisogno di lei, tornerò a importunarla. »
«Lei non mi importuna affatto. È il suo mestiere. »
«Sarebbe disposto a identificare il cadavere? »
«Ma lo ha già fatto mia moglie! »
«Mi piacerebbe che lo facesse anche lei. »
«Ora? Subito? »
«No. Mi farò vivo io. »
«D’accordo, allora. » Li accompagnò alla porta e si congedò.
Renzi e Jacopetti scesero in strada. Si trovavano in via San Giorgio.
«Qua vicino ci sono giusto le carceri. Si farebbe presto a condurvi il professore » disse Jacopetti.
«Brancoliamo nel buio. »
«Tutti e tre possono aver commesso il delitto. L’operaio per via dei soldi che avanzava; la signora per una specie di ricatto subìto; il marito per liberarsi dello scomodo amante di sua moglie. C’è anche la figlia Eliana. Perché lei non la sospetta, commissario? »
«Mi sembra ancora una bambina. E quale motivo poteva avere? »
«Ce ne potrebbe essere più d’uno. »
«Sentiamo. »
«Era innamorata anche lei dell’autista. Si ricordi che Oreste Ciglioni era un giovane brillante, di cui le donne si innamoravano facilmente. Così lo ha ucciso per gelosia. Un movente classico. Oppure ha scoperto la relazione di sua madre con l’autista, e ha deciso di porvi fine, per difendere l’onore del padre, e anche della famiglia. Mi pare un caratterino mica male. Si ricorda come ha risposto irritata quando abbiamo detto che Oreste trafficava con la droga? »
«Proprio questa reazione farebbe propendere però per la prima ipotesi, che fosse, cioè, innamorata di Oreste, e quindi potrebbe averlo ucciso per gelosia. »
«Non l’abbiamo torchiata abbastanza, mi pare. »
«Le indagini mica sono finite. »
«Che facciamo, si torna in ufficio passando per via Fillungo? Mi piacerebbe vedere un po’ di passeggio. » Via Fillungo è la strada più importante della città, dove si può ammirare la più bella gioventù. Soprattutto donne.
«Così poi ti viene il ruzzo… »
«Se si scalda il sangue, fa bene alla salute, commissario. Più il sangue circola, più si rigenerano le cellule. »
«Mi pari rincretinito, Jacopetti. »
«Domenica che fa, commissario? »
«Vorrei fare una passeggiata a Farneta, respirare un po’ di aria buona, in mezzo ai pini. Se vieni anche tu, la facciamo di mattina, quando il sole è bello tiepido. Ci mettiamo la tuta, le scarpe da ginnastica e via. Facciamo navigare i pensieri, e ci dimentichiamo di questo orribile lavoro. »
«Non è facile dimenticarcene, ora che abbiamo aperto questo caso. Però l’idea è buona e si potrebbe combinare. »
«Sei sicuro che Esterina ti lascerà venire? »
«Come no! Esterina fa tutto quello che voglio io. »
«Ti si allunga il naso, Jacopetti, e sembri Pinocchio. »
«Davvero mi si allunga? »
«Guarda, se ti giri verso di me, rischi di cecarmi un occhio. Fai attenzione. »
«In quanto a bugie, però, lei non è da meno. A volte, quando interroga, le spara grosse come case. »
«Sono trappole, Jacopetti. Interrogassi te, ci cascheresti sempre. »
«Mi crede ingenuo? »
«No. Soltanto che sei troppo un bravo ragazzo. »
«È la stessa cosa? »
«Sì, è la stessa cosa. »

Unidentified Body #8

 In the afternoon they drove to the Giranis’ villa. It was still raining. The cypresses had taken on a brighter colour, as had the large garden. The rain seemed to have given everything new life. Even the yellowing plasterwork on the house seemed attractive. They got out of the car and rang the bell.
“The professor isn’t here. He’s at the palazzo in Lucca.”
“And his wife?”
“She’s at home.”
“Can you tell her we’re here, please?”
They were shown into the library again. Valeria Girani appeared soon after. She did not look annoyed but rather seemed to be flaunting herself in a very provocative manner that charmed the two men. Renzi went towards her and – a thing he rarely did – kissed her hand, much to Jacopetti’s surprise, and he immediately did the same. They sat down on the couches.
