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Ha parlato la Sibilla Cumana

7 Dicembre 2010

Dice Bocchino: Se Berlusconi si dimette prima del 14 dicembre, va avanti fino al 2013.

Tante sono le capriole che Bocchino ha fatto, che proprio non si rinviene più. Straparla, non sa nemmeno lui che cosa dice. Crede di imbrogliare le carte, di tendere le trappole come quando lui e i suoi compari fecero pubblicare su Farefuturo la lettera di Bossi del 1994, spacciandola per propria, sperando che Berlusconi ci cascasse. Lui, Briguglio, Granata, Urso, sono dei ragazzini che qualcuno prima o poi prenderà a sculacciate perché si sono messi a fare giochi più grandi di loro, e combinano solo pasticci.

Eppure non è passato molto tempo da quando Bocchino andava dicendo in Tv che Berlusconi doveva fare un passo indietro e cedere il comando.

S’illude che Berlusconi abbia quella scamorza di intelligenza che ha lui, e ancora crede nella Befana. Ma non sa che la Befana gli porterà una calzetta piena di carbone, con il quale potrà accendere un bel falò e bruciarci tutti i suoi sogni di ragazzino che voleva diventare re.
La sua fine sarà ingloriosa quanto quella di Gianfranco Fini.

Berlusconi li tiene tutti e due, ed anche quel Granata, quel Briguglio e quell’Urso, nel palmo della mano, e se non darà ascolto alle sirene lettiane, ne farà un sol boccone.

Il 13 e il 14 ormai sono a un tiro di schioppo. Non so se Berlusconi riceverà la fiducia in entrambe le Camere, ma ciò che mi appare ormai certo, è che non si farà nessun ribaltone, perché impossibile e sciagurato. Né si troverà un Pisanu pronto a prendersi pure lui il marchio del venduto e del traditore. Mi domando: Ma chi glielo fa fare a Pisanu d’imbarcarsi in un’avventura così perigliosa e di sicura effimera durata?

Piuttosto che trovarsi nelle mani di irresponsabili che passerebbero questi mesi a litigare su di una legge elettorale e su di un programma che sono di là da venire, e di cui non hanno nemmeno una pallida idea, meglio lasciare che questo governo, se avrà la sfiducia, ci guidi dritto dritto alle elezioni.
Ci penseranno i cittadini a fare pulizia, e a chi tocca tocca.

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Bart