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Vedremo come andrà a finire

8 Novembre 2011

Ma per intanto lasciate che vi esprima la mia soddisfazione nel leggere questa dichiarazione fatta da Berlusconi ai suoi consiglieri, fra cui Gianni Letta, che sta cercando in tutti i modi di farlo dimettere:

«Siete voi che non capite, io nasco nelle urne, alla luce del sole, e se devo morire lo faccio in Parlamento, non mi dimetto perchéla Carluccipassa con l’Udc o perchéla Bertoliniha dei dubbi. Avrò fatto degli errori, ma non rinuncio ai miei principi e a quello che rappresento perché un’opposizione irresponsabile dice di tenere al Paese ed è pronta a non votare le misure economiche ».

Se Crosetto, spregiandolo con quell’appellativo volgare che rivela come certe amicizie siano in realtà costruite sulle sabbie mobili, si domandava perché, in un momento così difficile, Berlusconi si fosse allontanato da Roma per rifugiarsi ad Arcore, oggi ha ricevuto la risposta che meritava.

Berlusconi finalmente ha capito che non si può fidare di nessuno tranne che dei suoi figli, specialmente Marina e Piersilvio. È da loro che ha ricevuto il consiglio, da me assolutamente condiviso, di non cadere se non per mano di un voto di sfiducia.
Solo il parlamento può decidere la sua sorte. Non certo degli ambigui e deboli consiglieri.

Avranno messo sotto gli occhi del padre le ipocrisie di cui è intrisa la politica. Gli avranno portato gli ultimi devastanti esempi. In primis quello di Gabriella Carlucci, la quale ha avuto il coraggio di dichiarare alla stampa che le dispiace lasciare il Cavaliere a cui vuole molto bene. Un bene tuttavia – va sottolineato – non sufficiente a spingerla ad un colloquio chiarificatore prima dell’abbandono. È finita addirittura tra le braccia di quel Casini che da tempo trama contro di lui. Non poteva fargli sgarbo peggiore.

Crosetto, Scaloja, Pisanu, Stracquadanio, Formigoni sono altri esempi della politica avvelenata in cui il loro padre è stato inghiottito.
Forse gli hanno anche chiesto se valesse la pena scendere in campo.

Tuttavia, pur nella consapevolezza di vivere in una realtà purulenta e maleodorante, hanno spronato il padre a non arrendersi, a combattere fino in fondo la sua battaglia.
Immagino Marina che gli grida: Devi vederli in faccia i traditori. Devono avere il coraggio di sfiduciarti alla luce del sole.

Ecco. Se Berlusconi cadrà, anche in questo avrà innovato.
Avrà costretto i traditori a rivelarsi quali sono: degli ipocriti, dei pavidi, delle banderuole. Li metterà di fronte alla loro viltà. Li marchierà per sempre.
Sarà la sua vittoria più nobile. Dopo tanti lacci e lacciuoli che gli hanno impedito di governare, sarà forse la più grande.

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Altri articoli

“Il summit dell’opposizione? Nell’ufficio di Fini” di Roberto Scafuri. Qui.

“Berlusconi resiste “Non me ne vado” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Tre scenari una sola carta” di Mario Sechi. Qui.

I tardopardi, la compravendita al contrario” di Luca Telese. Qui.

“I voltagabbana del Pdl” di Gianfranco Mascia. Qui.


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Bart