“You’ve heard about the body found under the Walls.”
“Yes, I read about it. Horrifying. How can anyone murder someone like that?”
“Murder is always horrible however it’s done.”
“But when the body is treated like that you know it’s the work of hardened killers. The people who killed him are used to crime. It was probably a revenge killing.”
“What makes you think that?”
“Precisely the barbarous way in which the crime was committed.”
“Who are you thinking of?”
“It’s a mafia crime.”
Jacopetti shifted happily in his seat.
“We have reason to believe,” continued Renzi, “that the victim was Oreste Ciglioni, your chauffeur.”
“Impossible. Oreste’s a decent person, he’s got nothing whatsoever in common with the mafia.”
“Did you know him well?”
“Please don’t use the past tense. Oreste is alive and having a holiday somewhere or other. He’s off on some escapade. That’s what I told my husband and now I’m telling you.”
“Was he your lover?”
“Superintendent, how dare you!” She jumped to her feet and Jacopetti was taken aback. He watched both the superintendent and Valeria Girani.
“We have reason to believe he was.”
“You insult me, superintendent. I deny it absolutely. If someone’s dared to insinuate that the chauffeur is my lover, it’s a slander. You surely can’t believe such gossip. I’d like to know who has put this about. It’s horrible, horrible.”
She sat down again with her hands over her face. She seemed about to burst into tears.
“Oreste Ciglioni was a good-looking boy.”
“What’s that got to do with it? Does it follow that he becomes my lover? I’m a married woman. My family is one of the most conspicuous in the city. Be careful what you say, superintendent. You can’t accuse me of such wickedness on the basis of gossip heard goodness knows who from. What’s more, I repeat, not only is Oreste Ciglioni not my lover, he is also not dead and your investigations are misdirected. That corpse must belong to some poor bastard that was mixed up in the drug scene. I told you. When I read the story in the newspaper, I immediately thought it involved drugs and the mafia. You’ll see I’m not mistaken. We women have a sixth sense, you know, and we’re rarely wrong. Make your investigations in that direction, superintendent, and ignore this absurd tittle-tattle. When Oreste Ciglioni gets back, I’ll tell him about it and he and I will laugh about it together.”
“Would you be willing to come with us to identify the body?”
“Can it be identified in such a state?”
“It won’t be easy, I admit. The body is all but unrecognisable. A skeleton. I’m sorry I have to speak like this.”
“I’ll come but not now. I can’t face it. You’ll understand, superintendent, I’m not used to such things. I have to prepare myself. It’ll be a dreadful experience.”
“Would tomorrow morning be all right?”
“Yes, let’s make it tomorrow morning.”
“At eleven?”
“At eleven.”
Eliana came into the room.
“Have you met my daughter, superintendent?” Renzi and Jacopetti had got up. “Eliana, do you know what the superintendent’s been saying to me? You can’t possibly imagine. That the body found under the Walls a few weeks ago, that horrible charred corpse, naked what’s more, what butchery… Can you guess who the superintendent thinks it is?”
“Surely, superintendent, you can’t think it’s our chauffeur. That’s impossible!”
“Why impossible?”
They had all sat down again.
“Because that was a mafia crime. Even a child can see that. Excuse me, I don’t mean to be rude. Everyone thinks it was some mafiosi settling some dispute, probably to do with the drug scene.”
“Who’s everyone?”
“People. Ask around, superintendent, and people will say the same as I have. It was a way of settling some quarrel. It’s got mafia written all over it. How could Oreste have anything to do with that?”
“If Oreste had been involved in drug dealing, would you have known?”
Eliana reacted violently. “That’s a vile slander. Oreste’s a fine person. We’ve got to know him well.”
“But can you really get to know someone you took into your household just a few months ago?”
Valeria, on the other hand, did not react. “Here, superintendent,” she said calmly, “you’re making another great mistake. Eliana, the superintendent has asked me to go and identify the body. What do think? Should I go?”
“It’s up to you, mother.”
Renzi and Jacopetti took their leave.
“What do you think, sir?”
They were driving slowly down the cypress avenue, rain dripping from the branches. It had stopped raining. As usual, Jacopetti was driving. He’d turned round towards Renzi and almost crashed into a tree.
