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I notabili e la rivoluzione digitale

3 Novembre 2012

Stamani Ernesto Galli della Loggia fa una fotografia, secondo me azzeccata, del momento politico con un articolo che appare sul Corriere della Sera dal titolo molto eloquente: “Il notabile a disposizione”.

In pratica ci sono uomini che si ritengono superiori e attendono di essere chiamati per rendere i loro servigi.
Un esempio – questo lo dico io – lo abbiamo già avuto allorché Napolitano chiamò un anno fa Mario Monti a sostituire un governo eletto dal popolo.
A quell’operazione sciagurata, demolitrice della democrazia e della sovranità popolare, (alla quale può essere accostato solo il silenzio di Napolitano sul contenuto delle sue quattro telefonate con Nicola Mancino) si può senz’altro applicare quanto della Loggia scrive:

“La mentalità del notabi ­le â— odierna caricatura ita ­liana della società civile â— è precisamente questa, infatti: «Voi mi dovete eleggere non per ciò che io penso o pro ­pongo (quasi sempre nulla), ma per ciò che io sono. Per il mio “rango”. Che non deve essere certo riconosciuto da voialtri, insignificante plebe elettorale. Basta che lo faccia ­no i miei pari: a voi, al massi ­mo, non resta che sottoscri ­vere ».”

Il binomio Napolitano – Monti c’è tutto, anzi di più, non essendo il suo incarico passato neppure al vaglio elettorale, come c’è tutto il dispregio verso il popolo, trattato come “plebe elettorale” cui non “resta che sottoscrivere”.

Il politologo non si esime dal fare un nome, che è anche uno dei massimi esempi di notabile in attesa, e questo nome è quello di Giuliano Amato, un uomo che può essere considerato, per la sua lunga esperienza politica, un personaggio a disposizione, e forse anche un personaggio ideologicamente un po’ volatile, se si passi alla sua storia di socialista e alla fretta con la quale ritenne opportuno abbandonare il leader del suo partito, il Psi di Bettino Craxi, nel momento in cui quest’ultimo stava vivendo l’attacco spietato della magistratura di Mani Pulite.
Non dimenticherò mai il suo prelievo fiscale sui depositi bancari del 6xmille inflitto agli italiani dopo che appena qualche ora prima aveva dichiarato che una tale ipotesi, che stava aleggiando sul Paese, era campata in aria.

Ma come Amato, notabili a disposizione ce ne sono a iosa tra i grand commis di Stato, e oltre,  uomini da cui i cittadini dovrebbero prendere le distanze immediatamente ove fossero chiamati a governarci.
Sono gli uomini che o in prima fila o in retrovia ci hanno portato al disastro. Poco affidabili, proteggono loro stessi e i loro interessi, mantenendo nei confronti del popolo l’atteggiamento spregiativo evidenziato da della Loggia.

Non so che cosa stia tramando Napolitano dopo l’operazione di notabilato impostaci con Monti, ma sicuramente non è a lui che dovremo guardare per avere quel rinnovamento della classe politica atteso dalla maggioranza dei cittadini.
Dunque, stiamo attenti alle sorprese e vigiliamo. Ove Amato, Casini, Berlusconi, Monti ed altri di pari “rango” dovessero essere chiamati a mettersi al servizio delle istituzioni, non solo dovremo diffidare di costoro, ma reagire con tutte le forze a disposizione all’unico scopo di salvare il Paese da altri cinque o sette anni di immobilismo e di degrado.

Ecco perché il presidente della Repubblica, visto come Napolitano sta interpretando il suo ruolo, assumendo cioè in pratica una specie di plenipotenzariato, dovrà essere scelto dai cittadini e non dalla attuale dirigenza politica impegnata solo a perpetuarsi.

A questo proposito, confido molto nella rivoluzione digitale. Leggo che ormai nelle scuole stanno scomparendo i libri cartacei per essere sostituiti da quelli digitali. Negli Usa il processo è già in stato avanzato. Ebbene, il mio auspicio è che si arrivi presto ad un sistema di elezione digitale per le cariche più importanti delle istituzioni. Chi rivestirà tali funzioni non dovrà essere designato in conseguenza di spartizioni e consorterie di potere, ma dovrà essere scelto direttamente dai cittadini attraverso l’espressione del voto digitale da effettuarsi anche dal proprio pc, dotato ovviamente di un sistema di certificazione inoppugnabile e, per coloro che non ne dispongono, da appositi centri predisposti localmente dallo Stato.


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Bart