Sembrerebbe una domanda retorica, e non lo è. Infatti, nel processo che vede coinvolto Silvio Berlusconi con l’accusa di corruzione di minorenne, si sta per arrivare a sentenza senza che si sia sentito il dovere di ascoltare la vittima.
Se non ricordo male, Ruby era inclusa tra i testimoni, ma il giorno previsto per la sua deposizione si trovava all’estero, per cui il pm l’accusò di voler allungare i tempi del processo e alla fine la depennò dall’elenco dei testimoni, d’intesa con i suoi difensori. Così sta accadendo che la vittima vuol testimoniare e il processo probabilmente si concluderà senza la sua testimonianza.
Può essere un processo giusto – come vuole la costituzione – quello che sta per concludersi presso il tribunale di Milano? Non credo proprio. Una magistratura che si rispetti fa di tutto per ascoltare la vittima, anche se essa abbia omesso di presentarsi all’udienza prefissata per la sua deposizione. La obbligherebbe a presentarsi, come è nei suoi poteri. Invece nel nostro caso preferisce escluderla. Ha un senso? Non lo ha, a meno che non si sospetti che quel processo abbia già emesso una sentenza di parte e a prescindere.
Ieri Ruby ha manifestato davanti al tribunale di Milano, chiedendo di essere ascoltata e ha letto una sua dichiarazione-deposizione (e qui) davanti a più di una testata giornalistica, ed infatti tutti i giornali oggi ne danno il resoconto.
La si può ignorare? In essa ci sono elementi che discolpano l’accusato sia per quanto riguarda l’aver fatto sesso con l’allora minorenne, sia per quanto riguarda l’essersi spacciata per parente dell’ex presidente egiziano Mubarak.
Se la vittima dichiara di non essere tale, ed esclude quindi ogni ombra di reato, si può condannare chi è accusato da un pm ma non dalla vittima, che ne sostiene l’innocenza?
L’accusa non si regge su nulla, poiché in un processo giusto le testimonianze senza solidi riscontri e le intercettazioni interpretabili stanno a zero a confronto delle dichiarazioni della presunta vittima, la quale le ripete oggi, che addirittura è maggiorenne e non risulta interdetta per una qualche menomazione intellettuale o corrotta.
Dunque una vittima nel pieno dei suoi diritti, i quali sta esercitando senza che elementi di costrizione appaiano all’orizzonte.
Non si può emettere alcuna sentenza in una situazione di dubbia legalità come questa, e addirittura non si può emettere una sentenza di condanna.
Tale disgraziata sentenza proclamerebbe, ancora una volta, a tutto il mondo il fallimento della nostra giustizia.
Commenti
2 risposte a “Il caso Ruby. Si può fare un processo senza ascoltare la vittima?”
Quando la signorina Ruby doveva presentarsi in tribunale purtroppo si trovava in Messico in vacanza. Sicuramente impegno improrogabile ma malefici pm lo hanno visto come un ulteriore modo per allungare il processo.
Ho letto che i giudici di Milano per il processo a Fede eccetera hanno deciso di raccogliere la testimonianza di Ruby.