“Try and get me back to the police station on one piece.”
“Tell me what you think.”
“The woman could be a suspect.”
“Because the chauffeur wanted to leave her and she decided to take her revenge?”
“Possibly. Or perhaps she was involved in the drug scene too. Perhaps Oreste was supplying her.”
“Then why would she kill him if she was interested in getting drugs from him?”
“He asked her for more money. Seeing as how he was in financial difficulties, she knew he might squeeze a fair sum of money out of her.”
“But would she have killed him?”
“She certainly didn’t do it herself. Or maybe she did when they quarrelled. Then someone helped her get rid of the body.”
“It’s rather like the theory we put forward for Donato, remember?”
“Yes, it’s exactly the same.”
“And what makes you think if fits the woman but not him?”
“Because she denied being his lover.”
“But she’s a woman. A married woman as well. What were you thinking, sir? That she’d just let it all out?”
“The fact she denied it so insistently made me think.”
“And what did you think?”
“If she’d admitted being his lover, we’d have suspected her at once. She knows that. That means, therefore, she wants to avoid being suspected, and if she wants to avoid being suspected, that means she’s liable to be suspected and has something to hide.”
“The murder?”
“Yes, or at least some involvement in it.”
“Someone killed him for her?”
“It’s probable. Remember she’s rich and you can have your pick of ruffians for money. People who’ll do anything.”
“But tell me the truth, sir, are you so sure the body is Oreste Ciglioni’s?”
“More and more convinced. Especially now I’ve heard what that woman had to say. They quarrelled over drugs. The chauffeur had started to blackmail her in some way. Or he was demanding more money or simply threatening to tell her husband she took drugs. Don’t forget the husband comes from one of the oldest and richest families in Lucca. There would’ve been a scandal. The end of the world, in fact, and so she decided to get rid of him.”
“What if she’d admitted being Ciglioni’s lover?”
“I’d have concentrated on the workman.”
“There’s that… But the workman didn’t hide the fact he got drugs from Oreste. He opened right up to you without worrying about giving you a strong motive for suspecting him of the murder. You’re using a double standard here, favouring the beautiful, rich, respected woman and more inclined to accuse the weaker person…”
“I admit it but, fortunately, we sometimes have to follow our instincts, Jacopetti, and my instinct is telling me the woman is somehow involved in this murder and the workman isn’t.”
“The workman, however, has to thank the women for not admitting she was the chauffeur’s lover. Otherwise…”
“Otherwise what? I’d hardly have thrown him in prison. I’d have made further investigations, for goodness’ sake,” Renzi was offended.
They had arrived at the police station.
“Do you know what we’re going to do tomorrow morning, Jacopetti?”
“Tell me.”
“Before letting the woman see the body, we’ll bring in Donato Lorenzini. Agreed?”
“Sounds an excellent idea to me.”

At nine o’clock on the dot, Donato Lorenzini found himself outside the cold store where the remains of the unidentified body were kept.
“Is Lorenzini ready?”
It was a horrifying sight. Donato screwed up his face in revulsion.
“It’s impossible to identify it. It could be anyone.”
“The height is the same, I think.”
“Yes, it’s the same height.”
“Can you exclude the possibility it’s Oreste Ciglioni?”
“No I can’t do that. It could be him but how can I possibly say so for sure? You can see for yourself how little is left of it.”
“So you can only tell me it could be him.”
“Yes, I repeat, it could be my friend.”
“Thank you. That’s enough for me. You can go back to work. By the way, how’s it going? Are you getting on better with your boss?”
“Since you came to the workshop to see me, he hasn’t taken his eye off me. He thinks I’m a criminal. You wait, I’ll be fired sooner or later.”
“I’d be sorry to hear that. Do you want me to have a word with him?”
“No. If it’s necessary, I’ll come and see you. Does this mean you don’t suspect me any more? That’s good, superintendent. I’m not such a bad lad, even if I’ve made mistakes. But who doesn’t? Didn’t you ever make any?”
“When I was young, loads of them.”
“I thought as much. When I’m your age I’ll put my head in order as well. It happens to everyone. When we’re young we’re strong and keen and we want to go everywhere. As the years go by, we become more careful.”
