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I partiti non sono più la soluzione

29 Settembre 2012

di Paolo Farinella
(da “il Fatto Quotidiano”, 28 settembre 2012)

Mi ha colpito questo articolo (leggo che l’autore è un prete cattolico) perché riflette anche il mio pensiero. E’ necessario fare tabula rasa. Solo così si potrà ricostruire. bdm.

Di fronte a questo abisso, quale soluzione? Credo che non sia possibile mettere una pezza su un vestito a brandelli. I partiti non sono più la soluzione, anzi da strumenti di proposta e mediazione si sono trasformati in cancro insanabile. Bisogna fare «tabula rasa ». La destra è perduta, anche se il burattinaio con i suoi miliardi cercherà di mantenersi a galla per difendere sempre e solo i suoi interessi. La risposta è Renzi? Per l’amor del cielo!, ma guardatelo bene in faccia! Trasuda berlusconismo anche dai pori che non ha. Se dovesse vincere le primarie sarebbe il colpo di grazia e forse per questo lo hanno mandato in esplorazione. Bersani? Non ha né la forza né il resto: il Pd è destinato a dividersi in tre tronconi e Bersani resiste per allontanare nel tempo questa eventualità, al prezzo della immobilità. Se avesse potuto cambiare, sarebbe andato al governo almentre tre volte. Non a caso sostiene il governo Monti con Berlusconi e Casini. La componente (pseudo-)cattolica con Letta nipote, Fioroni, ecc. spinge per un accordo con Casini che è appoggiato dai vescovi con l’obbligo di sostenere Monti anche «post mortem », anche se non eletto, anche se non si candida, anche se…

Occorre una rivoluzione radicale, profonda, senza misericordia. I partiti, «questi » partiti non possono autoriformarsi. Bisogna mandarli tutti a casa, tagliando loro il maltolto che devono restituire. Allo stato attuale delle cose, sul mercato esistente, il Movimento 5 Stelle nonostante le difficoltà, in parte vere, in parte costruite dai suoi moltissimi avversari, «è inevitabile », cioè un male necessario.

Non dico che è la soluzione perché ho sempre criticato il metodo di Grillo che non mi convince e si è visto alla prova dei fatti: la democrazia non è solo consultazione permanente, è anche decisione e spesso decisione anticipata. A volte bisogna decidere prima che le cose accadano e il «politico » deve prevenirle perché governare è prevedere, non solo gestire. Dico che «è inevitabile » perché potrebbe essere, nell’arco di una stagione, la ruspa che fa piazza pulita e spiana il terreno dalle sterpaglie e dai rovi che indisturbati sono cresciuti per colpa di coloro che avrebbero dovuto fare pulizia. Ora non basta più la ramazza, occorre la ruspa e se in parlamento arriva una squadra di 200 deputati e 100 senatori del Movimento 5 Stelle, si avrà certamente un sussulto, un terremoto, un trauma; si avranno macerie e sbandamenti, ma potrebbe anche cominciare un nuovo tempo: il tempo della ricostruzione della politica come servizio e mediazione e non come occupazione dello Stato. Quantomeno ci sarebbe un sicuro risparmio. Non sto dicendo che lo auspico, dico che accadrà per merito dei partiti oggi disastrosamente al potere.


Sull’eventualità di indulto e amnistia Marco Travaglio qui.


Le 10 verità sul caso Sallusti, qui.


Qui Maurizio Belpietro sulla legge elettorale.


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1 commento

  1. Commento by Pino — 2 Ottobre 2012 @ 12:39

    Verebbe da dire “da che pulpito vien la predica”. Poveri noi, mancava solo l’articolo di questo pseudo-prete comunista. Se a Genova ci fosse un vescovo che prende decisioni, invece di un monsignor tentenna, questo personaggio sarebbe fuori dalla Chiesa cattolica da quel dì. Invece è ancora lì a pontificare ed a scrivere corbellerie come don Gallo.

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