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Governo in stand-by

14 Giugno 2013

All’interno del governo ci sono due forze che riescono perfettamente a contrastarsi con eguale forza, sì che tutto resta fermo.
Le due maggiori promesse fatte ai cittadini in occasione della formazione del governo Letta sono di là da venire: l’ammorbidimento della tassazione sulla casa, e l’annullamento dell’aumento dell’Iva, previsto per il 1 luglio.
Partiti con lance in resta i favorevoli, tutto sembrava procedere per il meglio. Ma all’improvviso, ecco presentarsi le difficoltà, prima sussurrate, poi di intensità sempre maggiore fino a contrapporsi e a sterilizzare le speranze. Non si sa dove reperire i soldi destinati a sostituire le mancate entrate.

A dar corpo a queste preoccupazioni sono intervenuti fior di economisti e così siamo arrivati al punto in cui si cerca di persuadere gli italiani che se le promesse non saranno mantenute non è per responsabilità del governo, che ce l’ha messa tutta, ma per la situazione di crisi che stiamo attraversando e che non permette di abbassare la guardia.
Una crisi che già per la sua presente gravità non fa intravvedere alcun segno di ripresa e ce la dovremo trascinare ancora per qualche decennio. Nonostante che il pluridecorato Monti ci dicesse che vedeva la luce in fondo al tunnel.

Ormai tutti, sia in Italia che all’estero, sono persuasi che questa crisi che ha colpito l’occidente, è più grave di quella terribile del 1929.
Per colpa, dunque, anche delle ruberie e degli errori della nostra classe dirigente, arricchitasi e lontana dal percepire i drammi da cui l’Italia è ferita, i cittadini, gravati da un debito pubblico stratosferico, hanno iniziato a percorrere la strada di un accelerato impoverimento. Accanto a coloro che già soffrono miseria e fame, si stanno aggiungendo quelli della borghesia media che erano riusciti a tirare avanti grazie ai loro risparmi. Ma anche questi stanno arrivando al lumicino e tra non molto sarà inevitabile il ricongiungimento nell’abisso della disperazione.

Dal governo, perciò, non c’è da sperare granché. Letta sembra volerci distrarre con una specie di ninna-nanna, che ci farà addormentare onde non accorgersi della nuova povertà. Quando ci sveglieremo – così spera – saremo tutti poveri – salvo la casta e i soliti ricchi – e non ci accorgeremo della differenza tra il prima e il dopo. Mal comune mezzo gaudio, dice il proverbio. E questa pare la meta.


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4 Comments

  1. Commento by Giacomo — 14 Giugno 2013 @ 14:16

    Vedo che nei suoi articoli tutti sembrano avere delle responsabilita’ nel tracollo italiano tranne uno.

    Mi pare giusto ricordare, come fa nel suo articolo,  che Monti erroneamente vedesse la luce in fondo al tunnel. Sarebbe pero’ anche opportuno (se le resta un minimo di onesta intellettuale)  ricordare che quell’uno che precedette Monti la crisi proprio non la vedeva, neppure con un telescopio spaziale. Anzi si incazzava con i giornalisti (quelli di sinistra ovviamente) che ne parlavano minando cosi’ l’indomabile entusiasmo italico.

    Sto parlando di quell’uno che sosteneva che i ristoranti erano sempre pieni e che sugli aerei non si trovava mai posto. Era il Novembre 2011 non un secolo fa.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 14 Giugno 2013 @ 15:04

    Certo, ma riuscirà a vedere la differenza rispetto ad uno, come Monti, che è stato fatto senatore a vita prima ancora di capire se sapesse fare il suo mestiere. Si è visto che non lo ha saputo fare, ma il laticlavio non pesa sulle spalle dell’improvvido Napolitano (uomo di sinistra) ma sulle spalle dei cittadini.

    Legga il pezzo di Vittorio Feltri di ieri che può trovare nella rassegna che precede questo mio articolo: https://www.bartolomeodimonaco.it/un-divorzio-consensuale/ (è il quarto).

  3. Commento by Zarina — 14 Giugno 2013 @ 20:06

    Per il sig. Giacomo.

    Credo che prima di mettere in dubbio l’onestà intellettuale degli altri bisognerebbe fare un approfondito esame del proprio.

    Io penso che quell’ UNO, come lo definisce lei, avrebbe potuto fare il miracolo   già dal   ’94     ed è proprio per il timore che potesse riuscirci che la   “gioiosa” macchina mediatico-politico-giudiziaria si è messa subito alacremente all’opera per impedirglielo   e , purtroppo,   ci è riuscita.  

    Come vede   le situazioni possono essere lette da punti di vista diversi e, se permette, non meno validi del suo!.

     

  4. Commento by Giacomo — 15 Giugno 2013 @ 09:32

    Lei, Zarina, deve essere una persona di gran fede.   Immagino che lei creda anche alle Madonne che piangono.

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