“And wiser,” said Jacopetti.
“Yes, and wiser.”
“Before I let you go, however, are you sure there isn’t anything you could tell me?”
“I don’t think I’ve anything to tell you apart from what I’ve said this morning and the other day.”
“Sure?”
“I don’t understand.”
“I think you could tell me who Oreste Ciglioni’s friends are. Because, if this body you’ve seen is his, then the murderer or murderers will be amongst them. You went about with Oreste so must know who they are.”
“You’re wrong there. I don’t know Oreste’s friends.”
“What about the drugs he supplied you with?”
“I only ever had contact with him. I didn’t see anyone else.”
“What about when you went to parties with him?”
“We met only girls. I told you, Oreste knew lots of girls. Wherever he went, he was always surrounded by gorgeous girls. He was lucky. He knew what he was doing with women. With the woman in the villa as well.”
“Did anyone else know about that relationship?”
“With the woman in the villa?”
“Yes.”
“Even her husband knew what was going on but she knew how to handle him.”
“How?”
“That I don’t know. Perhaps he was afraid of a scandal. Rich people will put up with an unfaithful wife so as not to sir up any scandal.”
“Are you sure it was Oreste who told you this? That the husband knew about the affair?”
“Of course I’m sure. I heard these things only from Oreste. Who else?”
“Off you go and let’s hope we don’t need you again.”
“It’s a relief knowing I’m not under suspicion any more.”
Renzi let Donato Lorenzini go away with this hope in his heart.
“Do you really not suspect him any more, sir?”
“You should know me by now. Until the case is solved, I suspect everyone.”
“I thought so. And what about the husband? What do you think of him now?”
“That it could’ve been him as well. To be rid of the lover.”
“He didn’t seem to me to be the sort of man to commit murder.”
“Jealousy can do terrible things to people.”
At eleven o’clock it was Valeria Girani’s turn.
“It’s him,” she said as soon as she saw the body. “It’s definitely him.”
“What makes you so sure?”
“The jaw. It’s square. Just like Oreste’s. Women are strange. We remember details men don’t even think about. That jaw is his, there’s no doubt about it. And it’s the same height as Oreste so what more do you want? It’s him, it’s Oreste.”
She left without saying anything more.
“Now what do we do?” asked Jacopetti.
“All that’s left to do is interview the husband.”
Tancredi Girani was in his palazzo in the city. Renzi and Jacopetti went to see him in the afternoon. They rang the bell and climbed the great, gloomy staircase lit by a few little eighteenth-century lamps on the stone balustrade and the two landings they had to cross.
A servant showed them into the study where they found the professor.
“In a way, I was expecting this visit.”
“Why was that?”
“My wife was talking about identifying the body at lunch yesterday. According to her, it’s the chauffeur. She has no doubt about it. So I thought, now they’ll come and ask me questions.”
“Do you have anything to tell us?”
“I think you know Oreste Ciglioni was my wife’s lover.”
“We do. Why does your wife persist in denying it?”
“Because recently she lost interest in him. They’d quarrelled.”
“Was it you, professor, who advised her to end the relationship?”
“Yes it was. It was becoming a scandal. It had to be broken off. That’s another reason why my wife denies there was a relationship and will continue to do so. She doesn’t want to stir up any more gossip about it. And I agree with her.”
“You, however, didn’t have any difficulty admitting it. Just a few moments ago you didn’t hesitate to tell us you were aware of the relationship.”
“That’s true but what I said had another meaning.”
“I don’t understand.”
“It’s not important. It’s a matter that affects my pride. Please drop the subject.”
“You know you could be suspected of Oreste Ciglioni’s murder, don’t you?”
“Yes I do, but it wasn’t me. I agree with my wife. It’s a mafia murder. We said so from the beginning, before we knew it was our chauffeur.”
“Who was also a drug dealer. Did you know that too?”
“Valeria, my wife, mentioned certain suspicions she had, but I was reluctant to believe it. Oreste seemed a fine young man.”
“When in fact he dealt in drugs. We’re quite sure of that.”
“In that case, look for the murderer in the drug scene. It seems to me things are becoming simpler. You must know who’s involved in drug dealing. It’ll be easy to find the person or persons responsible.”
“So you also think more than one person was involved.”
“There has to have been. Who could have taken the body under the Walls on his own and then set fire to him? There must have been more than one.”
“You have some beautiful books here as well, professor.” Renzi was looking at the shelves that covered the walls, just as they did in the villa.
“I’d say the oldest and most valuable are here.”
“Aren’t you afraid of theft if you spend most of your time at the villa?”
“The house is well secured, as is the villa for that matter. It’s difficult to get in and even more difficult to get out even if you manage to get past the various security gates.”
“At least you can afford to install a sophisticated system. There are plenty of poor devils who don’t have the means to protect themselves from burglars.”
“But burglars know full well which houses to go to. They don’t bother going where they can’t scrape together something worth having.”
“Ah, but nowadays money’s so short,” interrupted Jacopetti, “so they break into poor people’s houses as well. I don’t mean where there’s actual poverty, obviously, but they’ll break in if there’s a chance of getting 100,000 lire and they cause the family great distress. Because not only do they steal money and other things, they leave their victims in fear of other thefts and life becomes a daily hell. People never forget a burglary.”
“I understand what you mean.”
Renzi said, “Why should I believe you didn’t kill Oreste Ciglioni?”
“You’ll just have to take my word for it, superintendent. And since the police don’t know the date and time of the murder, you aren’t in a position to ask me for an alibi.”
“If I have further need of you, I’ll have to trouble you again.”
“It’s no trouble at all. It’s your job.”
“Would you be willing to identify the body?”
“But my wife’s already done that!”
“I’d like you to do it too.”
“Now? Immediately?”
“No, not now. I’ll be in touch.”
“Very well.”
He went with them to the door and said goodbye. Renzi and Jacopetti went down the stairs and out into Via San Giorgio.
“The prison’s near here. It wouldn’t take long to escort the professor there.”
“We’re no further forward.”
“All three of them could have done the murder. The workman for the money he was owed; the woman for some kind of blackmail; the husband to get rid of his wife’s inconvenient lover. There’s also the daughter, Eliana. Why haven’t you suspected her?”
“She’s still a child, it seems to me. And what motive could she have had?”
“There could be more than one.”
“Speak up.”
“She was in love with the chauffeur too. Don’t forget Oreste Ciglioni was rather a dazzling young man that women fell in love with easily. So she killed him out of jealousy. Classic motive. Or she discovered her mother was having a relationship with him and decided to put an end to it to save the honour of the family. She doesn’t seem like a bad person. Do you remember how angry she was when we said Oreste was a dealer?”
“Precisely the reaction that would support the first theory, however, that she was in love with Oreste and could therefore have killed him out of jealousy.”
“It seems to me we haven’t asked her enough questions.”
“The investigation isn’t exactly over.”
“What shall we do now? Go back to the office along Via Fillungo? I fancy having a little look at who’s there.”
Via Fillungo is Lucca’s main street, where the best-looking young people are to be seen. Especially women.
“Something to put a sparkle in your eye, eh?”
“A little excitement’s good for you, sir. The better the circulation, the better the cells regenerate.”
“I think you’re going soft in the head.”
“What are you doing on Sunday, sir?”
“I’d like to take a trip to Farneta, breathe some fresh air amongst the pine trees. If you want to come too, we could go in the morning when the sun’s not too hot. Tracksuits and trainers and off we go. Let our thoughts wander and forget about this horrible job.”
“Not easy to forget it since we started on this case. However, it’s a nice thought and maybe we’ll manage.”
“Are you sure Esterina’ll let you come?”
“Why ever not? Esterina does whatever I want.”
“Your nose is getting longer, Jacopetti. You look like Pinocchio.”
“Do I really?”
“Look out. If you turn round, you’ll put my eye out. Careful.”
“As far as lies are concerned, sir, you’re no better. Sometimes you tell lies as big as houses when you’re interviewing people.”
“They’re traps, Jacopetti. If I were interviewing you, you’d fall into them every time.”
“You think me naïve?”
“Not at all. Just that you’re too decent a guy.”
“Is that the same thing?”
“Yes, it’s the same thing.”

 

 


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart